Le notifiche in proprio degli avvocati a mezzo PEC

Le notifiche in proprio degli avvocati via PEC - normativa di riferimento. Legge 21 gennaio 1994 n. 53, modalità della notifica, certificazioni, relata di notifica, la procura alle liti. Vademecum completo

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Procura alle liti e notifica a mezzo PEC

 

La procura alle liti nella notifica a mezzo PEC

Se andiamo a cercare nelle fonti normative non troviamo alcuna norma di legge che disponga espressamente la necessità della allegazione della procura alle liti alla PEC di notifica.

Eppure, ciò soventemente viene indicato come requisito della valida notifica. Cerchiamo quindi si chiarire l’argomento.

L’art 1 della L. 53/94 inizia affermando “l'avvocato o il procuratore legale, munito di procura alle liti a norma dell'articolo 83 del codice di procedura civile …”. Analogamente l’art. 4, stessa legge. Ancora in quella legge all’art. 3-bis comma 5 riguardante la relazione di notificazione si chiarisce che va indicato “il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale ed il codice fiscale della parte che ha conferito la procura alle liti”.

Allora ciò che è indispensabile è che l’avvocato che effettua la notificazione a mezzo PEC debba essere già munito di procura, la procura deve avere data antecedente all’invio della PEC

A conferma di ciò si può far riferimento ad ampia giurisprudenza che ha ritenuto, l’allegazione della procura, essere elemento non richiesto ai fini della validità della notifica; vedi per tutte Cassazione Civile Ordinanza n. 27154/2021 in questa Rivista in “La procura del procedimento monitorio e la notifica via PEC. Come far valere la sua mancanza?la quale ha espresso il seguente principio di diritto “«ai sensi dell'art. 643 c.p.c., ai fini della decorrenza del termine per l'opposizione a decreto ingiuntivo vanno notificati il ricorso ed il decreto monitorio, ma non è necessaria altresì la notificazione della procura alle liti del difensore della parte creditrice, anche se la notificazione avvenga a mezzo P.E.C., ai sensi della legge 21 gennaio 1994 n. 53, da parte del difensore costituito nel procedimento monitorio”.


Nel diverso caso nel quale, per vari motivi, sia indispensabile allegare la procura alle liti vediamo come debba essere elaborata ai fini dell’invio nel messaggio PEC. La questione, al di là della notifica via PEC, diviene interessante quando si provi ad esaminare i requisiti ai fine della validità della procura rilasciata dal cliente con firma digitale. Ciò è utile ai fini del PCT e del deposito telematico della procura.

 

Si potrà avere una

a) procura alle liti in formato cartaceo, sottoscritta dal cliente;

b) procura alle liti su documento informatico sottoscritto con firma digitale del cliente.


 

A) Copia informatica della procura rilasciata su supporto cartaceo

La procura può essere stata rilasciata fu foglio separato oppure in calce o a margine dell’atto del processo. Avremo il foglio di carta con la firma del cliente di proprio pugno (se abbiamo una procura a margine dell’atto si dovrà fare una scansione di tale pagina).

L’autentica della firma da parte dell’avvocato verrà effettuata in modo classico, con firma in calce alla procura con la dizione “E’ autentica”.

A questo punto la procura così redatta e firmata dovrà essere scansionata e trasformata in un file .pdf (formato immagine).

Importante: il file .pdf deve infine essere firmato dall’avvocato con firma digitale al fine di certificare la conformità del file digitale alla procura cartacea. L’art. 83 c.p.c. prevede che la firma digitale sia apposta solo ed esclusivamente per attestare la conformità, per cui non è necessaria l’apposizione di specifiche formule.

La procura alle liti potrà essere inserita nel messaggio PEC con il quale si effettua la notificazione. Si noti che la procura così ottenuta ed allegata sarà considerata come apposta “in calce” all’atto.


 

B) Procura su documento informatico sottoscritto con firma digitale del cliente

Un cliente, magari posto in località lontana, potrebbe voler sottoscrivere con la propria firma digitale la procura all’avvocato ed inviarla a quest’ultimo via email.

Nell’art. 83 c.p.c. al comma 3 si legge: “ … La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all'atto cui si riferisce , o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all'atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia. ...

Ai fini della notifica abbiamo visto che il foglio separato, contenente la procura alle liti, allegato alla PEC fa considerare lo stesso come posto in calce all’atto.

Ma ciò che è più importante … la firma non è già a questo punto autenticata? Visto che la firma digitale serve proprio ad individuare con certificazione l’autenticità del sottoscrittore, fatta da enti terzi indipendenti. In questo caso, infatti, non pare necessaria l’autentica della sottoscrizione del cliente e si fa notare che l’art. 83 non richiede esplicitamente la certificazione della firma digitale apposta sulla procura rilasciata con documento informatico, a differenza delle altre procure.

Nulla impedisce al notificante, tuttavia, di formare comunque digitalmente anch’esso la procura al fine di evitare defatiganti eccezioni.