Guida al rimborso spese e liquidazione indennità a favore dei testimoni

Guida al rimborso spese e liquidazione indennità a favore dei testimoni nel processo civile e penale, fonti normative, conseguenze della mancata comparizione del teste

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Pagamento del rimborso delle spese e delle indennità

 

Soggetto tenuto al rimborso delle spese e delle indennità:

 

a) rimborso a seguito citazione di parti private

Nel processo civile, ai sensi dell’articolo 107 disposizione attuazione codice procedura civile era il giudice che, con provvedimento steso in margine al processo verbale liquidava, a norma di legge, l’ indennità al testimone che aveva reso la deposizione quando esso non dichiarava di rinunciarvi.

Il provvedimento costituiva titolo esecutivo nei confronti della parte che aveva richiesto la testimonianza.

L’articolo in commento è stato abrogato, a far data del 1 luglio 2002, con l’ entrata in vigore del T.U. spese di giustizia 1 .

Ai sensi dell’articolo 199 “ Le spese di viaggio e le indennità spettanti a testimoni e consulenti tecnici citati a richiesta di parte nel processo penale sono quantificate dal funzionario addetto all'ufficio che emette ordine di pagamento a carico della parte che ha richiesto la citazione.”

Nel processo penale , quindi, “il legislatore ha espressamente previsto l’intervento dello Stato in funzione di garanzia delle parti private anche se le spese non sono anticipate dall’Erario.”

Le spese e le indennità per come quantificate 2 dal Funzionario addetto alla cancelleria sono a carico della parte ( imputato, parte civile se non ammesse a patrocinio a spese dello Stato, vedasi successivo punto b) ) che ha chiesto la testimonianza.

E nel processo civile?

Per direttiva ministeriale 3Il dettato della richiamata disposizione (ndr =articolo 199 T.U. spese di giustizia) essendo previsto specificamente per il processo penale deve ritenersi non estensibile al processo civile.

Conseguentemente, la mancanza di una disposizione che attribuisca (nel processo civile) al giudice o al “funzionario addetto all’ufficio” l’onere della quantificazione della spesa in argomento porta a ritenere che la regolazione della medesima deve avvenire, secondo disposizioni di legge (artt. 45-48 D.P.R. 115/02), nell’ambito dei rapporti tra privati (sempre che l’onere sia a carico della parte secondo il principio generale di cui all’art. 8 del DPR 115/2002).

Tale conclusione è confermata, tra l’altro, dall’abrogazione dell’articolo 107 disp. att. cpc (ad opera dell’art. 299 D.P.R. 115/02) con la quale il legislatore ha inteso ricondurre nel regime privatistico il rapporto tra la parte e il testimone da essa citato nel processo civile”.

Quindi, quantificazione da effettuarsi dalle parti stesse , in relazione agli importi, per come previsto dai richiamati articoli del testo unico spese di giustizia, e pagamento a carico della parte che ha chiesto l’escussione dei testi.

Eventuali contrasti che dovessero insorgere tra le parti non trovano soluzione per come prospettato nel processo penale ( articolo 199 T.U. spese di giustizia) ma andranno risolti nella sede giudiziaria competente per valore secondo i comuni principi del codice di rito civile.

 

b) rimborso a seguito citazione d’ufficio o di parte ammessa al patrocinio spese dello Stato

Nel processo civile e penale se la parte processuale che chiede, e ottiene la testimonianza, è parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato è lo stesso Erario che ne anticipa le spese.4

Lo stesso vale quando a richiedere la prova testimoniale sia una Pubblica Amministrazione, parte processuale, o il Pubblico Ministero.

Ai sensi dell’articolo 165 T. U. spese di giustizia la liquidazione delle spese di giustizia è disposta con ordine di pagamento effettuata dal funzionario addetto all’ufficio “se non espressamente attribuita al magistrato” .

Dalla Relazione illustrativa del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia “emerge come la distinzione nelle competenze per la liquidazione è fondata sull’attribuzione al magistrato della competenza a provvedere alla quantificazione, della spesa quando rilevano aspetti valutativi”

Il disposto di cui al richiamato articolo 165 T. U. spese di giustizia “ comporta indiscutibilmente la competenza del funzionario ogni qualvolta non ricorrono aspetti valutativi nella quantificazione della spesa.

Valutazione che è invece necessaria nei casi previsti dagli articolo 168 ( decreto di liquidazione delle spettanze agli ausiliari del magistrato e dell’indennità di custodia) e 169 (decreto di pagamento per le spese di demolizione e la riduzione in pristino dei luoghi) laddove è previsto che la liquidazione avvenga con decreto del magistrato” 5.

Per indirizzo ministeriale 6 “ il decreto di pagamento deve essere emesso - a cura del magistrato – tutte le volte in cui la quantificazione dell'importo richiede un qualche elemento di discrezionalità.”

Inoltre “in merito alla competenza all'emissione dell'ordine di pagamento o del decreto di pagamento, si rileva che, per ciò che concerne l'ordine, esso compete non già al dirigente, ma al funzionario addetto all'ufficio e cioè al funzionario amministrativo secondo l'organizzazione interna, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 165 e 3 lett. i) T.U. spese di giustizia.”

Ai testi escussi, a richiesta dell’Ufficio o da parte ammessa a Patrocinio a spese dello Stato spettano le indennità, che vanno a cura della cancelleria del giudice innanzi a cui pende il giudizio, annotate 7, negli importi man mano che si liquidano, nel registro mod. 1/A/SG 8 e nel foglio delle notizie 9 , da liquidare con ordine di pagamento, distinguendo, ai fini della liquidazione , tra testimoni residenti (art 45 T.U. spese di giustizia) e non residenti (art. 46 T. U. spese di giustizia) .

 

Modalità di rimborso del testimone citato da parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, da Pubblica Amministrazione parte processuale o dal Pubblico Ministero

Le indennità e le spese di viaggio spettanti ai testimoni citati d’Ufficio o da parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato o da Pubblica Amministrazione parte processuale sono liquidate con ordine di pagamento del funzionario addetto alla cancelleria, in applicazione, negli importi e con le modalità, di cui agli articoli 45/46/47 e 48 T.U. spese di giustizia.

Gli importi liquidati andranno a cura della cancelleria annotati nel foglio notizie per un, eventuale ricorrendone i presupposti, recupero a processo definito.

Se il testimone si trova nell’impossibilità di sostenere le spese per raggiungere il luogo dell’esame, il funzionario addetto all’ufficio giudiziario del luogo di residenza del testimone emette, ad anticipo, l’ordine di pagamento che comunica all’ufficio giudiziario davanti al quale il testimone è citato.

L’istanza di liquidazione, di spese ed indennità, va, a pena di decadenza, presentata alla cancelleria del giudice innanzi a cui si è resa la testimonianza entro il termine di giorni cento dalla data della testimonianza.10

L’importo, se non se ne chiede l’accredito su c/c bancario o postale, deve essere incassato, a pena di decadenza, entro duecento giorni dalla ricezione dell’avviso di pagamento di cui all’articolo 177 del testo unico spese di giustizia.11

Nel caso di liquidazione di testimone citato dal Pubblico Ministero per la direttiva ministeriale del 27 ottobre 2015 12 “..la valutazione sulla necessità della citazione del teste è rimessa al Tribunale” anche relativamenteall’autorizzazione dell’uso del mezzo proprio o dell’aereo”.

Ai sensi dell’articolo 4 T.U. spese di giusizia vige il principio per cui le spese penali sono anticipate dall’Erario ad eccezione di quelle relative ad atti richiesti dalle parti private e risultando “pacifica la natura pubblica del pubblico ministero” alla quantificazione del rimborso “ provvederà il funzionario del tribunale e che l’ordinativo di liquidazione sarà emesso dall’ufficio procedente.”13

L’istanza di liquidazione va corredata dalla documentazione attestante l’escussione del teste, che si rilascia a cura del cancelliere dell’udienza, dall’atto di citazione testimoniale e dall’originale dei titoli di viaggio o dichiarazione sostitutiva nei casi previsti, e in caso di uso mezzo aereo della relativa autorizzazione.

Alla liquidazione di quanto disposto con l’emissione dell’ordine di pagamento provvede il Funzionario Delegato da cui dipende, relativamente alle spese di giustizia, l’ufficio giudiziario davanti al quale va resa la testimonianza.

In materia di pagamento delle spese di giustizia infatti “il soggetto [ ndr = Magistrato o Funzionario addetto all’Ufficio] che liquida la spesa, e che,quindi, se ne assume la responsabilità, è diverso dal soggetto [ ndr = Funzionario Delegato ] che esegue il pagamento.” 14

Le spese del processo civile e penale 15 sono gestite attraverso aperture di credito a favore dei Funzionari Delegati e sono disposte, anche occorrendo più volte nel corso dell'anno, con decreto dirigenziale della direzione della giustizia civile.16

I Funzionari Delegati ricevuta la documentazione, ed eseguiti i necessari riscontri, provvedono alla emissione degli ordinativi di pagamento mod. 31 CG ed invieranno ai beneficiari, come prescritto, l'avviso di pagamento.

Nella gestione dei fondi disponibili, e nel rispetto del principio di annualità e di competenza della legge di bilancio,il Funzionario delegato, dopo aver eseguito i necessari riscontri, è tenuto ad eseguire i pagamenti rispettando “scrupolosamente” l’ordine cronologico con cui la documentazione di spesa perviene al suo Ufficio.

Il Funzionario Delegato potrà derogare al suddetto criterio cronologico soltanto per eccezionali, motivate ragioni, da valutarsi caso per caso in relazione alla necessità di assicurare lo svolgimento di particolari attività processuali “.17

Per la direttiva ministeriale giustizia del 21 dicembre 2009 18la liquidazione delle spese di giustizia deve essere effettuata senza ritardo non appena ne sussistono i presupposti e si sia in possesso della completa documentazione di spesa”.

Attualmente il sistema dei pagamenti è gestito per tramite il sistema SICOGE ( sistema informativo di contabilità integrata delle pubbliche Amministrazioni) del Ministero dell’Economia e Finanze.

 

Il rimborso delle spese e delle indennità ai privati, ai testi provenienti da paesi esteri e ai dipendenti pubblici

a) aspetti generali

Il sistema di liquidazione contemplato dagli articoli 45, 46 e 47 T.U. spese di giustizia che riconosce il rimborso delle sole spese e delle indennità riguarda i testimoni non pubblici impiegati chiamati a testimoniare per motivi inerenti al proprio servizio per i quali è previsto il riconoscimento dell’ulteriore indennità di missione.

Prima dell’entrata in vigore del testo unico spese di giustizia , 1° luglio 2002, era riconosciuta ai testimoni l’indennità di soggiorno dovuta quando gli stessi erano obbligati a rimanere fuori dalla propria residenza per un giorno intero, oltre a quello di partenza e ritorno, in applicazione degli articoli 1, 2 e 3 del Regio Decreto 3 maggio 1923 n 1043, modificato dalla legge 13 giugno 1965 n. 836 19.

La richiamata normativa è stata abrogata dall’articolo 299 T.U. spese di giustizia.

La normativa vigente non riconosce alcuna indennità di soggiorno nelle modalità e nelle forme di cui alle missioni ( quindi vitto e alloggio), a meno che non si è pubblici impiegati, chiamati a testimoniare per motivi inerenti al servizio.

A normativa vigente, comma 3 dell’articolo 46 T.U. spese di giustizia, spetta 0,72 euro per ogni giornata di viaggio e una indennità di soggiorno quantificata in € 1,29 per ogni giornata di soggiorno nel luogo dell’esame.

Abrogata, inoltre, l’indennità chilometrica, pari alle allora 20 lire ( al cambio attuale € 0,01), per l’ipotesi residuale di mancanza di servizi di linea.

Indennità chilometrica, nella normativa vigente, sostituita dal rimborso delle spese di viaggio riferite alla località più vicina per cui esiste il servizio di linea.20

Nello stabilire “ il quantum del rimborso delle spese di viaggio spettante ai testimoni non residenti nel caso di utilizzo del mezzo aereo tiene conto di quanto già avviene nella prassi sulla base della legge 18 dicembre 1973, n. 836 (relativa al trattamento di missione spettante ai dipendenti civili dello Stato, che consente, se autorizzato, l'uso del mezzo aereo) applicata per analogia” 21 .

b) testimoni residenti e/o domiciliati all’estero

Per i testimoni residenti all’estero e relativamente al solo processo penale , se citati d’Ufficio dal Giudice o dal Procuratore della Repubblica , in base al principio secondo cui il limite della giurisdizione italiana è rappresentato dal territorio dello Stato, la citazione ha valore di mero invito a comparire.

Nel caso in cui il testimone straniero o residente all’estero decidesse di comparire all’udienza avrà diritto a vedersi rimborsate le spese di cui al teste unico spese di giustizia oltre ad un pernottamento in hotel di media categoria e un pasto in ristorante di media categoria in base a quanto previsto dagli accordi internazionali vigenti per i paesi aderenti alla convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale 22.

Per la ministeriale Giustizia 15 marzo 2006 23Per quanto attiene alla formulazione degli atti di citazione destinati a testimoni residenti all'estero, si precisa che gli stessi andrebbero redatti privi di ingiunzioni o petizioni sanzionatorie, in caso di mancata comparizione” .

Ingiunzioni e/o petizioni sanzionatori non applicabili, per il richiamato indirizzo ministeriale, al di fuori del territorio nazionale “essendo in contrasto con una prassi internazionale generalmente riconosciuta, fondata sul limite territoriale della sovranità ed in virtù della quale i testimoni o i periti citati non possono essere costretti a recarsi nel Paese richiedente.”

Per gli Uffici ministeriali di via Arenula “ Le vigenti convenzioni, inoltre, prevedono che a tutti i testi residenti all'estero vadano rimborsate, in caso di comparizione, le spese di viaggio e soggiorno. Nulla è detto circa la possibilità di accordare ai testi suddetti l'anticipo delle spese di viaggio occorrenti per la loro trasferta nello Stato richiedente, atteso che la comparizione del teste citato all'estero non può essere garantita da alcuna misura coercitiva in caso di inadempienza; peraltro, il teste che non può comparire nello Stato richiedente può essere sentito per rogatoria nel Paese in cui si trova.

Tuttavia “ nel caso in cui il teste citato all'estero rappresenti formalmente la sua volontà a comparire ma la propria indisponibilità a sostenere le spese di viaggio per la sua trasferta in Italia e la sua comparizione personale all'udienza appaia indispensabile per la formazione della prova (es. confronto, ricognizione), non si esclude la facoltà, da parte dell'Autorità giudiziaria richiedente, di contattare direttamente il vettore, al fine di ottenere, ove possibile, l'emissione di un biglietto prepagato in favore del teste citato, caricando la relativa spesa in forma di anticipo sul Registro delle spese pagate dall'Erario (Mod. 1/A/SG).

Per completezza, il Ministero nella nota in commento, segnala che “per quanto concerne i Paesi aderenti alla Convenzione Europea di assistenza giudiziaria in materia penale, tale normativa stabilisce all'art. 10 che, quando la comparizione personale del teste è particolarmente necessaria, l'Autorità giudiziaria richiedente dovrà farne menzione nella domanda di assistenza, indicando, altresì, l'ammontare approssimativo delle spese rimborsabili. In tal caso, lo Stato richiesto, a cui il teste abbia presentato domanda in tal senso, potrà concedere al medesimo un anticipo sulle spese.

La somma anticipata dovrà essere annotata sulla citazione e sarà rimborsata allo Stato richiesto dall'A.G. richiedente”.

Per le modalità di inoltro della richiesta e maggior approfondimento della direttiva ministeriale si rinvia al sito Internet www.giustizia.it.

Con nota del 18 ottobre 2017 24 il Ministero della Giustizia ha esaminato il caso di soggetto con residenza in Italia e dimora abituale in un paese estero.

Per il Uffici di via Arenula nei casi in oggetto opera l’articolo 46 del testo unico spese di giustizia, anche se la residenza è nel comune dell’ufficio giudiziario in cui la testimonianza deve essere resa.

Relativamente al rimborso delle spese di viaggio ed in particolare di quelle aeree, il diritto al rimborso presuppone il rituale provvedimento autorizzativo dell’autorità giudiziaria .

In materia civile per le testimonianze estere trova applicazione il Regolamento (CE) n 1206/2001 del 28 maggio 2001 relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli stati membri nel settore delle prove in materia civile e commerciale in vigore dal 1 gennaio 2004 ( in Gazzetta Ufficiale Europea n. 174L del 27 giugno 2001)

La legislazione italiana prevede e regolamenta le forme di acquisizione, attiva e passiva, delle prove nei processi civili da e per l’estero.

L’articolo 204 codice di procedura civile disciplina le rogatorie alle autorità estere e ai consolati italiani nella forma “attiva ” con il limite della non delegabiltà al giudice locale.

La prova viene assunta per via diplomatica e “ quando la delega riguarda cittadini italiani residenti all’estero il giudice istruttore delega il console competente che provvede a norma della legge consolare”

Per le spese relative all’applicazione del regolamento comunitario in oggetto vige invece il principio “ della gratuità delle stesse”.

Infatti ai sensi dell’articolo 18 Regolamento CE : “ per l’esecuzione delle richieste ai sensi dell’articolo 10 non può essere chiesto il rimborso di tasse e spese”

Riteniamo che l’esenzione da tasse e spese riguardi i rapporti tra Stato, o autorità giudiziaria, richiedente e richiesta, e che per il rimborso di eventuali spese richieste dal teste escusso viga il principio che le stesse gravino a carico della parte richiedente trovando, nelle sue linee generali, applicazione la circolare Ministero della Giustizia Dipartimento per gli Affari di Giustizia Direzione Generale della Giustizia Civile nota del 3 giugno 2008 senza numero diretta al Capo dell’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia (rif. Prot. n. 3535 del 06/05/08) 25.

c) testimonianza da parte dei dipendenti pubblici per fatti inerenti il servizio

Ai dipendenti pubblici, chiamati come testimoni per fatti inerenti al proprio servizio spettano il rimborso e le indennità di cui agli artt. 45 e 46 del D.P.R. 30 maggio 02 n. 115, salva l’integrazione sino a concorrenza dell’ordinario trattamento di missione, corrisposta dall’amministrazione di appartenenza del testimone.

Per la direttiva ministeriale del 30 ottobre 2008 26 “ le spese da rimborsare relativamente al vitto ed alloggio sono da imputare al capitolo relativo alle missioni e all’ Ufficio preposto alla liquidazione è l’ufficio di appartenenza del teste “.

Relativamente agli appartenenti alle forze di polizia 27chiamati d’ufficio a deporre per fatti inerenti al servizio, anche se collegati ad attività di indagine in precedenza delegata hanno diritto al rimborso delle spese di viaggio e delle indennità ex articolo 46” che gravano sull’amministrazione giustizia “quale trattamento previsto in favore dei testimoni”, fatta salva lacorresponsione del trattamento integrativo di cui all’articolo 48 T.U., sino a concorrenza dell’ordinario trattamento di missione che deve ritenersi a carico dell’amministrazione di appartenenza “.

 

 

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1 articolo 299 del dPR 30 maggio 2002 n. 115

2 ai sensi degli articoli 45 e ss del T.U. spese di giustizia

3 nota del 3 giugno 2008 senza numero diretta al Capo dell’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia (rif. Prot. n. 3535 del 06/05/08)

4 articoli 107, 108, 131, 158 DPR 115/02

5 Nota ministero della giustizia prot. n. 1/5360/U/44/03 del 15 aprile 2003

6 circolari ministeriali giustizia numeri 4/2002 e 6/2002

7 Ai sensi dell’articolo 160 testo unico spese di giustizia “i pagamenti dell’erario,le prenotazioni a debito, i crediti da recuperare e le successive vicende devono essere annotati “

8 Decreto Ministeriale 28 maggio 2003 - Registri, previsti dall'articolo 161 del D.P.R. n. 115 del 30 maggio 2002, che devono essere tenuti presso gli uffici giudiziari. Registri oggi informatizzati nella piattaforma del programma SIAMM (Sistema Informatizzato dell’Amministrazione)

9 art. 280 testo unico spese di giustizia

10 Articolo 71 testo unico spese di giustizia

11 Vedi nota che precede

12 DAG.27/10/2015.0160891.U

13 Vedi nota che precede

14 nota ministeriale giustizia DAG.13/12/2006.0132195.U

15 come previsto dall’art. 185 del D.P.R. 115/2002

16 dagli esercizi successivi al 2019 entrano in vigore le nuove disposizioni di Contabilità pubblica.

17 circolare ministeriale giustizia DAG.06/05/2009.0062708.U

18 Prot. 0159237.U del 21 dicembre 2009

19 A titolo puramente comparativo riportiamo il contenuto dell’articolo 3 del richiamato regio decreto del 1923: Art. 3. I testimoni indicati nell'articolo precedente avranno pure diritto alla indennità di lire quattro per ciascuna giornata che avranno dovuto impiegare per il viaggio. Avranno inoltre diritto ad una indennità di lire sei per ogni giornata di soggiorno nel luogo dell'esame. Questa indennità verrà loro parimenti corrisposta se saranno trattenuti in viaggio da forza maggiore. In questo caso dovranno ottenere dal pretore, o dal sindaco, un certificato in carta libera, comprovante la ragione del soggiorno forzato durante il viaggio.

Art. 1. L'indennita' che, a norma dell'art. 6 capoverso primo del R. decreto 23 dicembre 1865, n. 2701, che approva la tariffa in materia penale, puo' competere ai testimoni residenti nel luogo in cui saranno esaminati o ad una distanza non maggiore di due chilometri e mezzo, e' di lire tre ogni giorno, salvo per le donne, per le quali e' fissata in lire due.

Art. 2. Ai testimoni residenti ad una distanza maggiore di due chilometri e mezzo dal luogo in cui saranno esaminati, sara' dovuta, tanto per l'andata quanto per il ritorno, una indennita' di viaggio ragguagliata al prezzo dei posti di seconda classe sui piroscafi e di ultima classe sulle ferrovie, sulle linee di automobili, e su gli altri veicoli a trazione meccanica destinati in modo periodico e regolare al pubblico servizio. Ove tali servizi non esistano, sara' dovuta una indennita' di cent. 40 per chilometro sulle vie ordinarie per i primi cinque chilometri del percorso complessivo tra andata e ritorno, e di cent. 30 a chilometro per i successivi.

20 Comma 2 articolo 46 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115

21 Commento all’articolo 46 in “ Relazione illustrativa del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia “che richiama espressamente la circ. Min. Giust. n. 4/1767/40.5 del 6 giugno 1976.

22 I Paesi che a tutt'oggi risultano aver aderito alla Convenzione di applicazione per l'accordo di Schengen sono: AUSTRIA, BELGIO, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, USSEMBURGO, PORTOGALLO, OLANDA, SPAGNA, DANIMARCA, SVEZIA, FINLANDIA, NORVEGIA, ISLANDA, REPUBBLICA CECA, REGNO UNITO E IRLANDA DEL NORD, IRLANDA, ESTONIA, CIPRO, LETTONIA, LITUANIA, UNGHERIA, MALTA, POLONIA, SLOVENIA, REPUBBLICA SLOVACCA. dall'1/6/2003 è in vigore con la SVIZZERA un accordo bilaterale che completa la Convenzione Europea di assistenza giudiziaria in materia e che all'art. XII prevede la possibilità da parte delle rispettive Autorità giudiziarie di inviare direttamente a mezzo posta gli atti processuali penali alle persone che si trovano sul territorio di ciascuno Stato , ai fini della loro notificazione.

23https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_8_1.page?facetNode_1=1_1(2006)&facetNode_2=1_1(200603)&contentId=SDC31766&previsiousPage=mg_1_8

24 DAG.18/10/2017.0106107.U in risposta alla prot. n. 6418/2017 della Corte di Appello di Reggio Calabria del 19 settembre 2017

25 In materia cooperazione fra le autorità giudiziarie degli stati membri nel settore delle prove in materia civile e commerciale vedasi Caglioti Gaetano Walter in Rivista delle Cancellerie- rassegna bimestrale dei servizi giudiziari – Dottrina, Giurisprudenza, Normativa - Anno XLIII n 3 maggio/giugno 2010 pagg. da 299 a 306 “l’acquisizione delle prove in materia civile e la cooperazione tra gli stati“.

26 DAG.30/10/2008.0052741.U

27 DAG.17/05/2007.0066880.U