La Suprema Corte sulla convivenza more uxorio e gli obblighi familiari

Secondo la Corte di Cassazione dalla convivenza more uxorio scaturiscono obblighi familiari

La Suprema Corte sulla convivenza more uxorio e gli obblighi familiari

La Corte di Cassazione (Sentenza 20 giugno 2013, n. 15481) si è espressa incidenter tantum in ordine alla valenza degli obblighi familiari derivanti dalla convivenza more uxorio.

Il caso affrontato dalla Suprema Corte prendeva le mosse dalla impugnazione di un provvedimento che negava la liquidazione delle competenze legali all'avvocato della parte ammessa al gratuito patrocinio. Il tribunale di prima istanza, infatti, negò la liquidazione del compenso poiché la parte aveva agito a seguito della cessazione di una convivenza more uxorio con la conseguenza che, secondo il predetto tribunale, non sarebbe stato applicabile l'art. 126 DPR 115/02 e non era apprezzabile l'attività svolta dal legale della predetta parte.

Il Tribunale di prima istanza motivava evidenziando "la insussistenza sia normativa che giurisprudenziale della ipotesi di violazione degli obblighi familiari con riguardo a persone non coniugate ma conviventi more uxorio".

Ne seguiva ricorso alla Suprema Corte, resistente l'Agenzia delle Entrate, dal quale è scaturito il seguente principio:

"La violazione degli obblighi familiari è configurabile anche nell’ipotesi di persone unite dal solo vincolo more uxorio e, pertanto, ricorrendone i presupposti, il convivente che chieda il risarcimento dei danni conseguenti può essere ammesso al patrocinio legale a carico dello Stato"


 

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