Avvocati in sciopero ad oltranza a Cagliari: astensione per OUA. Categoria ormai compatta?

La categoria degli avvocati si muove, seppur con sfumature diverse, tutta in una unica direzione. La strategia governativa sulla giustizia è sbagliata.

Avvocati in sciopero ad oltranza a Cagliari: astensione per OUA. Categoria ormai compatta?

L'Assemblea Straordinaria dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari, con delibera del 7 febbraio 2014, ha proclamato l'astensione dall'attività processuale, di qualunque genere, ad oltranza! Per prendere atto si legga direttamente nel sito ufficiale dell'ordine cagliaritano: QUI.

Iniziativa subito sostenuta "senza riserve" e con "plauso" dal Movimento Forense (il link QUI) il quale scrive "L'Assemblea Straordinaria degli Avvocati di Cagliari finalmente dà quel segnale di straordinario carattere che la nostra categoria da tempo auspicava".

Al quadro aggiungiamo che da giorni è proclamata l'astensione dalle udienze da parte dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura "dal 18 al 20 febbraio", per protestare "contro la costante umiliazione della giustizia e della democrazia" nonché espressioni del Consiglio Nazionale Forense (l'organo istituzionale per eccellenza dell'avvocatura) delle quali abbiamo dato atto in un articolo di qualche giorno fa (QUI) che critica, senza mezzi termini (ed è una novità) le continue riforme processuali che hanno dimostrato nel tempo essere del tutto inutili se non dannose per il sistema.

Parole forti e iniziative mai osate prima da una categoria che si è sempre sentita "istituzionale" e quindi incapace di esprimere il malcontento se non con manierismi e con un tatto particolarmente delicato.

Peculiare e "istituzionale" rimane l'oggetto della protesta. L'avvocatura protesta per i diritti dei cittadini. Cittadini del tutto ignari del funzionamento della giustizia per il forte tecnicismo che la contraddistingue e quindi in balia delle azioni governative difficilmente giudicabili da chi non ha una laurea in giurisprudenza e un concreto vissuto nelle aule di giustizia.

Lo vediamo dal proclama dell'Ordine di Cagliari. Fra i motivi della protesta leggiamo che:

- il diritto di difesa costituzionalmente garantito sta subendo un attacco senza precedenti;
- anche gli ultimi provvedimenti governativi, presentati come di riforma del processo civile, confermano la oramai consolidata tendenza a comprimere sotto diversi profili i diritti costituzionali;
- intollerabile, poiché gratuito e rispondente a deplorevole demagogia, il malcelato tentativo di addossare la maggiore responsabilità del cattivo funzionamento della giustizia e dell’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari principalmente agli Avvocati.

Quello che è certo che i media tradizionali affrontano poco e male il problema giustizia in Italia tendendo a diffondere con titoloni ad effetto i dati allarmanti ma senza mai ricercare le vere cause e, anzi, spesso lasciando intendere che la categoria degli avvocati ha una buona dose di responsabilità al riguardo.

Ma il nocciolo della questione è stato individuato dal Presidente Alpa quando afferma che "la logica della Banca mondiale degli investimenti, ispirata a criteri di economia aziendale e che pare determinare le scelte del legislatore italiano, non contribuisce a superare i problemi aperti".

Il problema del cittadino viene valutato in base al costo della sua soluzione e i diritti costituzionali sono considerazioni statistiche.

Una pletora di brave persone, sono impegnate quotidianamente a sanare torti e ripristinare diritti, divisi equamente fra avvocati, cancellieri e soprattutto magistrati e forze dell'ordine. Professionisti della giustizia ogni giorno impegnati a mantenere la legalità nel nostro paese. Ma l'indice di legalità non rientra nei parametri costituenti il PIL e sembra che il loro lavoro sia una perdita nei bilanci dello stato.

 

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