La Mediazione forzata

Un'analisi della giurisprudenza di merito sull'obbligo della partecipazione effettiva delle parti alla mediazione. Una interpretazione forzata nelle disposizioni normative.

Tempo di lettura: 2 minuti circa

Sentenza resa dal Tribunale di Pistoia in data 25.02.2015.

 

Punto di partenza di questo orientamento dei giudici di merito è una sconvolgente sentenza resa dal Tribunale di Pistoia in data 25.02.2015.

Il giudice del Tribunale di Pistoia ha dichiarato, con sentenza, la improcedibilità della domanda in una fattispecie in cui, pur essendo stato introdotto il procedimento di mediazione, la parte non è comparsa personalmente al primo incontro.

E’ stata proposta una impugnazione di delibera condominiale ed il condominio, costituendosi in giudizio, ha eccepito, tra l’altro, il mancato esperimento del procedimento di mediazione, condizione di procedibilità, nel caso di specie, vertendosi in materia condominiale.

Il giudice d’ufficio alla prima udienza ha rilevato il mancato esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria ante causam ed ha concesso termine alle parti per la presentazione della domanda ai sensi dell’art. 5 comma 1 bis del decreto legislativo 28/2010.

Parte attrice ha provveduto al deposito dell’istanza di mediazione e, dopo il primo incontro cui ha partecipato il solo legale, il procedimento si è concluso con verbale negativo che è stato prodotto in giudizio.

Il Tribunale di Pistoia ha dichiarato improcedibile la domanda di parte attrice – volta all’annullamento di una delibera condominiale – per non essersi la stessa presentata personalmente al tentativo di mediazione, ma solamente tramite un sostituto del suo procuratore.

Per tale motivo, secondo questo giudice, è venuta meno la condizione di procedibilità della domanda giudiziale ai sensi dell’art. 5 D.Lgs. n. 28/2010.

Il Tribunale ha affermato che la parte avente interesse ad assolvere la condizione di procedibilità (in questo caso l’attrice), ha l’onere di partecipare all’iter davanti al mediatore, contemplando il suddetto art. 5 D.Lgs. n. 28/2010 la sola funzione di assistenza del legale, e non di rappresentanza della parte.

Per la mediazione obbligatoria da svolgersi prima del giudizio ex art. 5, co. 1 bis d.lgs. 28/2010, il Tribunale di Pistoia ha ritenuto sia necessario che le parti compaiano personalmente (assistite dai propri difensori come previsto dall’art. 8 d.lgs. 28/2010) e che la mediazione sia effettivamente avviata (3).

Per la mancata partecipazione della parte attrice, senza giustificato motivo, al procedimento di mediazione questa è stata condannata al versamento all’entrata al bilancio dello Stato dell’importo del contributo unificato con soccombenza riguardo alle spese processuali.

La pronuncia sulla improcedibilità ha precluso l’esame del merito della domanda giudiziale ed ha frustato oltremodo i diritti della parte attrice che in ogni caso ha intrapreso il procedimento di mediazione pur non comparendo di persona al primo incontro.

Appare oltremodo spropositata la declaratoria della improcedibilità che di fatto è stata pronunciata non per il mancato esperimento del procedimento di mediazione, ma per la mancata partecipazione personale della parte al primo incontro anche se, per tale espressa ipotesi, è prevista la sola “sanzione” di cui all’art. 8 comma 4 bis del d. lgs. n. 28/2010.

 

_______________

(3) Tribunale di Pistoia 25.02.2015 (in www.mondoadr. it/giurisprudenza).