Copertura RCA e circolazione su area privata. Novità dalle SS.UU.

Quando vi è copertura assicurativa per danni causati dal veicolo su strada privata? Novità in applicazione della normativa comunitaria. Cassazione SS.UU. civili, Sentenza n. 21983/2021

Tempo di lettura: 5 minuti circa
Copertura RCA e circolazione su area privata. Novità dalle SS.UU.

Il fatto.

In un’area privata, mentre un conducente spostava il proprio veicolo in retromarcia per portarlo fuori dal garage, attraverso una rampa, investiva il proprio nipote, causandone il decesso.

L’evento di verificava, esattamente, nel cortile di casa privata, nell’area recintata interna tra il giardino e la rampa di accesso.

Ne seguiva una richiesta di risarcimento del danno da parte degli aventi diritto, nei confronti dell’assicurazione. L’assicurazione respingeva la richiesta richiamando giurisprudenza costante, di merito e di legittimità, secondo la quale la copertura r.c.a. ha valenza solamente nelle aree private aperte al pubblico e non anche in mancanza di accesso indifferenziato. Aggiungeva che nessuna clausola di copertura dei danni in aree private era stata sottoscritta.

Le corti del merito accoglievano le argomentazioni della compagnia assicuratrice.

Il caso viene portato all’attenzione della Corte di Cassazione; la Sezione Terza invia la causa al Presidente ravvedendo la necessità di un cambio di orientamento. Precisamente pur dando atto che «la giurisprudenza di questa Corte ... univoca nell'affermare che la vittima di un sinistro stradale ha azione diretta nei confronti dell'assicuratore del responsabile quando il sinistro sia avvenuto su strade pubbliche o a queste equiparate, per tali ultime intendendosi anche le aree private dove sia consentita la circolazione a un numero indeterminato di persone» aventi accesso giuridicamente lecito all'area, requisito da «intendersi sussistente pur se quelle siano appartenenti a una o più categorie specifiche e anche se l'accesso in parola avvenga per finalità peculiari e in particolari condizioni Cass., 28/06/2018, n. 10717, in fattispecie relativa a un cantiere, cui potevano accedere coloro che vi lavoravano e chi aveva rapporti commerciali con l'impresa)», rileva come “l'orientamento interpretativo della S.C. risulta invero in contrasto con la giurisprudenza eurounitaria, in base alla quale «l'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 72/166/CEE del Consiglio del 24 aprile 1972 ( c.d. prima direttiva auto ), relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in fatto di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e di controllo dell'obbligo di assicurare tale responsabilità, dev'essere interpretato nel senso che rientra nella sua nozione di "circolazione dei veicoli" qualunque uso di un veicolo che sia "conforme alla funzione abituale dello stesso" ”, così come interpretato anche da diversi provvedimenti della Corte di Giustizia Europea.

La Corte di Cassazione SS.UU. civili, ha deciso sul caso con Sentenza n. 21983 del 30 luglio 2021.

 

 

Il vecchio concetto di copertura r.c.a. in aree private.

Come accennato non vi è discussione sul fatto che, secondo giurisprudenza, il Codice delle Assicurazioni Private è sempre stato interpretato secondo il principio che l’obbligo della copertura assicurativa sussiste per i danni causati dal veicolo nella circolazione su strada pubblica e su strada o area privata, quest’ultime solamente nella misura in cui in quella strada o area privata fosse permesso il transito non soltanto dei proprietari o aventi diritto ma anche di un pubblico indifferenziato.

Pubblico che talvolta avrebbe potuto essere individuato in una determinata categoria, “non venendo meno l'indeterminatezza dei soggetti che hanno detta possibilità pur quando essi appartengano tutti ad una o più categorie specifiche ovvero l'accesso avvenga per particolari finalità ed in particolari condizioni”.

Sezioni Unite del 2015 avevano precisato che «per l'operatività della garanzia per la r.c.a. è necessario il mantenimento da parte del veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull'area ad essa parificata, delle caratteristiche che lo rendono tale sotto il profilo concettuale e, quindi, in relazione alle sue funzionalità, sia sotto il profilo logico che sotto quello di eventuali previsioni normative, risultando, invece, indifferente l'uso che in concreto si faccia del veicolo, sempreché esso rientri in quello che secondo le sue caratteristiche il veicolo stesso può avere».

 

Copertura dei danni in area privata secondo le fonti europee

La sezione rimettente aveva rilevato che le Sezioni Unite del 2015 non avessero preso in considerazione nella sua ampiezza il principio posto da Corte Giust., 4/8/2014, C-162/13 secondo cui l'articolo 3, § 1, Direttiva 72/166/CEE del Consiglio del 24/4/1972 -c.d. 1^ Direttiva auto- deve essere interpretato nel senso che rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli» qualunque uso di un veicolo che sia «conforme alla funzione abituale dello stesso».

Il principio è quello dell’uso conforme alla sua destinazione, il normale utilizzo del mezzo così come possibile secondo sua funzione.

Si convoglia l’attenzione sul concetto di uso del veicolo piuttosto che quello dell'area in cui esso viene svolto. La giurisprudenza comunitaria con attribuisce alcun rilievo alle «caratteristiche del terreno» su cui l'automezzo è utilizzato.

Tale modalità interpretativa scardina completamente l’inquadramento giuridico dell’istituto come sinora osservato nel nostro paese.

Le SS.UU. non ravvedendo alcun ostacolo letterale-normativo all’accoglimento della “visuale” comunitaria non può che abbracciarla (“«l'art. 2054 cod. civ., pur costituendo la trasposizione di una norma del C.d.S. del 1933, non fa specifico riferimento alle norme sulla circolazione stradale, ma impone uno standard comportamentale che è suscettibile di essere riferito a qualsiasi utilitas traibile dal veicolo in conformità alle sue caratteristiche strutturali e funzionali”, e ancora, “costituisce "circolazione del veicolo" ai sensi dell'art. 2054 c.c. "l'uso" che di esso si compia su aree destinate alla circolazione -semprechè sia quello che secondo le sue caratteristiche il veicolo può avere», con la consedenza che "la copertura assicurativa deve riguardare tutte le attività cui il veicolo è destinato e per cui lo stesso circola su strada di uso pubblico o su area equiparata"”).

Ne deriva che, ad esempio, anche l’apertura di uno sportello a veicolo fermo possa rientrare nell’uso del veicolo.

 

Concludono le SS.UU. che il criterio discretivo cui assegnare rilievo ai fini della determinazione dell'estensione della copertura assicurativa per la r.c,a. deve dunque rinvenirsi nell'uso del veicolo conforme alla sua funzione abituale.

A tale stregua, per l'assicurato-danneggiante rimane allora non coperta da assicurazione per la r.c.a. solamente l'ipotesi dell'utilizzazione del veicolo in contesti particolari ed avulsi dal concetto di circolazione sotteso dalla disciplina di cui all'art. 2054 c.c. e alla disciplina posta dal Codice delle Assicurazioni private, non aventi cioè diretta derivazione e specifico collegamento con quella del codice della strada concernente l'uso quale mezzo di trasporto, secondo lo scopo che -a prescindere dal tipo di accessibilità del luogo su cui avvenga - "secondo le sue caratteristiche il veicolo stesso può avere". Ipotesi da ravvisarsi essenzialmente nell'utilizzazione di mezzo non rientrante tra i veicoli disciplinati dal codice della strada ( v., con riferimento a scontro tra una autovettura ed uno sciatore su pista da sci) ovvero di utilizzazione anomala del veicolo, non conforme alle sue caratteristiche e alla sua funzione abituale, come allorquando venga ad esempio utilizzato come arma per investire e uccidere persone.

 

 

Ai fini dell'operatività della garanzia per R.C.A., l’art. 122 del codice delle assicurazioni private va interpretato conformemente alla giurisprudenza eurounitaria nel senso che la circolazione su aree equiparate alle strade debba intendersi come quella effettuata su ogni spazio ove il veicolo possa essere utilizzato in modo conforme alla sua funzione abituale.

 

---------------------------------------

Di seguito il testo di

Corte di Cassazione SS.UU. civili, Sentenza n. 21983 del 30/07/2021

 

 

La lettura del provvedimento è riservata agli Utenti Registrati.
Se sei registrato esegui la procedura di Login, altrimenti procedi subito alla Registrazione. Non costa nulla!

Commenta per primo

Vuoi Lasciare Un Commento?

Possono inserire commenti solo gli Utenti Registrati