Ancora sulla trascrizione del matrimonio same sex

Sulla trascrizione del matrimonio same sex. Nota a margine del Tribunale di Pesaro decreto del 21 ottobre 2014

di Cianciolo Valeria |

La trascrizione

 

Dinanzi al rifiuto di alcuni Sindaci ad obbedire, qualche Prefetto ha disposto l’annullamento della trascrizione e, a fronte della mancata esecuzione da parte del Sindaco (es. ad Udine), si è proceduto all’annullamento d’ufficio attraverso annotazione del provvedimento prefettizio con cui si dispone l’annullamento a margine della trascrizione del matrimonio contratto all’estero.

A seguito di queste cancellazioni, sono stati depositati in Procura degli esposti da parte dei rappresentanti di Rete Lenford.

Lo scopo è verificare se tali cancellazioni possano integrare gli estremi di reato commessi da chi, direttamente o indirettamente, abbia agito arbitrariamente abusando dei propri poteri, arrogandosi il diritto di esercitare funzioni non spettanti.

Il punto è che né il Ministro degli Interni, né il Prefetto, né qualsiasi altro ufficiale di stato civile, possono intervenire sopra i registri attuando l’annullamento di un atto trascritto perché questo può avvenire solo con un provvedimento giudiziario.

Ciò è disposto chiaramente dal D.P.R. 396/00 che rimette in via esclusiva al Tribunale, su impulso del Pubblico Ministero, la competenza a disporre ”.. le rettificazioni e le correzioni di cui ai precedenti articoli anche per gli atti dello stato civile ricevuti da autorità straniere, trascritti in Italia, ed a provvedere per la cancellazione di quelli indebitamente trascritti..”(art.100).

Lo stesso dicasi per le annotazioni, che possono realizzarsi per legge o ordinate dall’autorità giudiziaria, ma non dagli organi prefettizi (C.C. art. 453, D.P.R. 396/00).

L'accesso all'iscrizione ai registri per le unioni civili è consentito, prevalentemente, unicamente a due soggetti: tale scelta pare ricondurre l'ambito delle relazioni sociali rilevanti ai fini dell'iscrizione a quello delle coppie di fatto, basate su di un vincolo affettivo assimilabile ad una affectio di tipo coniugale (così si prevede nei comuni di Milano, Firenze, Napoli, Bari).

Per quanto riguarda il sesso dei soggetti interessati alla registrazione, viene frequentemente previsto che l'accesso sia consentito a soggetti di sesso diverso o dello stesso sesso, ma deve ritenersi che, in mancanza di contrarie indicazioni, anche nell'ipotesi di una assenza di specificazione in tal senso, l'accesso all'istituto sarebbe comunque possibile a prescindere da una valutazione in ordine al sesso dei richiedenti.

Il mancato riconoscimento della famiglia omosessuale, priva i coniugi del:

  • diritto al congedo matrimoniale;

  • diritto agli assegni familiari;

  • diritto ad usufruire dei congedi parentali previsti nella Legge 104/92 e Legge 53/2000 per assistersi vicendevolmente nel caso di invalidità certificata;

  • diritto al regime fiscale di coppia concordato;

  • diritto di estendere l’assistenza sanitaria integrativa alla coniuge (privilegio garantito invece ai parlamentari ed in alcuni contratti privatistici);

  • diritto di punteggio, a parità delle coppie matrimoniali, nelle graduatorie occupazionali, concorsi pubblici, trasferimento per ricongiungimento familiare;

  • diritto di figurare come familiare in caso di ricovero in struttura socio-sanitaria e riabilitativa;

  • diritto di non testimoniare ai sensi dell’art.199 n°3, lettera a) del Codice di Procedura Penale nell’eventualità di un processo;

  • diritto ad usufruire della riduzione delle tassazioni in caso di acquisti di proprietà, regali e/o eredità;

  • diritto alla fecondazione assistita;

  • diritto per il genitore non biologico, in caso di separazione, all’affidamento congiunto e/o al mantenimento del rapporto con i figli;

  • diritto di adozione della prole della coniuge deceduta;

  • diritto in caso di successione ereditaria se non nella quota “disponibile”;

  • diritto della coniuge a percepire la pensione di reversibilità in caso di decesso;

  • diritto al trattamento di fine rapporto in caso di decesso della coniuge;

  • diritto al risarcimento del danno conseguente alle lesioni o alla morte della coniuge;

  • diritto, in caso di decesso della coniuge proprietaria esclusiva dell’immobile, di continuare ad abitarlo salvo che vi sia disposizione testamentaria (che non violi le quote spettanti agli eredi legittimi);

  • diritto di decidere modalità e luogo in cui dare degna sepoltura alla salma della propria coniuge.

Per lo Stato Italiano, non hanno alcun obbligo di fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione nell’interesse della famiglia, coabitazione e alcun dovere al mantenimento in caso di separazione.