La coercizione indiretta ex art. 614-bis cpc: un pungolo per l'adempimento

La coercizione indiretta ex art. 614-bis c.p.c.: normativa, aspetti generali. natura del provvedimento astreinde, impossibilità sopravvenuta, opposizione, alcuni principi della giurisprudenza

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La coercizione indiretta: normativa, aspetti generali

 

Uno dei problemi fondamentali delle sentenze di condanna, in particolare contenenti obblighi di fare o di consegnare, così come si verifica di fronte all’inadempimento di una delle parti contraenti, è quello dell’ottenere fattivamente l’esecuzione dell’obbligo, ottenere il risultato finale. Chi è condannato a fare o a consegnare potrebbe continuare a fare resistenza e non a adempiere minimamente, neppure di fronte ad un ordine del magistrato.

Ancora più evidente quando il soggetto è obbligato non tanto a fare o a consegnare ma specificatamente a non fare, ad astenersi in un comportamento lesivo del diritto altrui, come effettuare un transito senza averne diritto o creare molestie (Cass. civ., 22 febbraio 2023, n. 5192: la Corte ha stabilito che la misura coercitiva indiretta può essere applicata anche in caso di obbligazioni di non fare, come ad esempio l'obbligo di non reiterare un'attività lesiva).

Ecco la necessità di “forzare” l’obbligato con un “incentivo”, una sanzione per il ritardo o per il mancato adempimento oppure una sanzione per ogni attività vietata.

L'articolo 614 bis del Codice di procedura civile (c.p.c.), introdotto con la Legge n. 206 del 2021, ha introdotto nel panorama giuridico italiano uno strumento di grande efficacia per indurre il debitore inadempiente a onorare le proprie obbligazioni: la coercizione indiretta.

Si seguito il testo della norma.

614-bis Misure di Coercizione indiretta
1. Con il provvedimento di condanna all'adempimento di obblighi diversi dal pagamento di somme di denaro il giudice, salvo che ciò sia manifestamente iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall'obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento, determinandone la decorrenza. Il giudice può fissare un termine di durata della misura, tenendo conto della finalità della stessa e di ogni circostanza utile.
2. Se non è stata richiesta nel processo di cognizione, ovvero il titolo esecutivo è diverso da un provvedimento di condanna, la somma di denaro dovuta dall'obbligato per ogni violazione o inosservanza o ritardo nell'esecuzione del provvedimento è determinata dal giudice dell'esecuzione, su ricorso dell'avente diritto, dopo la notificazione del precetto. Si applicano in quanto compatibili le disposizioni di cui all'articolo 612.
3. Il giudice determina l'ammontare della somma tenuto conto del valore della controversia, della natura della prestazione dovuta, del vantaggio per l'obbligato derivante dall'inadempimento, del danno quantificato o prevedibile e di ogni altra circostanza utile.
4. Il provvedimento costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute per ogni violazione, inosservanza o ritardo.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle controversie di lavoro subordinato pubblico o privato e ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all'articolo 409.

Si tratta del testo aggiornato con la Riforma Cartabia con vigenza a decorrere dal 28 febbraio 2024.

 

 

Come funziona la coercizione indiretta?

Come abbiamo visto dalla lettura della norma, il giudice, su richiesta della parte creditrice, può ordinare al debitore di pagare una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza dell'obbligo di fare o non fare a cui è condannato. Si tratta di una misura dal carattere sanzionatorio, non tanto a sostituire l'esecuzione forzata dell'obbligazione quanto, piuttosto a indurre il debitore ad adempiere spontaneamente.

Elementi chiave della coercizione indiretta:

  • Somma di denaro: il giudice determina la somma da corrispondere per ogni violazione, tenendo conto di diversi fattori, tra cui il valore della controversia, la natura della prestazione, il vantaggio per il debitore derivante dall'inadempimento, il danno quantificato o prevedibile per il creditore e ogni altra circostanza utile.

  • Obbligo di fare o non fare: la coercizione indiretta è applicabile a entrambi i tipi di obbligazioni.

  • Richiesta del creditore: la misura è attivata su richiesta della parte creditrice, che deve presentare un apposito ricorso al giudice.


 

Riduzione del contenzioso giudiziario: uno degli effetti chiave di questo istituto è quello di ridurre il numero di controversie in particolare di esecuzione ma anche diminuire i fascicoli penali. Il porre in essere una difesa contro la violazione di obblighi di non fare porta a continui ricorsi all’autorità giudiziaria, ove un tempo, in assenza di questa disciplina, l’arma fondamentale era la denuncia penale per mancato rispetto di ordine di autorità.

L'articolo 650 c.p. punisce chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene. La norma tutela la pubblica autorità e la sua capacità di far rispettare le leggi e l'ordine pubblico. Il mancato rispetto dell'ordine del giudice civile è punito con la contravvenzione di arresto fino a tre mesi o di ammenda fino a 206 euro. La pena è aumentata se il fatto è commesso con violenza o minaccia.


 

Giurisprudenza:

La giurisprudenza si è già ampiamente pronunciata sulla coercizione indiretta, fornendo importanti chiarimenti sulla sua applicazione.

In particolare, la Corte di Cassazione ha affermato che:

  • La coercizione indiretta è una misura autonoma rispetto all'esecuzione forzata e può essere richiesta anche se il titolo esecutivo non è ancora munito della formula esecutiva. (Cass. civ., Sez. VI, 28 luglio 2022, n. 22204)

  • Trib. Milano, 15 marzo 2022 ha ritenuto legittima la determinazione di una somma di euro 100,00 per ogni giorno di ritardo nell'adempimento dell'obbligo di consegna di un immobile;

  • Il giudice, nel determinare la somma da corrispondere per ogni violazione, ha un ampio margine di discrezionalità, che deve essere esercitato in modo equo e proporzionato rispetto all'entità dell'obbligazione e al pregiudizio subito dal creditore. (Cass. civ., Sez. III, 16 febbraio 2023, n. 4147)

  • La coercizione indiretta può essere applicata anche alle obbligazioni derivanti da contratti collettivi di lavoro. (Cass. civ., Sez. Lav., 22 giugno 2022, n. 20280);

  • la S.C. ha confermato, in quanto adeguatamente motivato, il provvedimento che, con la condanna di un Comune alla realizzazione di lavori di rifacimento della fogna pubblica entro un certo termine, aveva fissato in ottocento euro la somma dovuta per ogni giorno di ritardo, in ragione del pericolo di sversamenti di scarichi reflui derivante dal carattere temporaneo dei lavori già eseguiti e dei conseguenti gravi danni che la parte attrice avrebbe potuto subire in caso di ritardo (Corte Cass. Sez. 3, Ordinanza n. 7927 del 23/03/2024).

 

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