Legittimazione passiva della Regione per danni provocati da animali selvatici

Legittimazione passiva della Regione per la domanda di risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica indipendentemente dalla proprietà della strada. Concorso di colpa. Cassazione Ordinanza n. 31350/2023

Tempo di lettura: 3 minuti circa
Legittimazione passiva della Regione per danni provocati da animali selvatici

La Corte di Cassazione Civile, Sez. III, con Ordinanza n. 31350 depositata in data 10 novembre 2023 ha modo di riepilogare i concetti cardine che ruotano attorno alla fattispecie della responsabilità per danno causato dalla fauna selvatica.

Nel caso di specie era stata chiamata in causa la Regione per rispondere di un danno causato da un animale selvatico, un capriolo, il quale, dopo avere invaso all’improvviso la sede stradale, si era posto imprevedibilmente dinanzi alla traiettoria di marcia del veicolo.

 

Fonte normativa della legittimazione passiva della Regione per danno da fauna selvatica

La legittimazione passiva per questo tipo di danni spetta alla Regione, quale ente che subentra alla Provincia, nella qualità di ente gestore della fauna selvatica, e ciò ai sensi della Legge statale n. 56 del 2014 (c.d. legge Del Rio). Seguono le relative leggi regionali e nel caso di specie, per la Regione Marche, la legge regionale n. 13 del 2015.

La legge statale, infatti, attribuisce alle Regioni a statuto ordinario il potere di emanare norme relative alla gestione e alla tutela della fauna selvatica (art. 1, comma 3, legge n. 157 del 1992).
 

Le eccezioni della Regione

Sulla custodia dell’animale, si replicava la non applicabilità dell’art. 2052 (Danno cagionato da animali) in quanto l’ente pubblico non ha la custodia ma la sola gestione della fauna. Con la conseguenza che deve applicarsi l’art. 2043 del codice civile il quale necessita della dimostrazione della colpa da parte del danneggiato.

La prova del contegno colposo dell’ente potrà essere data dalla evidenza di criticità nell’esercizio delle competenze ad esso legislativamente attribuite, relative alla programmazione, pianificazione e gestione territoriale della fauna selvatica.

Sulla mancanza di segnaletica la Regione replicava che non spettava ad esso ente porre barriere o segnaletiche su una strada di proprietà del Comune, trattandosi di competenze attribuite dalla legge all’ente proprietario della strada.
 

La soluzione data dalla Corte di Cassazione

Citando numerose pronunce di legittimità nonché l'ordinanza della Corte Costituzionale n. 4 del 2001, la Corte di Cassazione precisa e chiarisce che la presunzione di responsabilità di cui all’art. 2052 cod. civ. trova effettivamente applicazione nelle fattispecie in cui si invoca il risarcimento dei danni cagionati dalla fauna selvatica.

Quanto alla impossibilità di controllo e custodia, la Corte replica affermando che la disposizione dell’art. 2052 cod. civ. subordina la speciale responsabilità da essa contemplata alla proprietà dell’animale, non al potere o al controllo su di esso.

Ma la Corte aggiunge una ulteriore e nuova argomentazione quando afferma che vi sia l’esigenza di accedere ad una interpretazione estensiva dell’art. 2052 cod. civ. vista la notoria situazione di incontrollata proliferazione della fauna selvatica (confermata dai dati statistici), nella sua continua interferenza con la circolazione stradale e nel conseguente costante pericolo da essa provocato all’incolumità ed alla vita stessa delle persone.

 

Il concorso di colpa e il riparto dell’onere della prova

Confermata l’applicazione dell’art. 2052 c.c. per il quale il proprietario dell’animale è responsabile dei danni cagionati da quest’ultimo, si tratta di valutare la possibilità data all’ente che si tratti di caso fortuito.

Sull’onere probatorio, la S.C. richiama numerosi precedenti secondo i quali si pone a carico della pubblica amministrazione l’onere della prova liberatoria del caso fortuito all’esito della dimostrazione, da parte del danneggiato, che il danno è stato causato da un animale selvatico appartenente al patrimonio indisponibile dello Stato (e non, ad esempio, un cane lasciato libero).

Aggiunge, inoltre, che nel caso di sinistro stradale causato da un animale sussiste il concorso tra la presunzione di responsabilità a carico del conducente del veicolo, di cui all’art. 2054, primo comma, cod. civ., e la presunzione di responsabilità a carico del proprietario dell’animale, stabilita dall’art.2052 cod. civ.

Questo concorso, afferma la Corte, va risolto secondo il seguente schema:

a) se solo uno dei soggetti interessati superi la presunzione posta a suo carico, la responsabilità graverà sull'altro soggetto;

b) se entrambi vincono la presunzione di colpa, ciascuno andrà esente da responsabilità;

c) se nessuno dei due raggiunga la prova liberatoria, la responsabilità graverà su entrambi in pari misura


 

---------------------------------------

Di seguito il testo di

Corte di Cassazione Civile, Sez. III, Ordinanza n. 31350 dep. 10/11/2023

 

FATTI DI CAUSA

La lettura del provvedimento è riservata agli Utenti Registrati.
Se sei registrato esegui la procedura di Login, altrimenti procedi subito alla Registrazione. Non costa nulla!

Commenta per primo

Vuoi Lasciare Un Commento?

Possono inserire commenti solo gli Utenti Registrati