Wikipedia ha iniziato uno sciopero di protesta!

Drastica presa di posizione del noto portale enciplopedico contro il decreto intercettazioni

Wikipedia ha iniziato uno sciopero di protesta!

Il nostro sito certo non si occupa di argomenti simili ma desta scalpore che un sito come Wikipedia si auto-oscuri in una sorta di sciopero di protesta e riteniamo di doverne dare, almeno, notizia.
Se l'utente prova, infatti, a fare oggi una qualsiasi ricerca in Wikipedia, viene mandato in una pagina di comunicazione dove la redazione di Wikipedia svolge una seria critica a quello che viene definito come l'ennesimo tentativo di ostacolare la libera circolazione delle informazioni sulla (o nella) rete.

Altre preoccupazioni, inoltre, turbano gli operatori della rete dato l'infittirsi di tentativi di regolamentare la pubblicazione di notizie nei siti web.

Possiamo riassumere tali tentativi di regolamentazione come segue, senza avere presunzione di completezza.

Il decreto intercettazioni, in discussione in Parlamento e di cui si lamenta non solo Wikipedia, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine. Secondo i detrattori della norma, l'obbligo di immediata smentita-rettifica, senza alcuna mediazione ma su semplice richiesta dell'interessato, porterebbe a lesionare la dignità dell'editore. Wikipedia, ad esempio così commenta la questione: "L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza".

La delibera AGCOM, prima prevista per il 6 luglio di quest'anno, poi non approvata per sentire il parere degli operatori in una sorta di sondaggio e poi definitivamente approvata con alcune modifiche (modifiche, tra l'altro frutto di una grossa pressione della rete che aveva inventato anche la cosiddetta "Notte della Rete") prevede che, su richiesta dell'interessato, qualora vi sia una denuncia per violazione del diritto d'autore, l'AGCOM abbia il potere di "oscurare" il sito, senza che vi sia l'intervento dell'autorità giudiziaria. La delibera 668/2010 sul diritto d’autore è in attesa del semaforo verde della Commissione Europea e della World Intellectual Property Organization (WIPO), l’organizzazione che a Ginevra si occupa della tutela della proprietà intellettuale.

Citiamo anche la c.d. Legge LEVI relativa agli sconti applicabili sui prodotti editoriali venduti in rete. Pochi lo sanno ma da settembre è entrata in vigore una norma fortemente voluta dagli editori del cartaceo e dalle librerie affinché fosse impedito ai negozi on-line di fare sconti in misura superiore al 15% del prezzo di copertina. E' la cosiddetta legge "ammazza-Amazon" (Amazon è il più importante operatore mondiale di libri elettronici).

Ed è, infine, in discussione un disegno di legge teso ad investire di responsabilità penalmente rilevante l'ISP (Internet Service Provider) per i contenuti dei siti web e dei blog ospitati nei loro server.


 

Commenta per primo

Vuoi Lasciare Un Commento?

Possono inserire commenti solo gli Utenti Registrati