Sulla valutazione della prova nell'azione di regolamento del confine ex art. 950 c.c.

Nell'azione di regolamento del confine ex art. 950 c.c. il giudice deve valutare ogni possibile prova e non "accontentarsi" delle risultanze catastali. Cassazione Sentenza n° 23682/15

Sulla valutazione della prova nell'azione di regolamento del confine ex art. 950 c.c.

Nel caso di specie, in una ordinaria azione di regolamento dei confini - quindi incerti - ai sensi della disposizione dell'art. 950 del codice civile, la Corte d'Appello, dichiarando che nel corso di causa era risultato impossibile ricostruire in loco il frazionamento a suo tempo richiamato negli atti di provenienza ed allegato agli stessi, a causa delle intervenute modificazioni dei luoghi nell'arco di 40 anni, della non reperibilità dei capisaldi all'epoca utilizzati e dell'impossibilità di ricostruire gli allineamenti per la presenza di costruzioni e manufatti di successiva realizzazione, fondava sulle risultanze catastali la propria decisione di individuazione del confine.

Proponeva ricorso per cassazione una delle parti lamentando, in particolar modo, che il giudice del secondo grado si sarebbe adagiato sulle risultanze catastali senza minimamente aver tenuto in considerazione quanto emerso dalle deposizioni testimoniali e dalla documentazione prodotta.

La Suprema Corte, con Sentenza n° 23682 depositata in data 19 Novembre 2015, ricorda che "nel giudizio di regolamento di confini, che ha per oggetto l'accertamento di un confine obiettivamente e soggettivamente incerto tra due fondi, il giudice ha un ampio potere di scelta e di valutazione dei mezzi probatori acquisiti al processo, in ordine ai quali il ricorso alle indicazioni delle mappe catastali costituisce un sistema di accertamento di carattere meramente sussidiario, al quale, cioè, si pone riferimento solo in assenza di altri elementi idonei alla determinazione del confine".

Accoglie, di conseguenza i rilievi mossi da parte ricorrente per cassazione motivando: "I Giudici [ del grado appello ] hanno sbrigativamente giustificato tale scelta, affermando che: non sarebbe stato possibile dare rilievo ai frazionamenti per la mutata situazione dei luoghi, per la irreperibilità dei capisaldi a suo tempo utilizzati e la impossibilità di ricostruirli; gli accertamenti peritali rivestivano maggiore attendibilità rispetto alle deposizioni testimoniali". E continua: "La sentenza, nel recepire acriticamente le risultanze della consulenza, ha omesso di esaminare e valutare gli elementi emersi dalle deposizioni testimoniali, alla stregua dei quali avrebbe potuto (e dovuto) essere svolta o integrata l'indagine dell'ausiliario nella determinazione del confine e, quindi, nella esatta estensione dei fondi".

Ne deriva un principio cardine secondo il quale in materia di regolamento dei confini il ricorso alle indicazioni delle mappe catastali può costituire una modalità di accertamento del confine avente carattere meramente sussidiario da utilizzarsi in carenza di altre fonti di prova.

 

Di seguito il testo di Corte di Cassazione Civile Sez. 2 Sentenza n° 23682 del 19/11/2015:

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