Consiglio di Stato e i criteri di valutazione nei concorsi pubblici

Il momento di determinazione dei criteri di valutazione delle commissioni esaminatrici secondo il Consiglio di Stato sentenza 3366 del 20/06/2013

- di Avv. Giorgio Pernigotti
Consiglio di Stato e i criteri di valutazione nei concorsi pubblici

La sezione VI del Consiglio di Stato con sentenza 3366 depositata il 20 giugno 2013 ha accolto i ricorsi proposti avverso la decisione del T.A.R Umbria – Perugia Sezione Ia n. 285/2012, in ordine alla legittimità dell’esclusione dalle prove orali di un concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il reclutamento di dirigenti scolastici.

La fattispecie posta all’esame del Consiglio con differenti impugnative preliminarmente riunite, è di particolare interesse in riferimento ad uno dei motivi introdotti in sede di gravame, quello riguardante l’interpretazione della disposizione contenuta nel primo comma dell’articolo 12 del D.P.R. 9 maggio 1994 n.487 (Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi univi e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi), disposizione che disciplina la trasparenza amministrativa nei procedimenti concorsuali e che, nel suo testo, come aggiornato dall’articolo 10, comma 1 del successivo D.P.R. 693 del 30 ottobre 1996, prevede che Le commissioni esaminatrici, alla prima riunione, stabiliscono i criteri e le modalità di valutazione delle prove concorsuali, da formalizzare nei relativi verbali, al fine di assegnare i punteggi attribuiti alle singole prove…(omissis)”.

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