Eccesso di velocità e menzione del certificato di taratura nel verbale che commina la sanzione

Codice della Strada. Nessuna disposizione impone, per la validità del verbale che sanziona l’eccesso di velocità, la menzione del certificato di taratura. Cassazione Ordinanza n. 17574/2021

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Eccesso di velocità e menzione del certificato di taratura nel verbale che commina la sanzione

In fatto.

Impugnata una sanzione per violazione del codice della strada senza ottenere l’annullamento e proposto appello, il Tribunale aveva rilevato che nel verbale di accertamento era esattamente individuata l'apparecchiatura per il controllo della velocità, con specificazione del numero di matricola e della omologazione ministeriale, e che, nel corso del giudizio, l'amministrazione aveva prodotto la "dichiarazione di conformità" relativa all'apparecchio indicato nel verbale e il "certificato di taratura" rilasciato da laboratorio accreditato

Il sanzionato proponeva ricorso per cassazione ritenendo che il certificato di taratura avrebbe dovuto essere menzionato già nel verbale che comminava la sanzione e la cui mancanza portava alla sua illegittimità.

La Corte di Cassazione decideva con Ordinanza n. 17574 depositata in data 18/06/2021.


 

Verbale di taratura autovelox e legittimità del verbale

Parte ricorrente, richiamando un precedente arresto della corte di legittimità (sentenza n. 5227/2018), insisteva sul fatto che il verbale debba necessariamente contenere l'indicazione del certificato di regolare taratura dell'apparecchiatura di rilevazione della velocità essendo tale indicazione posta a tutela dei diritti di difesa del sanzionato, dal momento che solo in tal modo è possibile verificare la corretta funzionalità delle apparecchiature.

Non dello stesso parere la Corte adita.

Secondo la S. Corte, che richiama propri precedenti, la mera indicazione a verbale non è ancora funzionale alla prova dell'effettuazione della taratura stessa, che va - difatti - fornita dall'amministrazione mediante la produzione delle relative certificazioni.

Afferma ancora che solo la prova dell’affidabilità del mezzo tecnico impiegato consente di non ritenere pregiudicati oltre un limite ragionevole la certezza della rilevazione e dei sottesi rapporti giuridici e i diritti di difesa del soggetto sanzionato.

Richiama, infine, l’arresto citato dal ricorrente a propria difesa e secondo il quale: “il bilanciamento che si agita dietro l'art. 142 c.d.s. si concreta in una sorta di presunzione, fondata sull'affidabilità dell'omologazione e della taratura dell'autovelox, che consente di non ritenere pregiudicata oltre un limite ragionevole la certezza della rilevazione e dei sottesi rapporti giuridici. Proprio la verifica costante di tale affidabilità rappresenta il fattore di contemperamento tra la certezza dei rapporti giuridici e il diritto di difesa del sanzionato. Il ragionevole affidamento che deriva dalla custodia e dalla permanenza della funzionalità delle apparecchiature, garantita quest'ultima da verifiche periodiche conformi alle relative specifiche tecniche, degrada tuttavia in assoluta incertezza quando queste ultime non vengono mai effettuate”.

Conclude, quindi la nostra Corte affermando:

... la mancata menzione degli estremi del certificato di taratura non pregiudica i diritti di difesa del sanzionato, il quale può limitarsi a contestare l'effettuazione delle verifiche di regolare funzionamento dell'impianto, spostando sull'amministrazione l'onere di depositare la certificazione di taratura.
Le contestazioni dell'opponente circa la mancanza di detti controlli afferisce direttamente all'idoneità della fonte di prova impiegata per l'accertamento delle infrazioni, idoneità che l'amministrazione è tenuta a dimostrare.
Solo ove tale prova sia stata acquisita, l'opponente, per ottenere l'annullamento della sanzione, sarà tenuto a dimostrare che l'apparecchiatura era comunque malfunzionante”.

 

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Di seguito il testo di

Corte di Cassazione Sez. VI, Ordinanza n. 17574 del 18/06/2021

 

 

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