Doveri Deontologici dell’Avvocato e relative Sanzioni Disciplinari

Doveri e Deontologia dell'Avvocato e le relative sanzioni disciplinari. Tabelle esplicative.

RAPPORTI CON IL CLIENTE E CON LA PARTE ASSISTITA

 

Vedi Codice Deontologico

 

DOVERE

SANZIONE

NORMA (Art.)

 

(conferimento incarico)

 

 

L’incarico e' conferito dalla parte assistita. Qualora sia conferito da un terzo, nell’interesse proprio o della parte assistita, l’incarico deve essere accettato solo con il consenso di quest’ultima e va svolto nel suo esclusivo interesse.

Avvertimento

23 co.1

Accertamento dell’identitaa' della persona che conferisce l’incarico e della parte assistita.

 

Avvertimento

23 co. 2

L’avvocato, dopo il conferimento del mandato, non deve intrattenere con il cliente e con la parte assistita rapporti economici, patrimoniali, commerciali o di qualsiasi altra natura, che in qualunque modo possano influire sul rapporto professionale, salvo in materia di compenso.

 

Censura

23 co. 3

L’avvocato non deve consigliare azioni inutilmente gravose.

Censura

23 co. 4

L’avvocato e' libero di accettare l’incarico, ma deve rifiutare di prestare la propria attività quando, dagli elementi conosciuti, desuma che essa sia finalizzata alla realizzazione di operazione illecita, e non deve suggerire comportamenti, atti o negozi nulli, illeciti o fraudolenti.

 

Sospensione da 1 a 3 anni.

23 co. 5,6

 

(conflitto di interessi)

 

 

Dovere di astensione in caso di conflitto di interessi con parte assistita e cliente o interferenza con lo svolgimento di altro incarico anche non professionale.

Si ha conflitto anche quando nuovo mandato determini la violazione del segreto sulle informazioni fornite da altra parte assistita o cliente, la conoscenza degli affari di una parte possa favorire ingiustamente un’altra parte assistita o cliente, l’adempimento di un precedente mandato limiti l’indipendenza dell’avvocato nello svolgimento del nuovo incarico.

Allo stesso dovere sono soggetti coloro che siano partecipi di una stessa societa' di avvocati o associazione professionale o che esercitino negli stessi locali e collaborino professionalmente in maniera non occasionale.

 

Sospensione da 1 a 3 anni.

24 co. 1,3, 5

Dovere di conservare la propria indipendenza e di difendere la propria liberta' da pressioni o condizionamenti di ogni genere, anche correlati a interessi riguardanti la propria sfera personale.

Deve comunicare alla parte assistita e al cliente l’esistenza di circostanze impeditive per la prestazione dell’attivita' richiesta.

Censura

24 co. 2,4

 

(Accordi sulla definizione del compenso)

 

 

La pattuizione dei compensi, e' libera.

È ammessa la pattuizione a tempo, in misura forfettaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all’assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l’intera attività, a percentuale sul valore dell’affare o su quanto si prevede possa giovarsene il destinatario della prestazione, non soltanto a livello strettamente patrimoniale.

Sono vietati i patti con i quali l’avvocato percepisca come compenso, in tutto o in parte, una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa. (Divieto di patto di quota lite)

 

Sospensione da 2 a 6 mesi.

25

 

(Adempimento del mandato)

 

 

L’accettazione di un incarico professionale presuppone la competenza a svolgerlo, ed in caso di incarichi che comportino anche competenze diverse dalle proprie, deve prospettare al cliente e alla parte assistita la necessità di integrare l’assistenza con altro collega in possesso di dette competenze.

 

Avvertimento

26 co. 1,2

Costituisce violazione dei doveri professionali il mancato, ritardato o negligente compimento di atti inerenti al mandato o alla nomina, quando derivi da non scusabile e rilevante trascuratezza degli interessi della parte assistita.

Il difensore nominato d’ufficio, ove sia impedito di partecipare a singole attività processuali, deve darne tempestiva e motivata comunicazione all’autorità procedente ovvero incaricare della difesa un collega che, ove accetti, è responsabile dell’adempimento dell’incarico.

 

Censura

26 co. 3,4

 

(Doveri di informazione)

 

 

L’avvocato deve informare:

- chiaramente la parte assistita, all’atto dell’assunzione dell’incarico, delle caratteristiche e dell’importanza di quest’ultimo e delle attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione.
- il cliente e la parte assistita sulla prevedibile durata del processo e sugli oneri ipotizzabili.

- se richiesto, in forma scritta, colui che conferisce l’incarico professionale, del prevedibile costo della prestazione.

- la parte assistita, chiaramente e per iscritto, della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione previsto dalla legge, e dei percorsi alternativi al contenzioso giudiziario.
- all’atto del conferimento dell’incarico, la parte assistita della possibilità di avvalersi del patrocinio a spese dello Stato.

- il cliente ed la parte assistita degli estremi della propria polizza assicurativa.

 

Avvertimento

27 co. 1-5

L’avvocato:

- ogni qualvolta ne venga richiesto, deve informare il cliente e la parte assistita sullo svolgimento del mandato a lui affidato e deve fornire loro copia di tutti gli atti e documenti.

- deve comunicare alla parte assistita la necessità del compimento di atti necessari ad evitare prescrizioni, decadenze o altri effetti pregiudizievoli relativamente agli incarichi in corso.
- deve riferire alla parte assistita, se nell’interesse di questa, il contenuto di quanto appreso legittimamente nell’esercizio del mandato.

 

 

Censura

27 co. 6-8

 

(Riserbo e segreto professionale)

 

 

Dovere di mantenere il segreto e il massimo riserbo sull’attivita' prestata e su tutte le informazioni che gli siano fornite dal cliente e dalla parte assistita, nonche' su quelle delle quali sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato.

Ciò vale anche dopo conclusione / rinuncia / non accettazione del mandato.
Il medesimo dovere vige nei confronti di dipendenti, praticanti, consulenti e collaboratori, anche occasionali, in relazione a fatti e circostanze apprese nella loro qualità o per effetto dell’attivita' svolta.

E' consentito all’avvocato derogare ai doveri di cui sopra qualora la divulgazione di quanto appreso sia necessaria (nel limite di quanto strettamente necessario per il fine tutelato):

a) per lo svolgimento dell’attivita' di difesa;

b) per impedire la commissione di un reato di particolare gravita';

c) per allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato e cliente o parte assistita;

d) nell’ambito di una procedura disciplinare.

 

Censura.

In caso di violazione del segreto professionale, sospensione da 1 a 3 anni.

 

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(Gestione di denaro altrui)

 

 

L’avvocato deve gestire con diligenza il denaro ricevuto dalla parte assistita o da terzi nell’adempimento dell’incarico professionale ovvero quello ricevuto nell’interesse della parte assistita e deve renderne conto sollecitamente.

 

Censura

30 co. 1

L’avvocato non deve trattenere oltre il tempo strettamente necessario le somme ricevute per conto della parte assistita, senza il consenso di quest’ultima, ed in caso di deposito fiduciario, deve contestualmente ottenere istruzioni scritte ed attenervisi.

 

Sospensione da 6 mesi a 1 anno

30 co. 2,4

L’avvocato, nell’esercizio della propria attività professionale, deve rifiutare di ricevere o gestire fondi che non siano riferibili ad un cliente.

 

Sospensione da1 a 3 anni.

30 co. 3

 

(Compensazione)

 

 

L’avvocato deve mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto della stessa.

 

Sospensione da 1 a 3 anni

31 co. 1

L’avvocato ha diritto di trattenere le somme da chiunque ricevute a rimborso delle anticipazioni sostenute, con obbligo di darne avviso al cliente.

Ha diritto di trattenere le somme da chiunque ricevute imputandole a titolo di compenso:

a) quando vi sia il consenso del cliente e della parte assistita;
b) quando si tratti di somme liquidate giudizialmente a titolo di compenso a carico della controparte e l’avvocato non le abbia già ricevute dal cliente o dalla parte assistita;

c) quando abbia già formulato una richiesta di pagamento del proprio compenso espressamente accettata dal cliente.

 

Censura

31 co. 2,3

 

(Rinuncia al mandato)

 

 

L’avvocato ha la facoltà di recedere dal mandato, con le cautele necessarie per evitare pregiudizi alla parte assistita, dandole un congruo preavviso e informandola di quanto necessario per non pregiudicarne la difesa.

In ipotesi di irreperibilità della parte assistita, l’avvocato deve comunicare alla stessa la rinuncia al mandato con lettera raccomandata all’indirizzo anagrafico o all’ultimo domicilio conosciuto o a mezzo p.e.c.; con l’adempimento di tale formalità, fermi restando gli obblighi di legge, l’avvocato è esonerato da ogni altra attività, indipendentemente dall’effettiva ricezione della rinuncia.
L’avvocato, dopo la rinuncia al mandato non è responsabile per la mancata successiva assistenza, qualora non sia nominato in tempi ragionevoli altro difensore.

L’avvocato deve comunque informare la parte assistita delle comunicazioni e notificazioni che dovessero pervenirgli.

 

 

Censura

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(Restituzione di documenti)

 

 

L’avvocato, se richiesto, deve restituire senza ritardo gli atti ed i documenti ricevuti dal cliente e dalla parte assistita per l’espletamento dell’incarico e consegnare loro copia di tutti gli atti e documenti, anche provenienti da terzi, concernenti l’oggetto del mandato e l’esecuzione dello stesso sia in sede stragiudiziale che giudiziale. ad eccezione di quanto all’art. 48 co. 3 (ovvero della corrispondenza scambiata con il collega).

 

Avvertimento

33 co. 1

L’avvocato non deve subordinare la restituzione della documentazione al pagamento del proprio compenso.

Può estrarre e conservare copia di tale documentazione, anche senza il consenso del cliente e della parte assistita.

 

Censura

33 co. 2,3

 

(Azione contro cliente e parte assistita per pagamento del compenso)

 

 

L’avvocato, per agire giudizialmente nei confronti del cliente o della parte assistita per il pagamento delle proprie prestazioni professionali, deve rinunciare a tutti gli incarichi ricevuti.

Censura

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(Dovere di corretta informazione)

 

 

L’avvocato:

- che dà informazioni sulla propria attivita' professionale, quali che siano i mezzi utilizzati per rendere le stesse, deve rispettare i doveri di verita', correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza, facendo in ogni caso riferimento alla natura e ai limiti dell’obbligazione professionale.

- non deve dare informazioni comparative con altri professionisti né equivoche, ingannevoli, denigratorie, suggestive o che contengano riferimenti a titoli, funzioni o incarichi non inerenti l’attivita' professionale.
- deve in ogni caso indicare il titolo professionale, la denominazione dello studio e l’Ordine di appartenenza.

- puo' utilizzare il titolo accademico di professore solo se sia o sia stato docente universitario di materie giuridiche; specificando in ogni caso la qualifica e la materia di insegnamento.

 

L’iscritto nel registro dei praticanti puo' usare esclusivamente e per esteso il titolo di “praticante avvocato”, con l’eventuale indicazione di “abilitato al patrocinio” qualora abbia conseguito tale abilitazione.

 

Non è consentita l’indicazione:

- di nominativi di professionisti e di terzi non organicamente o direttamente collegati con lo studio dell’avvocato.
- del nome di professionista defunto, che abbia fatto parte dello studio, se a suo tempo lo stesso non lo abbia espressamente previsto o disposto per testamento, ovvero non vi sia il consenso unanime degli eredi.

- del nominativo dei propri clienti o parti assistite, ancorche' questi vi consentano.

 

 

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(Divieto di attività professionale senza titolo e di uso di titoli inesistenti)

 

 

Divieto dell'uso di un titolo professionale non conseguito ovvero lo svolgimento di attività in mancanza di titolo o in periodo di sospensione.

Sospensione da 6 mesi a 1 anno.

36 co. 1

E’ vietato, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, rendere possibile a soggetti non abilitati o sospesi l'esercizio abusivo dell'attività di avvocato o consentire che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici, anche se limitatamente al periodo di eventuale sospensione dell'esercizio dell'attivita'.

Sospensione da 2 a 6 mesi.

36 co. 2

 

(Divieto di accaparramento di clientela)

 

 

L’avvocato non deve:

- acquisire rapporti di clientela a mezzo di agenzie o procacciatori o con modi non conformi a correttezza e decoro.

- offrire o corrispondere a colleghi o a terzi provvigioni o altri compensi (oltre ad omaggi o prestazioni) quale corrispettivo per la presentazione di un cliente o per l’ottenimento di incarichi professionali.

- offrire, sia direttamente che per interposta persona, le proprie prestazioni professionali al domicilio degli utenti, nei luoghi di lavoro, di riposo, di svago e, in generale, in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

- offrire, senza esserne richiesto, una prestazione personalizzata e, cioè, rivolta a una persona determinata per uno specifico affare.

 

 

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