Amministrazione di sostegno, una guida completa

Amministratore di sostegno, guida completa. Compiti, poteri, responsabilità. Ricorso per la nomina di AdS, la procedura. Quantificazione della indennità spettante all'AdS.

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Chi può essere nominato Amministratore di Sostegno?

 

Primariamente, qualora in grado di esprimere un valido giudizio e discernimento, è lo stesso beneficiario che può indicare una persona alla quale attribuire il compito di AdS, con scelta che può essere formalizzata, in previsione della propria futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. La designazione da parte del beneficiario viene ritenuta quale fonte primaria della scelta della persona dell’AdS di fronte alla quale il G.T. può discostarsi solamente per gravi motivi.

In mancanza di tale indicazione l’art. 408 c.c., prescrive che il G.T. può nominare un amministratore di sostegno diverso fra, se possibile, uno dei seguenti soggetti, con preferenza decrescente:

  1. il coniuge che non sia separato legalmente o la parte dell’unione civile;
  2. la persona stabilmente convivente;
  3. il padre, la madre, il figlio, il fratello o la sorella;
  4. il parente entro il quarto grado;
  5. il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Infine, qualora quanto sopra indicato non sia possibile, il Giudice Tutelare potrà nominare un soggetto terzo di propria fiducia.

L’art. 408 prescrive, altresì, che “Non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario”.

 

L’AdS può essere sostituito o revocato.

Ai sensi dell’art. 413 c.c., il Giudice Tutelare, su istanza motivata e ricorrendone i presupposti, potrà disporre la sostituzione dell’AdS. La domanda potrà essere proposta dallo stesso beneficiario, dal Pubblico Ministero, dall’amministratore di sostegno o da uno dei soggetti di cui all’art. 406 c.c. La sostituzione potrà avvenire per motivi di oggettiva impossibilità nella continuazione nell’incarico, come la morte dell’AdS o il trasferimento in altra sede lontana, oppure potrà essere disposta a causa della mala gestio dello stesso, o anche meramente nel caso vi sia continuo dissenso con il beneficiario sulla gestione della tutela.
La tutela potrà, infine, essere revocata, con ritorno della piena e libera capacità del soggetto prima beneficiato. L’articolo 413 del codice civile stabilisce che:

“Il beneficiario, l’amministratore di sostegno o i suoi prossimi congiunti possano proporre istanza motivata per la cessazione dell’amministrazione. Il giudice tutelare dunque, valutando le circostanze del caso, provvederà con decreto motivato.
Lo stesso giudice tutelare può d’ufficio dichiarare la cessazione dell’amministratore di sostegno laddove ritenga che la figura si sia rivelata non idonea al perseguimento della tutela del beneficiario”.

 

L’amministratore di sostegno estratto dall’elenco.

I tribunali della Repubblica si sono oramai tutti dotati di un elenco di persone, quasi sempre professionisti quali avvocati e commercialisti che abbiano dato disponibilità ad assumere tale incarico; elenco dal quale il G.T. potrà attingere per la nomina ad Amministratori di Sostegno. Quasi tutti i tribunali, inoltre, hanno redatto un proprio protocollo contenente criteri per la nomina ad AdS e gestione dell’amministrazione. In questi protocolli viene regolata la modalità di estrazione dall’elenco, l’obbligo di formazione, il rimborso spese e indennità da liquidare, e altro ancora.

Deve sottolinearsi che qualora si sia in presenza di un AdS che sia coniuge, parente stretto o strettissimo, la valutazione dell'operato viene, di fatto, trattata in modo diverso rispetto ai casi di nomina di un professionista iscritto all’elenco dei disponibili. Il grado di attenzione e di professionalità richiesto al professionista iscritto nell’elenco dei soggetti disponibili ad esercitare il ruolo di AdS viene valutato con maggiore severità, rispetto alle attività poste in essere dal coniuge o parente. Lo stesso obbligo formativo fa comprendere questo diverso taglio nell’atteggiamento. Ciò giustifica in qualche modo la particolarità che vede riconosciuta all’AdS estratto dall’elenco una indennità, una forma di equo compenso, per l’attività svolta, sulla quale apriamo il prossimo capitolo.