Ancora sulla trascrizione del matrimonio same sex
Sulla trascrizione del matrimonio same sex. Nota a margine del Tribunale di Pesaro decreto del 21 ottobre 2014
Conclusioni
Molte sono le indicazioni date sul nuovo modo di concepire la famiglia che in questa sede sono state rapidamente richiamate, non tanto nel merito, a riguardo del quale molto è stato detto e molto ancora invero potrebbe dirsi, quanto per la lezione di metodo e di teoria assieme che da esse può trarsi.
La prima (e più gravida di implicazioni) di queste è quella secondo cui non si darebbe un concetto costituzionale di “famiglia”, quanto meno uno univocamente e chiaramente risultante dal dettato della Carta e dunque piuttosto che parlare di “famiglia” al singolare, si dovrebbe ormai declinare il termine al plurale.
Questo indubbiamente comporta una rottura con la tradizione e porta ad una abnorme dilatazione dell’area entro cui l’istituto familiare si situa e, a conti fatti, alla sua strutturale alterazione.
Occorre chiedersi, se non sia contrario allo stesso spirito della Costituzione, il mancato riconoscimento giuridico del matrimonio omosessuale – come pure delle coppie di fatto - perché nell’uno e nell’altro caso, a ben vedere, si tratta di tematiche che presentano un tratto comune, ossia la libertà dell’individuo, prospettiva che, di per sé, meriterebbe di essere seriamente e apertamente discussa e confrontata con lo “spirito costituente”.









