Il Trust - linee guida.

Considerazioni in materia di Trust. Come si applica in Italia, quali sono i soggetti coinvolti, come si fa.

di Lunardi Marco |

La Trascrizione - Conclusioni


 

 4.b La trascrizione

 A mente dell’art 12 della Convenzione si osserva che “ Il Trustee che desidera registrare i beni mobili e immobili, o i documenti attinenti, avrà facoltà’ di richiedere la iscrizione nella sua qualità’ di trustee o in qualsiasi altro modo che riveli l’esistenza del Trust, a meno che ciò non sia vietato o incompatibile a norma della legislazione dello stato nel quale la registrazione deve aver luogo”.  

 La norma, quindi, permette di osservare che il Trust può formare oggetto di pubblicità; pubblicità questa che rileva l'esistenza dell'istituto in commento e che può avere funzione semplicemente notiziale ovvero avere efficacia dichiarativa (funzioni queste che possono coesistere così come presentarsi una disgiunta dall'altra).   

 Ciò detto, è necessario chiedersi se gli strumenti offerti dalle norme sulla pubblicità immobiliare siano o meno idonei a realizzare le sopra indicate finalità, e ciò per la semplice ragione che, se da una parte il Trust per sua natura è un istituto giuridico mutevole e duttile, dall'altra lo strumento della trascrizione nei registri immobiliari non presenta tali caratteristiche. Come detto sopra la Convenzione precisa che le disposizioni particolari in tema di Trust non possono confliggere con le norme generali imperative poste dall’ordinamento nazionale a disciplina di quegli istituti giuridici nei quali il Trust viene ad innestarsi e, pertanto, ci si chiede se si possa o meno utilizzare lo strumento della trascrizione per rivelare la sua esistenza ed eventualmente in funzione di quale utilità.  

 A tal riguardo, bisogna stabilire se il sistema codicistico della trascrizione sia un sistema chiuso o aperto.  

 La dottrina più recente e soprattutto la giurisprudenza, contrariamente al passato, sul punto osservano come le disposizioni di riferimento debbano considerarsi fattispecie aperta al fine di comprendervi tutta una serie di diritti aventi quale comune denominatore quello di presentarsi come fenomeni giuridici che in vario modo incidono sulla proprietà immobiliare e più in generale sul sistema dei diritti reali immobiliari.  

 Considerata la duttilità dell'istituto in commento è necessario, al fine di descrivere il rapporto fra Trust e trascrizione, porre la nostra attenzione agli effetti e quindi operare successivamente una distinzione fra effetti reali e quelli obbligatori al fine di escludere senz’altro questi ultimi dal campo della pubblicità immobiliare.  

 In ragione di ciò, quindi, si deve considerare solo ed esclusivamente, ai fini della pubblicità immobiliare, il Trust immobiliare con effetti reali che è soltanto di due specie: 1) quelli legati al trasferimento/costituzione di diritti immobiliari in capo al trustee e 2) quelli che interessano il Trust come vincolo puro.   

 Si osserva che in merito al primo si avrà una trascrizione senz’altro di natura dichiarativa con gli effetti di cui all’art. 2644 c.c.  

 In particolare, per tutta una serie di ragioni e motivazioni che qui si ritiene opportuno non trattare per non dilungarsi oltre, si osserva come la trascrizione del trasferimento in capo al trustee dovrà essere effettuata in base all’articolo 2643 n. 1, ed avrà gli effetti di cui all’articolo 2644.   

 Di conseguenza essa avrà natura obbligatoria   

 La trascrizione del vincolo puro sarà invece operata in base all’art 2645 c.c. che richiama espressamente la Convenzione e in ogni caso sarà facoltativa. Si sottolinea, in ogni caso, che detta ultima trascrizione non sortirà gli effetti dell’art. 2644, ossia non sarà utile a risolvere i conflitti inerenti gli atti di disposizione dei beni in Trust, ma avrà la sola e specifica funzione di rendere opponibile ai terzi il vincolo della “segregazione” in deroga speciale a quanto previsto dall’articolo 2740 del codice civile.  

 In conclusione si osserva quindi, ritornando a quanto detto all’inizio, che nulla vieta che il trustee, in ragione delle esigenze del caso concreto, decida di fare a meno della facoltà di opporre ai terzi il vincolo puro limitandosi a trascrivere a proprio favore l’acquisto dei beni in Trust, magari enunciando la propria qualità di trustee nel quadro D della nota di trascrizione.  
 

4.c. In merito all'articolo 2740 c.c.

L'articolo del codice civile italiano appena richiamato pone in evidenza il contrasto esistente, almeno in modo apparente, fra la disposizione normativa richiamata e l'effetto più importante operante per il Trust: la segregazione patrimoniale.
Tale problematica non si pone nei confronti del disponente in considerazione del fatto che i beni non sono più nella sua disponibilità; i creditori personali di questi, ritenendosi lesi dalla costituzione del Trust , potrebbero agire in revocatoria tutelando così i loro diritti.
Diverso discorso deve farsi per il trustee perchè effetto minimo del trust è la necessaria segregazione fra il suo patrimonio e i beni in Trust.
Il problema evidenziato si risolve attraverso due passaggi: a) il principio della gerarchia delle fonti; 2) la prassi operativa vigente nel nostro ordinamento.
Per quanto riguarda il punto sub a), la Convenzione deve considerarsi norma speciale rispetto alla norma generale richiamata.
Per quanto concerne invece il punto sub b), si deve osservare che la norma di cui all'art. 2740 c.c. è stata già ripetutamente derogata (esempi ne sono le norme sul fondo patrimoniale).


In conclusione
In via definitiva, anche se la presente esposizione, è diretta a tratteggiare gli elementi fondamentali dell'istituto in commento è opportuno osservare come:

  • il Trust non è uno strumento illecito al quale ricorrere per costituire complicati meccanismi che permettano di ottenere vantaggi fiscali o similari;
  • il Trust non è uno strumento cui ricorrere solo a fronte di ingenti patrimoni o di notevoli interessi economici. Al contrario spiega i suoi effetti anche in favore delle piccole realtà famigliari e in ambito successorio;
  • il Trust non è in contrasto con le norme imperative del nostro ordinamento.
  • In particolare si osserva come queste potranno avere, per ovvie ragioni, solamente un contenuto di mera amministrazione e non di sostanziale revisione o modifica dei termini essenziali contenuti nell'atto istitutivo stesso. Una volta istituito il trust, qualunque potere di ingerenza e controllo sull'attività del trustee che potesse mettere in dubbio la sua totale e completa autonomia gestionale, potrebbe produrre l'effetto di rendere l'atto di trust irrimediabilmente nullo.

Per queste ragioni è necessario precisare in modo dettagliato e in maniera completa nell'atto istitutivo del trust I poteri del trustee dai quali possa discendere una sua responsabilità personale e patrimoniale. In ogni caso il trustee non potrà mai agire in conflitto di interessi con quanto contenuto nell'atto istitutivo di trust. Ha legittimazione processuale attiva e passiva