L'OCIEFFE prende posizione sull'equo compenso con delibera del 17.11.2017

L'OCF (OCIEFFE) prende posizione sulla spinosa materia dell'equo compenso degli avvocati con propria delibera del 17.11 e chiede la revisione delle norme approvate in commissione giustizia.

L'OCIEFFE prende posizione sull'equo compenso con delibera del 17.11.2017

Delle norme sull'equo compenso approvate in Comissione Giustizia della Camera dei Deputati abbiamo già dato rilievo in questo articolo: "Equo compenso cos'è come cambierà la vita degli avvocati"

Anche l'O.C.F. (l'Organismo Congressuale Forense, oramai denominato per motivi di disambiguazione OCIEFFE, e sarebbe opportuno che qualcuno inserisse una apposita voce in wikipedia) prende posizione sulla spinosa materia dell' "equo compenso" degli avvocati.

Lo fa con un apposito deliberato della seduta del 17 novembre 2017 a firma del Coordinatore Avv. Antonio Rosa.
Nelle poche righe della delibera, il pensiero dell'OCIEFFE è chiaro e si può riassumere come segue:
1) siamo d'accordo che è necessario intervenire in materia di compenso degli avvocati introducendo il concetto di "equo compenso";
2) non siamo affatto d'accordo che le norme ad oggi in discussione, e già approvate in commissione giustizia, siano in linea con questa necessità.

Tali concetti sono condensati nelle parole " ... si avvii comunque senza indugio una concreta azione politica, volta a rivedere le norme che oggi prevedono l’ampia negoziabilità delle clausole vessatorie ...".

Si ricorda che l'Organismo Congressuale Forense è massimo organo di espressione della volontà dell'avvocatura, che ha il compito di dare attuazione ai deliberati congressuali.

Come da Regolamento ispira la sua attività ai principi di: a) conservazione e tutela dell’indipendenza dell’Avvocatura (anche per gli aspetti economici); b) autonomia e libertà della professione forense, c) difesa dei diritti fondamentali dei cittadini e per l’attuazione della giustizia.

Il pensiero in materia di equo compenso del Coordinatore OCF, l'Avv. Antonio Rosa, era già apparso in varie occasioni ed è presente in un video postato su youtube da GiustiziaCaffè:

 

 

 

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Di seguito il testo della delibera OCIEFFE.

 

L’ASSEMBLEA DELL’OCF, RIUNITA NELLA SEDUTA DEL 17.11.2017 IN ROMA, SUL PUNTO ALL’O.D.G. N. 4.A. RELATIVO A 4.A. “AGGIORNAMENTO UFFICIO DI COORDINAMENTO SU DDL EQUO COMPENSO
(RELATORE IL COORDINATORE)

– Visto il testo della disciplina del cd. “equo compenso” come inserito all’art. 19-bis del Decreto
Fiscale 2018;

– Vista, in tema, la persistente vigenza della delibera assunta dal XXXII Congresso Nazionale Forense (mozione politica nr. 9 – Venezia), che poneva precisi indirizzi in materia di compenso delle prestazioni forensi;

CONSIDERATO

    Che l’introduzione di una disciplina volta a riconoscere all’Avvocato un compenso “sostanzialmente equo” costituisce un presupposto fondamentale ed irrinunciabile al fine di garantire l’indipendenza e l’autonomia dell’Avvocatura e, con essa, la qualità dell’attività forense;
    Che, con l’emendamento con cui la disciplina è stata infine inserita nel decreto fiscale, è stato accolto l’invito ad estendere la portata di applicabilità dell’istituto ai rapporti con le Pubbliche Amministrazioni;
    Che restano ancora irrisolte le problematiche in merito alla eccessivamente ampia negoziabilità delle clausole vessatorie ed al decorso del termine decadenziale collegato alla stipula della convenzione anziché alla cessazione della stessa;
    Che la disciplina così come formulata in concreto anziché tutelare l’Avvocatura contraddice il principio generale e rende legittima la posizione dominante dei committenti forti;

CONDIVIDE

il principio, affermato in linea generale con il Decreto Fiscale 2018 in corso di approvazione, circa il fatto che l’attività forense debba avere una remunerazione “equa” ed esprime apprezzamento per il pur parziale recepimento delle richieste dell’Organismo in merito alla estensione dell’ambitonapplicativo della disciplina ai rapporti con le Pubbliche Amministrazioni

RITIENE NECESSARIO

che, di concerto con il Consiglio Nazionale Forense, si avvii comunque senza indugio una concreta azione politica, volta a rivedere le norme che oggi prevedono l’ampia negoziabilità delle clausole vessatorie, al fine di stabilirne la nullità assoluta ed inderogabilità, e facciano decorrere il termine decadenziale dalla cessazione della convenzione anziché dalla sua stipula, ciò al fine rendere l’applicazione del principio più efficace e conforme alla sua stessa enunciazione.

Il Segretario
Avv. Giovanni Malinconico

Il Coordinatore
Avv. Antonio F. Rosa

 

Fonte: http://ocieffe.com/index.php/2017/11/20/ocieffe-delibera-17-11-2017-su-equo-compenso/

 

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