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Anticipazioni Forfettarie - la marca da 27* euro

La normativa riguardante le Anticipazioni Forfettarie nel processo civile, alias la "marca da 27 euro", in sede di iscrizione a ruolo.

In sede di deposito della nota di iscrizione a ruolo, talvolta non è chiaro il motivo per cui si sia obbligati o meno ad affiggere la marca da bollo del valore di euro 8 (ora 27) che, per esteso, viene definita dalla normativa essere a titolo di "Anticipazioni forfettarie dai privati all´erario nel processo civile".
La norma principale che riguarda detta tassazione è l'art 30 del T.U spese di Giustizia che riportiamo per intero qui di seguito e che è la norma che individua la somma di euro 8 (Legge stabilita' 2014 portata a 27*).

"Art. 30 (L) - (Anticipazioni forfettarie dai privati all´erario nel processo civile)

La parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l´assegnazione o la vendita di beni pignorati, anticipa i diritti, le indennità di trasferta e le spese di spedizione per la notificazione eseguita su richiesta del funzionario addetto all´ufficio, in modo forfettizzato, nella misura di euro 27*, eccetto che nei processi previsti dall´articolo unico della legge 2 aprile 1958, n. 319, e successive modificazioni, e in quelli in cui si applica lo stesso articolo."

* [comma 416 del'art. 1 dela Legge Stabilità 2014: 416. Al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 30, comma 1, le parole: «euro 8» sono sostituite dalle seguenti: «euro 27»; ]

Analizziamo attentamente il dettato normativo.
Innanzitutto va precisato che non trattasi di imposta di bollo, espressamente esclusa dall'art. 18 del T.U. Spese Giustizia per tutti i procedimenti penali e nei quali va corrisposto il Contributo Unificato. Ricordiamo, infatti, che il con l'entrata in vigore del sistema del Contributo Unificato è stata abolita l'imposta di bollo che gravava su ogni atto da depositare.
L'art. 30 prevede la necessità del pagamento dell'anticipazione forfettaria (nel giudizio civile) quando la parte:
1) "si costituisce in giudizio", facendosi riferimento al processo iniziato con atto di citazione;
2) "deposita il ricorso introduttivo", quando la procedura inizia con ricorso;
3) "ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l´assegnazione o la vendita di beni pignorati". Quindi, non all'inizio della procedura di esecuzione e con l'iscrizione a ruolo della procedura esecutiva, ma va pagata mediante applicazione della marca da bollo in un secondo momento, quando il creditore procedente deposita istanza di assegnazione del bene o istanza affinché si proceda con la vendita dei beni pignorati (istanza di vendita).

L'esenzione, abbiamo letto, è stata data per i giudizi previsti dall´articolo unico della legge 2 aprile 1958, n. 319, in sostanza i giudizi di lavoro.

L'esenzione si estende, ai sensi delle ultime parole dell'articolo 30 TU Spese di Giustizia, anche a tutti i procedimenti "in cui si applica lo stesso articolo", vale a dire che richiamano l'esenzione prevista per i procedimenti in materia di lavoro.


Riportiamo di seguito la legge appena menzionata.

"LEGGE 2 aprile 1958, n. 319
Esonero da ogni spesa e tassa per i giudizi di lavoro.

Articolo unico.
  1. Gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi alle cause per controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, gli atti relativi ai provvedimenti di conciliazione dinanzi agli uffici del lavoro e della massima occupazione o previsti da contratti o accordi collettivi di lavoro nonché alle cause per controversie di previdenza e assistenza obbligatorie sono esenti, senza limite di valore o di competenza,dall'imposta di bollo, di registro e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma 1-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. [nota: vale a dire salvo il Contributo Unificato quando dovuto secondo legge]
  2. Sono allo stesso modo esenti gli atti e i documenti relativi alla esecuzione sia immobiliare che mobiliare delle sentenze ed ordinanze emesse negli stessi giudizi, [quindi esecuzioni che hanno come titolo una sentenza o ordinanza del giudice del lavoro] nonché quelli riferentisi a recupero dei crediti per prestazioni di lavoro nelle procedure di fallimento, di concordato preventivo e di liquidazione coatta amministrativa.
  3. abrogato
  4. abrogato
  5. Le disposizioni di cui al primo comma si applicano alle procedure di cui agli articoli 618-bis [nota: le cause di opposizione all'esecuzione e agli atti esecutivi nella cause di lavoro e previdenza], 825 e 826 [nota: lodo arbitrale] del codice di procedura civile".


Nessun richiamo alle esenzioni lavoristiche vi è, invece, per i procedimenti in materia familiare (in primis separazioni e divorzi). Tuttavia il Ministero della Giustizia con Circolare 11/5/2012 (vedi le circolari pubblicate nel nostro sito), per confermare l'esenzione anche dalle anticipazioni forfettarie per questo tipo di procedimenti, fa richiamo all'art. 19 della L. 74/1987 che esenta dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa tutti gli atti, i documenti, e i provvedimenti relativi. Forse si potrebbe discutere se le anticipazioni di cui all'art. 30 TU Sp. Giu. siano riconducibili alla forma della tassazione e la distinzione sembra, invece, essere quella fra i "diritti di segreteria" e l'apposizione della marca da bollo che assolve all'imposta di bollo.
Tuttavia ... ipse dixit (il Ministero della Giustizia).