Sentenza copiata e' sentenza valida: nessun diritto d'autore secondo le SS.UU.

La sentenza puo' essere copiata e puo' a sua volta copiare. Nessun contenuto originale e' necessario per un provvedimento giurisdizionale. Sezioni Unite Sentenza n. 642/15

Sentenza copiata e' sentenza valida: nessun diritto d'autore secondo le SS.UU.

Curioso provvedimento della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (Sentenza del 16/01/2015 n. 642) che si sofferma a lungo nel descrivere ciò che si deve intendere per sentenza nell'era contemporanea ed i risvolti del "diritto d'autore" inerenti al contenuto della sentenza.

Il caso prendeva spunto dalla critica alla sentenza d'appello che, a detta del ricorrente, aveva ricopiato pari pari pezzi interi delle argomentazioni dedotte in giudizio dall'Agenzia delle Entrate.

La questione affrontata dalla Corte di Cassazione sfiora anche il tema sentito in questi ultimi tempi della genuinità della motivazione della sentenza, nel senso di prodotto della scienza del magistrato. In un momento nel quale si sta pensando alle motivazioni secondo un modulo standard da "crocettare", quindi, ciò che suggeriscono le Sezioni Unite appare quanto mai interessante.

Secondo la Suprema Corte, "Il termine 'sentenza' - nella sua accezione di scritto esponente le ragioni di una decisione giurisdizionale - sconta ... gli effetti di non univoche suggestioni culturali che sono andate via via crescendo proporzionalmente all'incremento delle funzioni e delle valenze anche extraprocessuali assunte negli ultimi decenni dalla motivazione dei provvedimenti giurisdizionali, finendo per costituire (anche nell'immaginario collettivo) non soltanto l'esposizione delle ragioni di una decisione, ma pure (spesso innanzitutto) la "prova" e la "misura" (in positivo e in negativo) della quantità e qualità del lavoro del giudice. Sempre più frequentemente infatti la sentenza, con i suoi contenuti, tempi e modalità di intervento, sembra costituire (anche) la risposta a domande eterogenee che sono fuori del singolo processo, divenendo ambiguo e simbolico terreno di confronto intorno al quale soprattutto si misura l'aspettativa di giustizia nonchè il modello di giudice (e di processo) che volta a volta si intende promuovere o stigmatizzare".

In altra parte della motivazione la Corte ci ricorda che "La profonda evoluzione che soprattutto negli ultimi decenni ha interessato la sentenza e la sua motivazione non è stata tuttavia determinata soltanto dai ripetuti interventi del legislatore in materia, ma anche, spesso ancor prima, dalla giurisprudenza di legittimità, che, prendendo atto dei molteplici cambiamenti intervenuti nella società (ad esempio con riguardo al mutamento degli strumenti utilizzati per la scrittura e la copia degli atti, all'aumento vertiginoso del contenzioso, alla necessità di definire le controversie in tempi ragionevoli) ha in modo significativo contribuito a modificare la "cultura" della sentenza civile".

Tuttavia, afferma ancora la corte, nella soluzione del caso di specie è necessario prescindere dalla dimensione "suggestiva" della problematica in esame, dovendosi limitare a fare chiarezza su di essa esclusivamente alla stregua della disciplina giuridica vigente, sul piano sostanziale e processuale, quindi tralsciando i de iure condendo.

Quanto alla originalità, afferma la Corte "la sentenza non è un'opera dell'ingegno di carattere creativo ... e pertanto, a norma dell'art. 2575 c.c., non può essere oggetto del diritto d'autore". Con la conseguenza che "la sentenza può essere citata, riportata, ripresa e richiamata in altri scritti senza che si ponga alcun problema di diritto d'autore (nè sotto il profilo patrimoniale nè) sotto il profilo morale".

Secondo la Corte ciò da spazio ad un ulteriore corollario. Non dovendo avere contenuto originale esso può, a sua volta, essere preso da altre fonti. Secondo le Sezioni Unite "nella sentenza non assume rilievo l'eventuale "originalità" dei contenuti e/o delle relative modalità espressive". E aggiunge: "nella sentenza può essere riportato, ripreso, richiamato in tutto o in parte il contenuto di altre sentenze, di atti legislativi o amministrativi ovvero di atti del processo (perizie, prove testimoniali, scritti difensivi) senza che, sotto entrambi gli aspetti (cioè sia con riguardo alla sentenza che all'atto nella stessa riportato), si ponga un problema di individuazione (in funzione rivendicativa) di paternità, come sarebbe invece possibile con riguardo ad opere letterarie o lato sensu artistiche".

In sostanza ampio spazio al concetto di sentenza non originale.

 

Di seguito il testo di Corte di Cassazione a Sezioni Unite Sentenza del 16/01/2015 n. 642:

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