Ancora sulla competenza territoriale dell'azione per il recupero del compenso dell'avvocato

Recupero compensi di avvocato: niente foro del consumatore se il cliente, pur persona fisica, agiva per la sua attività imprenditoriale o professionale. Cassazione civile Ordinanza n. 14514/2017

Ancora sulla competenza territoriale dell'azione per il recupero del compenso dell'avvocato

Nella complessa materia della competenza territoriale del recupero del compenso dell'avvocato si aggiunge un nuovo provvedimento della Corte di Cassazione civile (Ordinanza n. 14514 del 09/06/2017) che decide sul caso del cliente del legale che è si una persona fisica ma agisce quale amministratore di una sociatà in accomandita semplice.

Dell'argomento della competenza nell'azione di richiesta giudiziale di pagamento della parcella dell'avvocato abbiamo scritto in questa rivista un paio di interventi per commentare Cassazione civile Ordinanza n. 18264/16 e Cassazione civile Ord. 5810/15.

La peculiarità del provvedimento che qui si propone è quello di esaminare la competenza relativamente al contratto d'opera professionale tra un professionista (avvocato) e una persona fisica che agisce non per scopi privati, ma quale socio accomandatario della società, e quindi per la soddisfazione di esigenze correlate all'attività imprenditoriale e commerciale del cliente del legale.

Secondo la Corte "nel caso in esame il professionista ha svolto la propria attività professionale in favore dell'opponente non come persona fisica che agisce per scopi privati, ma come persona fisica destinataria di cartelle di pagamento ricevute in qualità di socio di società di persone", e che pertanto deve esserne esclusa la qualità di consumatore".

Per concludere, si conferma che secondo l'indirizzo interpretativo prevalente e che ha trovato ulteriore e recente conferma nella sentenza della Corte di cassazione n. 780/2016 vige il principio secondo il quale

"Nel procedimento di liquidazione dei compensi di avvocato non trovano applicazione le regole sul foro del consumatore ove la prestazione professionale sia stata resa in un giudizio inerente l'attività imprenditoriale e professionale svolta dal cliente. (Nella specie, l'avvocato aveva prestato patrocinio in un procedimento tributario avente ad oggetto la pretesa tributaria nei confronti del cliente in qualità di socio ed amministratore unico di una società)".

 

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Di seguito il testo di
Corte di Cassazione civile Ordinanza n. 14514 del 09/06/2017:

 

PREMESSO che il PG ha formulato la seguente requisitoria:

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