La mancia ricevuta dai clienti costituisce reddito e conseguentemente è soggetta a tassazione

Le mance ricevute dai clienti contribuiscono a formare il reddito da lavoro dipendente utilizzabile sia ai fini contributivi che a quelli tributari. Cassazione Ordinanza n. 26512/2021

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La mancia ricevuta dai clienti costituisce reddito e conseguentemente è soggetta a tassazione

Il fatto.

L’agenzia delle Entrate notificava a Tizio un avviso di accertamento con il quale venivano recuperati a tassazione dei redditi da lavoro dipendente, per un cospicuo importo, non dichiarati. Impugnato il provvedimento la CTP rigettava mentre la CTR accoglieva l’appello. La Commissione tributaria regionale ha considerato come non tassabili le mance percepite, ritenendo non comprese nella previsione di reddito da lavoro dipendente di cui all'art. 51 del TUIR. stante la loro natura aleatoria ed in quanto percepite direttamente dai clienti senza alcuna relazione con il datore di lavoro.

Proposta impugnazione, la Corte di Cassazione decideva sul caso con Ordinanza n. 26512 del 30 settembre 2021, accogliendo il ricorso del'Agenzia delle Entrate.


 

Reddito da lavoro e mance

La Corte ricorda che l'attuale art. 51, secondo comma, lett. i) del TUIR, così come l'analoga disposizione del previgente art. 48, secondo comma, lett. i), stabilisce che non concorrono a formare il reddito le mance percepite dagli impiegati tecnici delle case da gioco (croupiers) direttamente o per effetto del riparto a cura di appositi organismi costituiti all'interno dell'impresa nella misura del 25 per cento dell'ammontare percepito nel periodo d'imposta.

Ricorda anche che l’art. 51, primo comma, del TUIR espressamente prevede che «il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro». Ed infine, a seguito dell'emanazione del citato d. Igs. n. 314/1997, si evidenzia un'unica nozione di reddito da lavoro dipendente tanto ai fini fiscali che contributivi.

Esclamando, conclusivamente, che “Il nesso di derivazione delle somme che comunque promanino dal rapporto di lavoro ne giustifica, nel citato contesto normativo di riferimento, la totale imponibilità, salvo le esclusioni (e/o deroghe) espressamente previste” ed ancora, il seguente principio di diritto:

«In tema di reddito da lavoro dipendente, le erogazioni liberali percepite dal lavoratore dipendente, in relazione alla propria attività lavorativa, tra cui le cosiddette mance, rientrano nell'ambito della nozione onnicomprensiva di reddito fissata dall'art. 51, primo comma, del d.P.R. n. 917/1986, e sono pertanto soggette a tassazione».


 

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Di seguito il testo di

Corte di Cassazione Civile, Sez. V, Ordinanza n. 26512 del 30/09/2021

 

Rilevato che:

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