Il nuovo ruolo dell'avvocatura secondo il CNF

Il Consiglio Nazionale Forense sottopone al ministro Orlando nuove proposte per deflazionare il contenzioso civile

Il nuovo ruolo dell'avvocatura secondo il CNF

Avevamo già accennato del "nuovo corso" nel rapporto Ministero della Giustizia / Avvocatura. Dopo anni di incomunicabilità il Ministro Orlando apre il cosiddetto Tavolo con l'Avvocatura, che significa partecipazione di tutti i protagonisti del processo. E il Consiglio Nazionale Forense sottopone al Ministro una lunga serie di proposte.

Il plenum del Consiglio Nazionale Forense, infatti, ha approvato nella seduta di venerdì un documento inviato al Ministro che ha come linea guida quella di "aumentare il ventaglio delle possibilità a disposizione delle parti per soddisfare i propri diritti in fase pre-giudiziale" mentre, ricordiamo, gli interventi degli ultimi ministri erano stati tutti nell'ottica di "punire" chi accede alla giustizia, creare ostacoli di natura economica, con metodi "ingiusti" al fine di tentare di deflazionare il carico giudiziario.

Nuovi ruoli per l'avvocatura: l'avvocato non solo come difensore della parte in causa ma anche fornitore di alternative al contenzioso processuale qualora si ravveda un interesse della parte in tal senso.
Il CNF chiede l'approvazione di misure di supporto alla giurisdizione in una veste autonoma.


1) Il passaggio della causa ("translatio iudici"), a richiesta delle parti, dal giudice ordinario a una Camera arbitrale istituita presso gli Ordini forensi. Lo scopo è quello di velocizzare la conclusione della causa e contenerne i costi. Neccessaria l'introduzione di nuove norme fiscali atte a favorirne l'applicazione.

2) La "negoziazione assistita", alternativa alla mediazione obbligatoria, gestita dagli avvocati delle parti i quali avranno il potere di autenticare le firme delle parti e di attestarne la volontà. Questione sulla quale più organismi forensi avevano insistito nell'ultimo anno.

3) La possibilità per gli avvocati di seguire direttamente le materie relative ai procedimenti di separazione personale e divorzio ove non vi siano figli minori. L’accordo sarà omologato dal giudice al fine di attribuire allo stesso l'efficacia di titolo esecutivo utile anche ai fini della trascrizione.

4) La previsione di un "procedimento preliminare al contenzioso civile", gestito dalle camere arbitrali degli avvocati, anch’esso alternativo alla mediazione obbligatoria.

Ma ulteriori proposte tese a "sollevare" il carico aggli uffici giudiziari (cancellerie) sono emerse al tavolo, come quella di assegnare all'avvocato il potere di emettere una ingiunzione di pagamento, opponibile in sede giudiziale o di assegnare al difensore della parte il potere di autenticare le copie di tutti gli atti del processo o, infine, l'aasegnazione agli avvocati di funzioni rientranti nella volontaria giurisdizione.

Il Consiglio Nazionale Forense si dichiara contrario (e come non potrebbe) alla c.d. motivazione su richiesta e propone, piuttosto, forme più "legali" per affrontare il medesimo problema, proponendo l’istituto della motivazione sintetica, vale a dire la possibilità per le parti di richiedere al giudice una motivazione succinta. Ma è anche il caso di segnalare che per alcune tipologie di contenzioso spesso anche il magistrato si avvale della facoltà del "copia e incolla" riducendo di molto l'impegno necessario.
 

 

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