Processo Civile Telematico: il ministro fa il punto della situazione

Presentato dal Ministro Severino un progetto per lo sviluppo del PTC nelle regioni del sud Italia

Processo Civile Telematico: il ministro fa il punto della situazione

Il Ministro della Giustizia Paola Severino, ha presentato oggi un piano per il finanziamento e lo sviluppo del Processo Civile Telematico nelle Corti d'Appello, in particolare nelle regioni del sud Italia. Nella relazione illustrativa del progetto ha colto l'occasione per fare il punto della situazione sul PCT.

Questo l'intervento del Ministro:

'L’informatica è uno strumento fondamentale per ridurre i costi (pensiamo al risparmio nell’uso della carta e negli spostamenti di atti, persone, mezzi), semplificare le interazioni tra i soggetti, rendendole possibili anche da strumenti portatili, organizzare (e ri-organizzare) il lavoro e addirittura il nostro modo di pensare. Ne abbiamo tutti esperienza. Il mondo delle imprese ha dovuto adeguarsi rapidamente: chi lo ha fatto prima degli altri ne ha tratto vantaggi significativi in termini di maggiore competitività. Lo stesso è a dirsi per i professionisti. Ma anche il settore pubblico – dove pure molto già si è fatto - ne può beneficiare enormemente.

Gli ultimi provvedimenti sullÂ’Agenda digitale contenuti nel DL Sviluppo bis vanno nella direzione di accelerare il processo di informatizzazione avviato.

Più specificamente nel mondo della giustizia, un mondo dominato dai passaggi di carte e dalla loro accumulazione (abbiamo tutti in mente l’immagine del cancelliere che sposta faldoni o quelle degli uffici giudiziari sommersi dalla carta), sono stati realizzati passi importanti.
Sono infatti già possibili: le consultazioni via internet in tempo reale dei registri di cancelleria e dei documenti elettronici, disponibili per tutti gli uffici del territorio, con 300.000 professionisti registrati (dei quali 260.000 sono avvocati); le comunicazioni telematiche a valore legale, che coprono il 100% degli uffici (e sono state rese obbligatorie con il decreto Sviluppo-bis).

Teniamo conto che negli ultimi 12 mesi (fino a novembre 2012) sono state consegnate quasi 6 milioni di comunicazioni, con un risparmio di oneri di notifica di circa 20 milioni di euro, che a regime potrà ancora crescere.

Hanno invece diffusione ancora parziale: i depositi telematici a valore legale.
Ad oggi sono coperti 67 su 194 uffici, il 34% del totale (che realizzano il 49% dei decreti ingiuntivi, il 23% degli atti istruttori del contenzioso, il 28% delle esecuzioni immobiliari, il 15% del fallimentare). Ne sono stati realizzati in totale 126.000 tra gennaio e ottobre; ieri è stato approvato l’emendamento alla legge di Stabilità che impone – dal giugno 2014 – l’obbligo di del deposito telematico degli atti processuali. la consolle del magistrato (uno strumento importante per la sua operatività), pure disponibile in 67 uffici.

Il progetto che variamo oggi prevede la totale digitalizzazione delle notifiche di cancelleria in 80 Tribunali e Corti di appello, la digitalizzazione dei decreti ingiuntivi in 23 Tribunali, insieme ad interventi di assistenza, con la previsione di un monitoraggio dei risultati conseguiti per i soggetti coinvolti. Questo ci consentirà di arrivare più rapidamente a coprire tutto il Paese con i servizi telematici destinati al processo civile, assicurando innanzitutto risparmi significativi. Ma ci aspettiamo anche molti altri effetti positivi. In primo luogo, un’accelerazione dei tempi processuali, quale conseguenza dell’immediatezza delle comunicazioni e delle notifiche. Teniamo conto che l’uso dell’informatica ha consentito – dove il decreto ingiuntivo telematico viene più diffusamente utilizzato – una riduzione dei tempi da 50 a 7 gg circa; il suo impiego permette inoltre agli operatori (avvocati e magistrati) di operare a distanza.
Ma vi saranno anche effetti sulla riorganizzazione del lavoro, sulla stessa cultura organizzativa degli uffici.

La diffusione delle consolle del magistrato, associata ad una assistenza adeguata (anch’essa prevista all’interno del progetto), potrà indurre rilevanti benefici organizzativi sul lavoro del magistrato: la consolle permette al giudice di tenere sotto controllo le proprie scadenze, i termini di deposito dei provvedimenti, l’agenda delle udienze.

Infine, la diffusione dei servizi giudiziari telematici sarà fattore di compensazione rispetto al venir meno di alcune sedi per effetto della revisione della geografia giudiziaria: mancando il tribunale sotto casa, si potrà ricorrere alla giustizia on line, con una modalità che è tipica di tanti modelli di giustizia efficiente (si pensi al sistema delle Small Claim nel Regno Unito, una procedura informatizzata, per le cause di piccola entità, esperibile tutta on line).

Naturalmente il successo di questa importante iniziativa sarà possibile solo con l’interazione costruttiva di tutti gli stakeholders coinvolti, in particolare con l’apporto degli avvocati, che potranno svolgere molte operazioni e avere notizia del loro esito senza spostarsi dal proprio studio. Tutto ciò, unitamente alle funzioni di pagamento del contributo unificato on line, consentirà una minore movimentazione presso gli Uffici giudiziari, assicurando anche ai professionisti notevoli risparmi.

Crediamo che i benefici per il Mezzogiorno, ma in qualche modo per l’intero “sistema giustizia”, possano essere molti e davvero rilevanti, e riguarderanno magistrati, avvocati, imprese e cittadini. Ringraziamo perciò il Ministro Barca per l’opportunità che ci ha offerto di costruire insieme questo progetto importante'.


La presentazione del progetto in questa PAGINA.

 

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