L'offesa inserita nella propria bacheca Facebook integra reato di diffamazione aggravata, ma non a mezzo stampa. Cassazione penale Sentenza n. 4873/2017
Per il commercio online di auto usate, il comune non può richiedere una SCIA, ma è sufficiente la presa d'atto dell'autorità di pubblica sicurezza ai sensi dell'art. 126 del TULPS. Consiglio di Stato Sentenza n. 1821/16
Intelligenza artificiale: riflessioni su profili di responsabilità giuridica, a confine tra diritto e fantascienza. La Commissione europea studia lo status giuridico dei robot.
Non serve la querela di falso per contestare il contenuto della PEC. La ricevuta di avvenuta consegna costituisce prova del recapito del messaggio ma è suscettiva di prova contraria. Cassazione Sentenza n. 15035/16
Validità (in Italia) del matrimonio contratto dal cittadino straniero per via telematica alla luce di
Corte di Cassazione Civile Sentenza n. 15343 del 15/07/2016
Introdursi nella PEC altrui configura il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico (art. 615 ter c.p.). Commento alla sentenza della Corte di Cassazione, Penale, Sezione V, 31 marzo 2016 n. 13057
La commissione dei reati di ingiurie e diffamazione attraverso internet integra l'aggravante della consumazione a mezzo stampa (Cass. Pen., Sez. I, 08/06/2015, n. 24431).