Il Trust - linee guida.

Considerazioni in materia di Trust. Come si applica in Italia, quali sono i soggetti coinvolti, come si fa.

di Lunardi Marco |

Convenzione Aja 1985 - la proprietà



 3. Osservazioni sulla Convenzione Aja 1° ottobre 1985

 La Convenzione relativa alla legge sui Trust ed al loro riconoscimento è stata ratificata dall'Italia con la legge 9 ottobre 1989, n. 364 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1992. 

 Si precisa che la Convenzione in commento è una norma di diritto internazionale privato; in particolare essa non contiene disposizioni sostanziali uniformi che definiscono in modo esaustivo l'istituto del Trust.

 In sostanza, quindi, la norma di diritto internazionale qui richiamata indica agli operatori i requisiti minimi affinchè si possa affermare di essere in presenza di un Trust, e cioè è necessario che si istituisca un rapporto giuridico in base al quale un soggetto, il disponente, si spoglia della proprietà di parte o di tutti i suoi beni, con atto tra vivi o mortis causa, e li pone sotto il controllo di un trustee, con l'obbligo di questi di amministrarli nell'interesse di una o più persone o per un fine e/o scopo specifico. 

 La struttura del Trust indicato nella Convenzione si può così riassumere:
1) i beni in Trust costituiscono un patrimonio separato rispetto a quello del trustee e del disponente;
2) i beni in Trust sono intestati al trustee, o ad altro soggetto sempre per conto di questi;
3) il trustee ha l'obbligo e il potere di amministrare i beni in Trust secondo le istruzioni ricevute;
4) il disponente può riservarsi certi diritti e poteri e sia questi, sia il trustee stesso possono essere beneficiari del Trust

Si deve precisare, poi, come l'Italia non abbia una norma di diritto positivo che contenga la disciplina dell'istituto del Trust; in altri termini questo è un istituto sconosciuto al nostro Legislatore. 

La legge applicabile, conseguentemente, non potrà mai essere quella italiana (anche se è in Italia il luogo dove lo stesso verrà riconosciuto). 

Ciò produrrà ovviamente la contemporanea applicazione della legge dello Stato estera richiamata nell'atto istitutivo del Trust, in qualità di legge applicabile, e le norme inderogabili e i principi di ordine pubblico dello Stato dove il Trust stesso sarà riconosciuto. 
 

 4. Le norme di applicazione necessaria, l'ordine pubblico e i limiti

 Al fine di favorire il riconoscimento del Trust, la Convenzione detta tutta una serie di norme e di clausole di salvaguardia da rispettarsi che sono riconducibili alla categoria sia delle norme di applicazione necessaria relative alla legge applicabile, sia di quelle relative all'ordine pubblico interno del paese che provvederà al riconoscimento del Trust sia, infine, delle cosiddette norme di ordine pubblico internazionale. 

 Alla luce di ciò si deve evidenziare come i Trust non solo non possano in alcun modo ledere la legittima e, più in generale, tutte le norme in materia di successione necessaria, ma devono essere esenti da azioni revocatorie fallimentare, non devono violare i diritti dei minori e degli incapaci e, infine, con l'istituto del Trust non si possono modificare gli effetti personali e patrimoniali del matrimonio. 

 Alla luce di queste regole, si evidenzia come in dottrina si sia aperta un'ampia discussione in merito e le categorie di norme che hanno rappresentato maggiori problemi sono quelle concernenti la proprietà e diritti reali minori, la trascrizione e l'art. 2740 c.c. 
 

 4.a La proprietà e i diritti reali minori

 La tipicità del diritto di proprietà e dei diritti reali minori ha spinto la dottrina ad usare la definizione di “idola” e, pertanto, è necessario capire se dette norme siano o meno da considerarsi di ordine pubblico. 

 La risposta non può che essere negativa; e ciò in virtù del fatto che già altri istituti, come quello della multiproprietà, hanno efficacemente operato una demolizione di tali “idola”

 In ogni caso, si osserva, come il principio della tipicità non possa avere una valenza superiore per il Trust rispetto ad altri istituti; esso non dà luogo in alcun modo ad uno sdoppiamento del diritto di proprietà e i beni conferiti nello stesso sono solo ed esclusivamente del trustee che gli ha ottenuti per mezzo di un trasferimento avente natura reale.