La giustizia sia una priorità del nuovo governo

La giustizia non fa parte delle priorità indicate dal Presidente Incaricato. Un invito a rivedere gli impegni prossimi futuri

La giustizia sia una priorità del nuovo governo

Questo sito non si occupa solitamente delle vicende politiche italiane. Tuttavia ci sentiamo in dovere di fare una eccezione in imminenza della formazione del governo del neo Presidente Incaricato (con riserva) Matteo Renzi.

Leggiamo, sentiamo dagli organi di informazione gli intenti e le priorità del futuro governo ed è partito il toto ministri.

Le priorità conclamate, quelle che prenderanno le energie governative dei primi mesi sono, lo abbiamo sentito direttamente dal Presidente Incaricato appena uscito dalla ricezione dell'incarico, la legge elettorale, poi a seguire, riforma del lavoro, pubblica amministrazione e fisco.

Si parla molto della priorità e assoluta rilevanza della nomina del Ministro dell'Economia e delle Finanze.

Ci spiace molto che ancora una volta la giustizia venga relegata ad argomento di second'ordine, qualcosa di cui parlare soltanto “en passant”, con relazioni di circostanza.

No, capiamoci, non si invoca alcuna riforma, anzi. I giuristi ormai hanno paura delle “riforme” della giustizia, in primis il Consiglio Nazionale Forense che ben ha stigmatizzato il concetto nei suoi ultimi interventi.

Ciò che dispiace dover notare è che i “ragionamenti” i “discorsi” dei nuovi incaricati vertano ancora sui soliti argomenti (non che siano meno importanti, sia chiaro) saltando a pie' pari questo noioso e demodè argomento della gestione della giustizia.

Ma non si era detto che le aziende straniere non investono in Italia per la lentezza e l'incertezza della giustizia civile?

Ma in proposito, attenzione ad invocare tribunali speciali per le imprese o commerciali per sbrigare gli affari economici e d'impresa lasciando nel fango i diritti della cittadinanza e del consumatore.

Non si era detto che quanto paga lo Stato ogni anno per i ritardi nella erogazione del “servizio giustizia” (legge Pinto) potrebbe essere più che sufficiente a rilanciare in modo definitivo l'efficenza della giustizia civile?

Come voce fuori dal coro non ci stanchiamo di indicare come indice di civiltà un corretto funzionamento dell'apparato giudiziario. Può essere che un cittadino più povero ma ben servito dall'organizzazione statale si senta “più ricco”. Le tasse vengono volentieri pagate a fronte di una massiccia presenza di servizi pubblici.

Avere rinvii per la precisazione delle conclusioni per una banale questione condominiale da gennaio 2014 a giugno 2018 è scandaloso per un paese civile.

Da rivedere anche il Contributo Unificato laddove, come abbiamo anche di recente commentato in riferimento ad un rinvio alla Corte di Giustizia operato da un Tribunale Amministrativo, presenta criticità quanto al diritto all'effettività della tutela giurisdizionale e al diritto di difesa.

Allora invitiamo il Presidente Incaricato a pensare ad un incarico al dicastero della giustizia che sia significativo. Che si incarichi di trovare risorse nuove per la giustizia e collabori con il Consiglio Superiore della Magistratura per la copertura dei posti vacanti. Che non dimentichi di fare “cultura” sulla mediazione e ascolti la voce di tutte le categorie coinvolte, in primis l'avvocatura.

 

 

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