Responsabilità dell'ente gestore dell'autostrada per danno causato da animale in carreggiata

Apporre una rete lungo il percorso non salva più la società autostrade dalla responsabilità, quale custode, per l'incidente causato da un animale in carreggiata. Cassazione civile, Sentenza n. 11785/2017

Responsabilità dell'ente gestore dell'autostrada per danno causato da animale in carreggiata

La società autostrade non può limitarsi a dimostrare di avere apposto la rete di recinzione lungo il percorso stradale per poter evitare la responsabilità per danni causati ai veicoli in corsa da animali presenti lungo la carreggiata. E' quanto ha stabilito la Corte di Cassazione civile, con  Sentenza n. 11785 del 12 Maggio 2017.

Nel caso di specie un automobilista che percorreva un tratto autostradale urtava violentamente un capriolo sbucato improvvisamente dai margini della carreggiata, provocando danni. La società autostrade rigettava la conseguente richiesta di risarcimento ritenendo di avere adempiuto ad ogni dovere con l'apposizione di una rete di recinzione lungo tutto il percorso e con l'opera di sorveglianza continua svolta sull'integrità della rete.

Il caso viene affrontato dalla Corte di Cassazione la quale da atto della conferma da parte della Polizia Stradale che la rete di recinzione esterna della sede autostradale, nel tratto interessato dal sinistro, era risultata integra.

La Corte prende spunto per tratteggiare in pochi passaggi i criteri che sovrintendono alla responsabilità per cose in custodia ex art. 2051 del codice civile.

Riafferma il principio secondo il quale riguardo alle autostrade, attesa la loro natura destinata alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza, la società di gestione deve svolgere un'adeguata attività di vigilanza in funzione della prevenzione e della eliminazione delle eventuali cause di pericolo per gli utenti.

Aggiunge che l'accertamento del nesso eziologico tra la cosa in custodia e l'evento dannoso prescinde dall'accertamento dell'intrinseca pericolosità della cosa stessa e richiede soltanto che il danno derivi da essa costituendo l'esplicazione della sua concreta potenzialità dannosa. In merito alla prova del danno e del verificarsi del fatto l'onere di provare l'esistenza del nesso eziologico tra la cosa e l'evento lesivo incombe sul danneggiato.

Fino a qua non ci sono elementi di novità rispetto a consolidata giurisprudenza. Nell'esaminare la posizione dell'ente custode della strada, tuttavia, la Corte di Cassazione pone l'accento sulle modalità - uniche - che la società autostrade deve seguire per evitare di pagare i danni provocati da animali lungo la strada.

Come per legge, la Corte ricorda che "spetta invece al custode la prova liberatoria del caso fortuito, ossia dell'esistenza di un fattore estraneo avente impulso causale autonomo che, per il suo carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità, sia idoneo ad interrompere il nesso causale". Ma ciò deve essere dimostrato in modo attivo e concreto.

L'appiattimento comportamentale del custode che si limiti ad erigere una rete di protezione non comporta necessariamente l'esclusione di ogni responsabilità, poiché, a quel punto, quel custode dovrà chiarire come mai quell'animale si trovasse, comunque, lungo la strada.

Aggiunge la S.C. " ... incombeva sulla società di gestione autostradale dare la prova del fortuito, in sostanza deducendo che la presenza del capriolo sulla carreggiata era stata determinata da un fatto imprevedibile e inevitabile, quale, ad es., la rottura della recinzione, che non era stato possibile riparare tempestivamente, ad opera di vandali, oppure l'inopinato abbandono dell'animale sulla sede autostradale ad opera di terze persone". Una prova per certi versi ed in alcuni casi diabolica.

 

Infine, la Corte, esprime i seguenti due principi di diritto:

a) la responsabilità per i danni cagionati da una cosa in custodia, ex art. 2051 c.c., ha carattere oggettivo e trova fondamento nella particolare relazione intercorrente tra il custode e la cosa, la presunzione di responsabilità del quale può essere vinta solo dalla sussistenza di un fattore esterno, il caso fortuito, attinente alle modalità di causazione del danno, sicchè al danneggiato è sufficiente provare il nesso causale tra cosa in custodia ed evento dannoso, mentre il custode, per liberarsi, dovrà offrire la dimostrazione positiva del caso fortuito, cioè del fatto estraneo alla sua sfera di custodia, idoneo ad interrompere quel nesso causale, in quanto avente impulso causale autonomo e carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità;

b) allegata e dimostrata da parte dell'automobilista danneggiato l'inattesa e imprevista presenza sulla carreggiata di un'autostrada di un animale selvatico con cui non era stato possibile evitare la collisione, la società di gestione autostradale, titolare del potere di custodia della cosa, per vincere la presunzione di responsabilità ex art. 2051 c.c., deve dare la dimostrazione positiva che la presenza dell'animale fosse stata determinata da un fatto imprevedibile ed inevitabile, idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra l'evento dannoso e la cosa custodita, non potendosi tale nesso ritenere escluso dalla mera presenza di una rete di recinzione, ancorchè integra, in corrispondenza del tratto autostradale interessato dall'incidente.

 

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Di seguito il testo di
Corte di Cassazione civile Sentenza n. 11785 del 12/05/2017:

FATTI DI CAUSA

La Corte di Appello di Milano, in riforma della sentenza emessa dal Tribunale della stessa città, ha rigettato la domanda proposta da M.M., il quale aveva convenuto in giudizio la società Milano Serravalle-Milano Tangenziali s.p.a., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti in conseguenza del sinistro verificatosi il 4 ottobre 2012, allorchè, mentre alla guida di un'autovettura affidatagli dal datore di lavoro percorreva a velocità regolare l'autostrada A7, in direzione Genova-Milano, non aveva potuto evitare di collidere con un capriolo che, provenendo dalla carreggiata opposta, aveva saltato il divisorio centrale ed aveva improvvisamente attraversato quella sulla quale egli viaggiava, proprio nel momento del suo passaggio.

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