La Corte Costituzionale boccia il referendum sulla geografia giudiziaria

Geografia giudiziaria: la corte costituzionale boccia i referendum. E adesso?

La Corte Costituzionale boccia il referendum sulla geografia giudiziaria

Le motivazioni ancora da depositare, ma i proposti referendum per ottenere la cancellazione della riforma della geografia giudiziaria sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale. Pubblichiamo qui sotto la dichiarazione dell'ufficio stampa della Corte Costituzionale.

Cosa accade ora?

La decisione ha rafforzato di certo il progetto del Ministero della Giustizia che non potrà che proseguire nell'applicazione di quanto previsto, ma non va dimenticato che sono ancora pendenti dei ricorsi al TAR per ottenere almeno provvedimenti che modifichino gli ambiti di singole circoscrizioni.

Dopo molti mesi dall'entrata in vigore ancora non è vi è certezza sulla nuova configurazione territoriale degli uffici giudiziari, tanto che lo stesso ministero, nel proprio sito istituzionale www.giustizia.it scrive dal 13 settembre 2013 che "Le informazioni riguardanti gli uffici giudiziari sono in fase di aggiornamento."

Ci si auspica tempi rapidi nella definizione della questione.

 

Il testo del comunicato stampa:

La Corte costituzionale , in data 15 gennaio 2014, ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum abrogativo riguardante:
- l’art. 1, commi 2, 3, 4, 5, 5-bis della legge 14 settembre 2011, n.148 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 agosto 2011, n.13, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari);
- l’intero decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 (Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell’art. 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n.148);
- l’intero decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156 (Revisione delle circoscrizioni giudiziarie –Uffici dei giudici di pace , a norma dell’art. 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148).
La sentenza sarà depositata entro i termini previsti dalla legge.

 

 

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