Dibattito pubblico per sentire il parere dei cittadini sulle grandi opere

Individuazione della tipologia e dimensione delle grandi opere soggette a dibattito pubblico. Pubblicato in G.U. il D.P.R. 76 del 10/05/2018

Dibattito pubblico per sentire il parere dei cittadini sulle grandi opere

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.145 del 25-6-2018 il D.P.R. 76 del 10/05/2018 titolato "Regolamento recante modalita' di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico".

Vengono indicate all'Allegato 1 le opere per le quali dovrà procedersi ad attivare la procedura di "dibattito pubblico". Il Dibattito Pubblico è un nuovo istituto avente la funzione di sollecitare la partecipazione pubblica alla fase di fattibilità delle grandi opere così come voluto dal Codie Appalti (D. Lgs. 50/2016).

L'art. 8 del Regolamento, al comma 2, così lo descrive: "Il dibattito pubblico, organizzato e gestito in relazione alle caratteristiche dell'intervento e alle peculiarita' del contesto sociale e territoriale di riferimento, consiste in incontri di informazione, approfondimento, discussione e gestione dei conflitti, in particolare nei territori direttamente interessati, e nella raccolta di proposte e posizioni da parte di cittadini, associazioni, istituzioni".

Le opere a cui si applica la procedura sono ad esempio le autostrade e strade extraurbane per tratti superiori a 15 km, tratte ferroviarie, aeroporti, porti marittimi commerciali, ecc, il tutto elencato nell'allegato 1.

Il dibattito pubblico è graduato a seconda della dimensione dell'opera, così come previsto dall'articolo 3 del Regolamento. Così i parametri di riferimento delle soglie dimensionali sono ridotti del 50% qualora trattasi di interventi ricadenti su beni patrimonio dell'UNESCO e nei parchi nazionali e regionali.

Lo scopo del dibattito pubblico è quello di raccogliere lamentele o suggerimenti prima della progettazione definitiva. é prescritto, infatti, che "L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore individua, secondo i propri ordinamenti, il soggetto titolare del potere di indire il dibattito pubblico che si svolge nelle fasi iniziali di elaborazione di un progetto di un'opera o di un intervento, in relazione ai contenuti del progetto di fattibilita' ovvero del documento di fattibilita' delle alternative progettuali. Esso non puo' svolgersi, nei casi di cui all'articolo 3, commi 3 e 4, oltre l'avvio della progettazione definitiva".

Il dibattito pubblico non è previsto per:
- opere riguardanti la difesa e sicurezza dello Stato e le opere di urgenza;
- manutenzione ordinaria e straordinaria, restauri, adeguamenti tecnologici e completamenti;
- opere per le quali si era già effettuata una consultazione pubblica.

Il Regolamento entro  in vigore in data 24 agosto 2018.

 

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Di seguito il testo del provvedimento.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 maggio 2018, n. 76

Regolamento recante modalita' di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico.


IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante codice dei contratti pubblici, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56, recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
Visto l'articolo 22, comma 2, del predetto codice che stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, in relazione ai nuovi interventi avviati dopo la data di entrata in vigore del medesimo decreto, sono fissati i criteri per l'individuazione delle opere di cui al comma 1, distinte per tipologia e soglie dimensionali, per le quali e' obbligatorio il ricorso alla procedura di dibattito pubblico, e sono altresi' definiti le modalita' di svolgimento e il termine di conclusione della medesima procedura;
Considerato che il richiamato articolo 22, comma 2, prevede che con il medesimo decreto sono, altresi', stabilite le modalita' di monitoraggio sull'applicazione dell'istituto del dibattito pubblico e che a tal fine e' istituita, senza oneri a carico della finanza pubblica, una commissione presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con il compito di raccogliere e pubblicare informazioni sui dibattiti pubblici in corso di svolgimento o conclusi e di proporre raccomandazioni per lo svolgimento del dibattito pubblico sulla base dell'esperienza maturata;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, ed in particolare l'articolo 23;
Visto il decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228, recante attuazione dell'articolo 30, comma 9, lettere a), b), c) e d), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di valutazione degli investimenti relativi ad opere pubbliche, ed in particolare l'articolo 8;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nelle sedute del 14 dicembre 2017 e del 21 dicembre 2017;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Commissione speciale, nell'adunanza del 7 febbraio 2018;
Acquisito il parere della competente commissione della Camera dei deputati;
Considerato che la competente commissione del Senato della Repubblica non ha espresso parere nel termine prescritto;
Sulla proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo;

Adotta
il seguente regolamento;

Art. 1
Oggetto
1. I progetti di fattibilita', ovvero i documenti di fattibilita' delle alternative progettuali delle opere, di cui all'Allegato 1, che costituisce parte integrante del presente decreto, sono sottoposti, nei casi individuati dal presente decreto, a dibattito pubblico.

Art. 2
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto, si intende per;
a) dibattito pubblico: il processo di informazione, partecipazione e confronto pubblico sull'opportunita', sulle soluzioni progettuali di opere, su progetti o interventi di cui all'Allegato 1;
b) codice: il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e successive modificazioni, recante codice dei contratti pubblici.

Art. 3
Ambito di applicazione
1. Sono soggette a dibattito pubblico, ai sensi dell'articolo 22, comma 1, del codice, le opere rientranti nelle tipologie di cui all'Allegato 1.
2. I parametri di riferimento delle soglie dimensionali delle opere inserite nell'Allegato 1 sono ridotti del cinquanta per cento se si tratta, con riferimento a particolari esigenze di salvaguardia, di interventi ricadenti, anche in parte;
a) su beni del patrimonio culturale e naturale iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, ai sensi della Conferenza sul Patrimonio Mondiale del 1977;
b) nella zona tampone come definita nelle Linee Guida Operative emanate dell'UNESCO;
c) nei parchi nazionali e regionali e nelle aree marine protette.
3. Per le opere di cui all'Allegato 1, di importo compreso tra la soglia ivi indicata e due terzi della medesima, l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore indice il dibattito pubblico su richiesta;
a) della Presidenza del Consiglio dei ministri o dei Ministeri direttamente interessati alla realizzazione dell'opera;
b) di un Consiglio regionale o di una Provincia o di una Citta' metropolitana o di un comune capoluogo di provincia territorialmente interessati dall'intervento;
c) di uno o piu' consigli comunali o di unioni di comuni territorialmente interessati dall'intervento, se complessivamente rappresentativi di almeno 100.000 abitanti;
d) di almeno 50.000 cittadini elettori nei territori in cui e' previsto l'intervento;
e) di almeno un terzo dei cittadini elettori per gli interventi che interessano le isole con non piu' di 100.000 abitanti e per il territorio di comuni di montagna.
4. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore puo' indire su propria iniziativa il dibattito pubblico quando ne rileva l'opportunita'.
5. Non si effettua il dibattito pubblico;
a) per le opere realizzate con le procedure previste dagli articoli 159 e 163 del codice e per quelle di difesa nazionale di cui all'articolo 233 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;
b) per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauri, adeguamenti tecnologici e completamenti;
c) per le opere gia' sottoposte a procedure preliminari di consultazione pubblica sulla base del regolamento (UE) n. 347 del 17 aprile 2013, ovvero di altra norma europea.

Art. 4
Commissione nazionale per il dibattito pubblico
1. Ai sensi dell'articolo 22, comma 2, del codice, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da emanarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e' istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la Commissione nazionale per il dibattito pubblico, di seguito denominata Commissione, cosi' composta;
a) due rappresentanti, di cui uno con funzioni di Presidente, designati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
b) tre rappresentanti designati dal Presidente del Consiglio dei ministri;
c) cinque rappresentanti ciascuno designato, rispettivamente, dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dal Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, dal Ministro della giustizia e dal Ministro della salute;
d) cinque rappresentanti nominati dalla Conferenza Unificata, di cui due in rappresentanza delle regioni, uno dall'Unione delle Province d'Italia e due dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.
2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti puo' nominare, su proposta della Commissione, sino a tre esperti competenti in materia di mediazione dei conflitti, progettazione partecipata e dibattito pubblico, che prendono parte ai lavori della Commissione senza diritto di voto. La Commissione puo' avvalersi, senza alcun onere di qualsiasi natura, del supporto dei dipartimenti, della Struttura tecnica di missione e delle societa' in house del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
3. L'incarico dei componenti della Commissione ha durata quinquennale, e' rinnovabile una sola volta e decade, comunque, decorso il quinto anno dal primo insediamento della Commissione medesima.
4. Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 22, comma 2, del codice, per la partecipazione alle attivita' della Commissione, senza distinzione per provenienza dei partecipanti, non sono dovuti compensi, gettoni, emolumenti, indennita' o rimborsi di spese comunque denominati.
5. La Commissione, con proprio regolamento interno, stabilisce le proprie modalita' di funzionamento, nonche' le modalita' di collaborazione per lo svolgimento delle attivita' di cui ai commi 7 e 8, entro e non oltre trenta giorni decorrenti dalla data della sua istituzione.
6. La Commissione in particolare;
a) monitora il corretto svolgimento della procedura di dibattito pubblico e il rispetto della partecipazione del pubblico, nonche' la necessaria informazione durante la procedura;
b) propone raccomandazioni di carattere generale o metodologico per il corretto svolgimento del dibattito pubblico;
c) garantisce che sia data idonea e tempestiva pubblicita' ed informazione, anche attraverso la pubblicazione su apposita sezione del sito internet del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in ordine alle determinazioni adottate per il funzionamento della Commissione, alle modalita' della procedura del dibattito pubblico, ai pareri resi, alla documentazione tecnica riguardante l'intervento oggetto del dibattito pubblico nonche' ai risultati delle consultazioni in corso o concluse;
d) organizza le attivita' di cui alle lettere a) e c) a livello territoriale, con il coinvolgimento attivo degli enti territoriali interessati dalla realizzazione dell'opera che segnalano alla Commissione eventuali criticita' relative alle modalita' operative e tecniche di svolgimento del dibattito pubblico e collaborano al fine di individuare le soluzioni migliori per le comunita' locali;
e) presenta al Governo e alle Camere, entro il 30 giugno con cadenza biennale, una relazione sulle risultanze delle attivita' di monitoraggio svolte nel biennio precedente, evidenziando le criticita' emerse nel corso delle procedure di dibattito svolte, suggerendo, altresi', soluzioni finalizzate ad eliminare eventuali squilibri nella partecipazione nonche' a promuovere forme di contraddittorio quali momenti di interazione costruttiva.
7. Per le attivita' istruttorie, nel caso di opere di interesse nazionale o sovra regionale, la Commissione si avvale del supporto tecnico-amministrativo delle strutture dell'amministrazione centrale competente nella materia oggetto dell'intervento. Il personale coinvolto mantiene la dipendenza funzionale dall'amministrazione di appartenenza.
8. Per le attivita' istruttorie, nel caso di opere di interesse regionale, la Commissione si avvale del supporto tecnico-amministrativo degli uffici regionali allo specifico scopo individuati.

Art. 5
Indizione del dibattito pubblico
1. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore individua, secondo i propri ordinamenti, il soggetto titolare del potere di indire il dibattito pubblico che si svolge nelle fasi iniziali di elaborazione di un progetto di un'opera o di un intervento, in relazione ai contenuti del progetto di fattibilita' ovvero del documento di fattibilita' delle alternative progettuali.
Esso non puo' svolgersi, nei casi di cui all'articolo 3, commi 3 e 4, oltre l'avvio della progettazione definitiva.
2. Il dibattito pubblico ha una durata massima di quattro mesi a decorrere dalla pubblicazione del dossier di progetto, di cui all'articolo 7, comma 1, lettera a). Su proposta del coordinatore del dibattito pubblico, di cui all'articolo 6, il titolare del potere di indire il dibattito pubblico puo' prorogarne la durata di ulteriori due mesi in caso di comprovata necessita'.
3. Ai fini di cui al comma 1, l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore provvede a trasmettere alla Commissione una comunicazione, con allegato il progetto di fattibilita' ovvero il documento di fattibilita' delle alternative progettuali, che;
a) contiene l'intenzione di avviare la procedura, la descrizione degli obiettivi e le caratteristiche del progetto adottate in coerenza con le indicazioni delle linee guida per la valutazione degli investimenti pubblici emanate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o dai Ministeri competenti, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228;
b) indica uno o piu' soggetti che la rappresenti in tutte le fasi del procedimento di dibattito pubblico.
4. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore comunicano alla Commissione e alle amministrazioni territoriali interessate l'indizione del procedimento del dibattito pubblico per la tempestiva pubblicazione, da effettuarsi entro e non oltre sette giorni dalla richiesta, sul sito internet della Commissione di cui all'articolo 4, comma 6, lettera c), nonche' sui siti delle amministrazioni locali interessate dall'intervento.
5. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore entro novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 3, e' tenuta a pubblicare, sui siti di cui al comma 4, il dossier di progetto di cui all'articolo 7, comma 1, lettera a).

Art. 6
Coordinatore del dibattito pubblico e relativi compiti
1. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore si avvale, per la progettazione e la gestione del dibattito pubblico, della collaborazione del coordinatore del dibattito pubblico.
2. Il coordinatore del dibattito pubblico svolge le attivita' affidategli con responsabilita' e autonomia professionale.
3. Il coordinatore del dibattito pubblico e' individuato, su richiesta dell'amministrazione aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore, dal Ministero competente per materia tra i suoi dirigenti. Se l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore e' un Ministero, il coordinatore e' designato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri tra i dirigenti delle pubbliche amministrazioni estranei al Ministero interessato. In assenza di dirigenti pubblici in possesso dei requisiti di cui al comma 4, il coordinatore puo' essere individuato dall'amministrazione aggiudicatrice o dall'ente aggiudicatore mediante procedura di cui al codice, configurandosi come appalto di servizi.
4. Il coordinatore del dibattito pubblico e' individuato tra soggetti di comprovata esperienza e competenza nella gestione di processi partecipativi, ovvero nella gestione ed esecuzione di attivita' di programmazione e pianificazione in materia infrastrutturale, urbanistica, territoriale e socio-economica.
5. Non possono assumere l'incarico di coordinatore del dibattito pubblico i soggetti residenti o domiciliati nel territorio di una Provincia o di una Citta' metropolitana ove la stessa opera e' localizzata.
6. Il coordinatore del dibattito pubblico;
a) progetta le modalita' di svolgimento del dibattito pubblico ed elabora, entro un mese dal conferimento dell'incarico, il documento di progetto del dibattito pubblico, stabilendo i temi di discussione, il calendario degli incontri e le modalita' di partecipazione e comunicazione al pubblico;
b) valuta, ed eventualmente richiede, per una sola volta ed entro quindici giorni dalla sua ricezione, integrazioni e modifiche al dossier di progetto di cui all'articolo 7, comma 1, lettera a);
c) favorisce il confronto tra tutti i partecipanti al dibattito e fa emergere le posizioni in campo, anche attraverso il contributo di esperti, evitando che ci siano posizioni non rappresentate;
d) in modo oggettivo e trasparente, definisce e attua il piano di comunicazione e informazione al pubblico ed e' responsabile dell'organizzazione e degli aggiornamenti del sito internet del dibattito pubblico;
e) segnala alla Commissione, di cui all'articolo 4, eventuali anomalie nello svolgimento del dibattito pubblico e sensibilizza l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore al rispetto dei tempi di svolgimento della procedura;
f) redige la relazione conclusiva del dibattito pubblico di cui all'articolo 9, comma 1.

Art. 7
Funzioni e compiti dell'amministrazione aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore
1. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore provvede a;
a) elaborare il dossier di progetto dell'opera, scritto in linguaggio chiaro e comprensibile, in cui e' motivata l'opportunita' dell'intervento e sono descritte le soluzioni progettuali proposte, comprensive delle valutazioni degli impatti sociali, ambientali ed economici, in coerenza con le linee guida di cui all'articolo 8 del decreto legislativo del 29 dicembre 2011, n. 228;
b) fornire le informazioni sull'intervento e, ove significativo, sulle alternative progettuali esaminate nella prima fase del progetto di fattibilita';
c) partecipare in modo attivo agli incontri e alle attivita' previste dal dibattito pubblico e fornire il supporto necessario per rispondere ai quesiti emersi nel corso del dibattito pubblico;
d) valutare i risultati e le proposte emersi nel corso del dibattito pubblico e redigere un dossier conclusivo in cui si evidenzia la volonta' o meno di realizzare l'intervento, le eventuali modifiche da apportare al progetto e le ragioni che hanno condotto a non accogliere eventuali proposte;
e) sostenere i costi relativi allo svolgimento del dibattito pubblico, previsti negli oneri della progettazione dell'intervento di cui all'articolo 23, comma 11, del codice.

Art. 8
Svolgimento del dibattito pubblico
1. Il dibattito pubblico si avvia con la presentazione e la contestuale pubblicazione sul sito dell'amministrazione aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore del dossier di progetto dell'opera, di cui all'articolo 7, comma 1, lettera a). Da tale momento decorrono i termini previsti dall'articolo 5, comma 2.
L'avvio del dibattito pubblico e' pubblicato contestualmente sul sito internet della Commissione di cui all'articolo 4, comma 6, lettera c), sul sito del dibattito pubblico di cui all'articolo 6, comma 6, lettera d), nonche' sui siti delle amministrazioni locali interessate dall'intervento.
2. Il dibattito pubblico, organizzato e gestito in relazione alle caratteristiche dell'intervento e alle peculiarita' del contesto sociale e territoriale di riferimento, consiste in incontri di informazione, approfondimento, discussione e gestione dei conflitti, in particolare nei territori direttamente interessati, e nella raccolta di proposte e posizioni da parte di cittadini, associazioni, istituzioni.

Art. 9
Conclusione del dibattito pubblico
1. Nei trenta giorni successivi alla scadenza del termine di cui all'articolo 5, comma 2, il coordinatore del dibattito pubblico presenta all'amministrazione aggiudicatrice o all'ente aggiudicatore, nonche' alla Commissione di cui all'articolo 4, una relazione conclusiva sull'andamento dell'intera procedura che contiene;
a) la descrizione delle attivita' svolte nel corso del dibattito pubblico, comprensiva delle indicazioni circa il numero degli incontri e dei partecipanti, le modalita' di gestione e l'andamento degli incontri, gli strumenti di comunicazione utilizzati, le statistiche di accesso e consultazione del sito internet del dibattito pubblico;
b) la sintesi dei temi, in modo imparziale, trasparente e oggettivo, delle posizioni e delle proposte emerse nel corso del dibattito;
c) la descrizione delle questioni aperte e maggiormente problematiche rispetto alle quali si chiede all'amministrazione aggiudicatrice o all'ente aggiudicatore di prendere posizione nel dossier conclusivo, di cui all'articolo 7, comma 1, lettera d).
2. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore, entro due mesi successivi dalla ricezione della relazione di cui al comma 1, presenta il proprio dossier conclusivo, di cui all'articolo 7, comma 1, lettera d), anche ai fini di cui all'articolo 22, comma 4, del codice. Il dibattito pubblico si conclude con la presentazione del dossier conclusivo da parte dell'amministrazione aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore.
3. La relazione conclusiva del coordinatore del dibattito pubblico e' allegata al dossier conclusivo dell'amministrazione aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore di cui costituisce parte integrante.
4. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore tengono conto del dossier conclusivo nelle successive fasi e procedure di cui all'articolo 22, comma 4, del codice.
5. I risultati delle consultazioni svolte nell'ambito del dibattito pubblico sono pubblicati sul sito della amministrazione aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore, sul sito della Commissione di cui all'articolo 4, nonche' sui siti delle amministrazioni locali interessate dall'intervento.
6. Ai sensi dell'articolo 23, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, i risultati di cui al comma 5 sono trasmessi dall'amministrazione aggiudicatrice o dall'ente aggiudicatore all'autorita' competente per la presentazione dell'istanza di valutazione di impatto ambientale.

Art. 10
Disposizioni transitorie e finali
1. Il presente decreto si applica alle opere di cui all'Allegato 1 per le quali il provvedimento, o la determina a contrarre, dell'affidamento dell'incarico di redazione del progetto di fattibilita' tecnico-economica e' stato adottato successivamente alla data della sua entrata in vigore. Se il provvedimento, o la determina a contrarre, sono adottati prima della data di entrata in vigore del presente decreto, e' consentita l'indizione volontaria del dibattito pubblico, di cui all'articolo 3, comma 4.
2. Nelle more dell'entrata in vigore del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui all'articolo 23, comma 3, del codice, il dibattito pubblico si svolge, in relazione alle opere per cui non sia stato predisposto il documento di fattibilita' delle alternative progettuali, con riferimento al progetto di fattibilita' ovvero al progetto preliminare.
3. Il presente decreto entra in vigore decorsi sessanta giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto la Commissione di cui all'articolo 4, a seguito dell'attivita' di monitoraggio previste all'articolo 4, comma 6, lettere a) ed e), propone al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti disposizioni integrative e correttive del presente decreto da adottarsi con le procedure previste dall'articolo 22, comma 2, del codice.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Roma, 10 maggio 2018

 

                                                           Allegato 1 
 
                                                (articolo 1, comma 1) 
      
 
=====================================================================
|         TIPOLOGIE DI OPERE         |     SOGLIE DIMENSIONALI      |
+====================================+==============================+
|                                    |   Opere che comportano una   |
|                                    |   lunghezza del tracciato    |
|  Autostrade e strade extraurbane   | superiore a 15 km e comunque |
|  principali. Strade extraurbane a  |con un valore di investimento |
|quattro o piu' corsie o adeguamento |pari o superiore a 500 milioni|
| di strade extraurbane esistenti a  | di euro al netto di IVA del  |
|due corsie per renderle a quattro o |   complesso dei contratti    |
|            piu' corsie.            |          previsti.           |
+------------------------------------+------------------------------+
|                                    |   Opere che comportano una   |
|                                    |   lunghezza del tracciato    |
|                                    | superiore a 30 km e comunque |
|                                    |con un valore di investimento |
|                                    |  superiore a 500 milioni di  |
|                                    |   euro al netto di IVA del   |
|Tronchi ferroviari per il traffico a|   complesso dei contratti    |
|          grande distanza.          |          previsti.           |
+------------------------------------+------------------------------+
|                                    |  Opere che riguardano nuovi  |
|                                    |terminali passeggeri o merci, |
|                                    |o nuove piste di atterraggio e|
|                                    |  decollo superiori ai 1.500  |
|                                    |metri di lunghezza e comunque |
|                                    |con un valore di investimento |
|                                    | complessivo superiore a 200  |
|                                    | milioni di euro al netto di  |
|                                    |    IVA del complesso dei     |
|             Aeroporti.             |     contratti previsti.      |
+------------------------------------+------------------------------+
|Porti marittimi commerciali, nonche'|                              |
|   vie navigabili e porti per la    |                              |
| navigazione interna accessibili a  |                              |
|  navi di stazza superiore a 1.350  |                              |
|tonnellate. Terminali marittimi, da |                              |
|intendersi quali moli, pontili, boe |   Opere che comportano una   |
| galleggianti, isole a mare per il  |    superficie interessata    |
|  carico e lo scarico dei prodotti  | dall'intervento superiore a  |
|   collegati con la terraferma e    |   150 ha e comunque con un   |
|  l'esterno dei porti, che possono  |    valore di investimento    |
|accogliere navi di stazza superiore | complessivo superiore a 200  |
|  a 1.350 tonnellate, comprese le   | milioni di euro al netto di  |
|      attrezzature e le opere       |    IVA del complesso dei     |
|      funzionalmente connesse.      |     contratti previsti.      |
+------------------------------------+------------------------------+
|                                    |Opere che comportano un valore|
|                                    | di investimento complessivo  |
|                                    |  superiore ai 50 milioni di  |
|Interventi per la difesa del mare e |    euro del complesso dei    |
|            delle coste.            |     contratti previsti.      |
+------------------------------------+------------------------------+
|                                    |Opere off-shore che comportano|
|                                    |  un valore di investimento   |
|                                    | complessivo superiore ai 150 |
|Piattaforme di lavaggio delle acque |milioni di euro del complesso |
|       di zavorra delle navi.       |   dei contratti previsti.    |
+------------------------------------+------------------------------+
|Interporti finalizzati al trasporto |                              |
|         merci e in favore          |                              |
|  dell'intermodalita' di cui alla   |                              |
|   legge 4 agosto 1990, n. 240 e    |                              |
|   successive modifiche, comunque   |  Opere che comportano costi  |
| comprendenti uno scalo ferroviario |  degli stabilimenti e delle  |
| idoneo a formare o ricevere treni  | infrastrutture superiori ai  |
|   completi e in collegamento con   | 300 milioni di euro al netto |
|  porti, aeroporti e viabilita' di  |   di IVA del complesso dei   |
|       grande comunicazione.        |     contratti previsti.      |
+------------------------------------+------------------------------+
|                                    |  Linee elettriche aeree di   |
|                                    | tensione pari o superiore a  |
|                                    |  380 kV e con tracciato di   |
|        Elettrodotti aerei.         | lunghezza superiore a 40 km. |
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|                                    |Impianti con altezza superiore|
|  Impianti destinati a trattenere,  | a 30 metri o che determinano |
| regolare o accumulare le acque in  |un volume di invaso superiore |
|           modo durevole.           | a 40 milioni di metri cubi.  |
+------------------------------------+------------------------------+
|   Opere che prevedano o possano    |                              |
|prevedere trasferimento d'acqua tra |                              |
|regioni diverse e cio' travalichi i |                              |
|   comprensori di riferimento dei   |     Opere che prevedono      |
|bacini idrografici istituiti a norma|   trasferimenti di portata   |
|della legge 18 maggio 1989, n. 183. | uguale o superiore a 4 m³/s. |
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|                                    |  Opere e infrastrutture che  |
|                                    |   comportano investimenti    |
|                                    | complessivi superiori a 300  |
|   Infrastrutture ad uso sociale,   | milioni di euro al netto di  |
| culturale, sportivo, scientifico o |    IVA, del complesso dei    |
|             turistico.             |     contratti previsti.      |
+------------------------------------+------------------------------+
|                                    |     Opere che comportano     |
|                                    |   investimenti complessivi   |
|                                    | superiori ai 300 milioni di  |
|                                    |   euro al netto di IVA del   |
|Impianti insediamenti industriali e |   complesso dei contratti    |
|    infrastrutture energetiche.     |          previsti.           |
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