Articolo del creatore del Web: I nostri dati valgono oro

Tim Berners-Lee pubblica sul Times un articolo sui risultati ottenuti dalla tecnologia al servizio del cittadino e dell'economia

Articolo del creatore del Web: I nostri dati valgono oro


Un articolo che il creatore del Web e direttore del W3C ha scritto con Nigel Shadbolt, assieme a lui direttore dell'Open Data Institute ripreso e tradotto dal giornale italiano La Stampa e che vogliamo far spunto di meditazione. Si tratta di un argomento scottante, vale a dire la gestione di miliardi di dati, più o meno sensibili, più o meno rilevanti. Le nuove tecnologie offrono molto ma prendono anche. Buona riflessione.

TIM BERNERS-LEE E NIGEL SHADBOLT (*)


(*) Questo articolo è stato pubblicato da The Times alla fine dell'anno (il 31 dicembre, edizione online a pagamento) e poi messo a disposizione in rete dagli autori gratuitamente in formato pdf qui. Il professor Sir Tim Berners-Lee lo ha twittato ieri, 3 gennaio 2012 (@timberners_lee). E' direttore del World Wide Web Consortium e direttore designato dell’ Open Data Institute. Il professor Nigel Shadbolt è responsabile del Web e Internet Science Group presso l'Università di Southampton e direttore designato dell’ Open Data Institute.


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"Non c'è nulla da temere da un “database di Stato”. L'era dell'informazione spingerà l’economia e renderà la vita più facile.

I dati sono la nuova materia prima del 21° secolo - una risorsa che ogni giorno diventa più copiosa. Nel mondo contemporaneo, interconnesso, conducono le transazioni e ogni sorta di decisione. Abbiamo bisogno di dati precisi che ci aiutino a prendere treni e autobus in orario, prevedere che tempo farà e scegliere il posto giusto per vivere, il giusto corso di studi o il prodotto da comprare.

Due anni fa su questo giornale (The Times), abbiamo previsto un mondo in cui, digitando il codice di avviamento postale in un sito del governo, sia possibile ottenere ogni genere di dati. Dovrebbe essere possibile conoscere il tasso di criminalità del quartiere, gli orari delle corse degli autobus e della raccolta dell'immondizia, come vanno le scuole e i bilanci dell'ente locale. Questo ora è realtà su data.gov.uk.

Quando i dati sono stati rilasciati, sono subito seguite le applicazioni, da quelle per trovare via cellulare un dentista del servizio sanitario nazionale alle aziende che utilizzano i dati disponibili sulla spesa per consigliare le autorità locali su come ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo. Queste applicazioni aperte stanno creando nuove occasioni di business per i loro sviluppatori e grandi risorse per tutti noi. Prendiamo, per esempio, i programmi per cercare un autobus (vedi London Bus Stop Live o BusMate London) - che sono stati sviluppati entro poche settimane dal rilascio dei dati e non sono costati un centesimo al contribuente. Non capita spesso che il settore pubblico sia un crogiolo di innovazione - ma in questo caso lo è stato. Il rilascio dei dati ha creato nuove opportunità e reso il Regno Unito un leader mondiale in questo settore.

Utilizzare i dati del governo non è una novità, ma la portata e l'ambizione di questo sì. I dati disponibili hanno aiutato Florence Nightingale a rivoluzionare l’assistenza nel 1856 quando dimostrò che la maggior parte dei soldati nella guerra di Crimea moriva di malattia piuttosto che per le ferite. Poche settimane fa abbiamo appreso che le persone ammesse in emergenza nei nostri ospedali nel fine settimana hanno più probabilità di morire. Proprio come al tempo di Florence Nightingale, questo tipo di informazioni migliorerà i nostri servizi pubblici.

Nella dichiarazione d'autunno sono stati promessi molti più dati accessibili. Il Met office, l’ufficio meteorologico, sta diffondendo informazioni in dettaglio senza precedenti - dati di previsione per oltre 5.000 siti in tutto il Regno Unito a intervalli di tre ore. Gli sviluppatori possono prenderli e produrre propri servizi, personalizzazioni e applicazioni. Negli Stati Uniti, dove i dati sul clima sono già disponibili a tutti, il mercato del settore privato delle previsioni meteorolgiche vale 1,5 miliardi di dollari l'anno.

Via via che ulteriori dati sul trasporto verranno divulgati possiamo immaginare applicazioni che forniscano piani di viaggio complessivi, validi per tutto il Paese e per diversi mezzi di trasporto. Possiamo immaginare applicazioni che diano gli orari o il primo autobus utile per arrivare a una qualsiasi delle 350.000 fermate della Gran Bretagna, e non solo a Londra. Il rilascio, già promesso, dei dati sulle tariffe ferroviarie, potrebbe aiutare i viaggiatori a trovare l'offerta migliore in un dato momento. In programma c’è anche la divulgazione su base regolare dei dati sui lavori stradali e sugli ingorghi - qui i miglioramenti possono valere molti milioni di sterline l'anno.

Tutto questo permetterà agli sviluppatori di applicazioni, alle società di software e alle aziende produttrici di tecnologia di realizzare prodotti e servizi che possono avere una ricaduta positiva sull’economia. In un momento di austerità il ruolo dei dati messi a disposizione è importante per stimolare l’innovazione e la crescita.

Il governo ha annunciato finanziamenti per un Open Data Institute che ci ha chiesto di guidare. Aiuterà il settore pubblico a utilizzare i propri dati in modo più efficace. Lavorando con le aziende private e le università, svilupperà anche la capacità delle imprese del Regno Unito di sfruttare i dati aperti, favorendo la nascita di una generazione di imprenditori in questo settore.

Più rendiamo semplice il processo di produzione dei dati, e più forniamo strumenti validi ai cittadini ed alle industrie per ricavsrne vantaggio, tanto più saremo in grado di capitalizzare il ruolo di primo piano della Gran Bretagna in questo campo. Le inofrmazioni del settore pubblico possomo fruttare miliardi di sterline e creare migliaia di posti di lavoro.

Tutti questi dati sono stati pagati dai contribuenti. Così la missione dell'istituto sarà quella di assicurare che tutti noi possiamo farne il miglior uso. Uno dei motivi per cui il web ha avuto successo in tutto il mondo è la possibilità di riutilizzare i contenuti altrui in modi mai immaginati o raggiunti da chi lo ha creato. Lo stesso vale per i dati disponibili.

Nel rendere accessibili i dati abbiamo sempre sostenuto che è indispensabile rispettare la privacy individuale e la sicurezza nazionale. Fino a quando la privacy è rispettata, abbiamo l’opportunità di beneficiare di un nuovo tipo di dati governativi diventati disponibili - le informazioni che il governo e i servizi pubblici raccolgono o generano su ognuno di noi: la nostra documentazione sanitaria, fiscale e finanziaria, i dati sull’istruzione e la giustizia; dati ognuno di noi considera molto personale. Non sono forse i nostri dati? Non abbiamo diritti su di essi? Allo stesso modo in cui possiamo accedere alla nostra banca, non dovremmo avere il potere di accedere a queste informazioni in maniera digitale e in modo sicuro? E già che ci siamo, che dire dei dati che le imprese detengono su di noi tutti? Nei prossimi anni il diritto sui nostri dati individuali rischia di diventare una significativa area di dibattito e, in ultima analisi, di scelte legislative. I nuovi beni e servizi che saranno creati dai dati del 21° secolo offriranno enormi opportunità e, naturalmente, nuove sfide. Ci sono quelli che temono un database di stato – ai cui dati solo i potenti hanno accesso per spiare e curiosare. In realtà internet e il web, così come il costo sempre minore di personal computer sempre più potenti, hanno democratizzato i dati. Questi dati raccolti a livello centrale, se distribuiti, sono un nuovo bene pubblico, una nuova risorsa economica e sociale. Il Regno Unito è in grado di sfruttarli al meglio per il bene del Paese e di ciascuno di noi." (traduzione di Carla Reschia)


Articolo originale c/o La Stampa


 

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