La mancata o inesistente notifica al debitore determina l'inesistenza del pignoramento presso terzi

Inesistente intera procedura di pignoramento presso terzi se manca o è inesistente (non mera nullità) la notifica al debitore dell’atto di pignoramento che quindi è opponibile in qualsiasi momento. Cassazione n. 32804/2023

Tempo di lettura: 4 minuti circa
La mancata o inesistente notifica al debitore determina l'inesistenza del pignoramento presso terzi

Il fatto.

Oppostosi, fuori termine, il debitore alla procedura esecutiva, questi adduceva di non avere ricevuto la notifica dell’atto di pignoramento. Precisamente il debitore, ad un certo punto, ha avanzato istanza di visibilità degli atti del processo ed ha proposto opposizione formale avverso l'ordinanza di assegnazione.

Replicava l’esecutante che la stessa proposizione dell’esecuzione dimostrava la conoscenza dell’atto con effetto sanante dell’eventuale irregolarità della notifica, secondo consolidato orientamento giurisprudenziale.

Il tribunale accoglieva quest’ultima tesi, secondo la quale l'omessa notifica del pignoramento non determina la sua inesistenza, bensì la mera nullità, sanata per raggiungimento dello scopo a seguito delle iniziative dell'esecutato.

Il caso viene sottoposto all’attenzione della Corte di Cassazione la quale risolve con il provvedimento n. 32804 depositato in data 27 novembre 2023, enunciando un rilevante principio di diritto.
 

La struttura del pignoramento presso terzi

La S.C. al fine di affrontare sistematicamente la questione ricorda (sempre citando dei propri precedenti) che la struttura dell’atto "... di pignoramento presso terzi consta di due parti: a) l'ingiunzione al debitore a norma dell'art. 492 c.p.c., che è opera dell'ufficiale giudiziario, il quale, di solito, la documenta nella relazione di notificazione dell'intero atto; b) l'atto sottoscritto dalla parte o dal suo difensore munito di procura, che contiene l'intimazione al terzo di non disporre, senza ordine del giudice, delle cose o delle somme da esso terzo dovute al debitore".

In questa struttura "… sia l'ingiunzione al debitore esecutato (che, ex art. 492 c.p.c., fa acquistare certezza e rilevanza giuridica all'obbligo di astenersi da ogni atto pregiudizievole), sia l'intimazione rivolta al terzo, ex art. 543 c.p.c., di non disporre, senza ordine del giudice, delle somme o cose da lui dovute al debitore esecutato, costituiscono elementi essenziali dell'atto; ne consegue che, anche se non sono necessarie formule sacramentali, la mancanza anche di uno solo di tali elementi implica l'inesistenza del pignoramento, non ammettendosi equipollenti".

 

Vizio di notifica al debitore dell’atto di pignoramento presso terzi

La Corte non ignora che secondo giurisprudenza di legittimità, la mancanza di uno degli elementi strutturali del pignoramento presso terzi, ed in special modo dell'ingiunzione al debitore di cui all'art. 492 c.p.c., costituisce un vizio suscettibile di essere sanato, ex art. 156 c.p.c., comma 3, anche per effetto della proposizione dell'opposizione formale, perché in tal guisa è comunque raggiunto lo scopo dell'atto.

Tuttavia ciò che emerge dal caso in esame costituisce fattispecie diversa da quanto oggetto di esame da parte dei precedenti arresti trattandosi ora non di mera irregolarità ma di totale carenza di notifica (“ … mancato perfezionamento della notifica del pignoramento, ossia di una notifica (in tesi) tecnicamente inesistente”).

Citando le SS.UU. la Corte ricorda quando una notifica possa dirsi carente degli elementi essenziali che la contraddistinguono come notifica. E, cita: “Tali elementi consistono: a) nell'attività di trasmissione, svolta da un soggetto qualificato, dotato, in base alla legge, della possibilità giuridica di compiere detta attività, in modo da poter ritenere esistente e individuabile il potere esercitato; b) nella fase di consegna, intesa in senso lato come raggiungimento di uno qualsiasi degli esiti positivi della notificazione previsti dall'ordinamento (in virtù dei quali, cioè, la stessa debba comunque considerarsi, "ex lege", eseguita), restando, pertanto, esclusi soltanto i casi in cui l'atto venga restituito puramente e semplicemente al mittente, così da dover reputare la notificazione meramente tentata ma non compiuta, cioè, in definitiva, omessa”.

Nel caso di specie la notifica è stata solamente tentata dall'ufficiale giudiziario incaricato ma restituita al mittente con la dicitura "perché sconosciuto all'indirizzo in atti". E lì si è fermata.
 

Pignoramento mai iniziato se manca la notifica

Alla luce di quanto sopra la Corte evidenzia che ove si consideri che l'esecuzione forzata ha inizio col pignoramento, ex art. 491 c.p.c., e che quello presso terzi deve essere notificato, ai sensi dell'art. 543 c.p.c., sia al terzo che al debitore, secondo uno schema a formazione progressiva, pone evidentemente un problema di struttura ancor più preliminare, perché si tratta di stabilire, in ipotesi, se un procedimento esecutivo possa dirsi iniziato ove ne sia mancato (per l'inesistenza o il mancato perfezionamento della notifica) il compimento dell'atto che per legge ne segna l'avvio.

E, afferma, la risposta a tale quesito non può che essere negativa.

Continua la Suprema Corte affermando che “non pare dubbio alla Corte che il vizio per cui è processo, benché non tempestivamente denunciato dall' A. ex art. 617 c.p.c. (ossia, entro i venti giorni dalla conoscenza della pendenza della procedura esecutiva ...), non possa non essersi propagato a tutti gli atti della procedura e, dunque, anche al suo atto finale, cioè all'ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c. ...”.


In conclusione la Corte enuncia il seguente principio di diritto:

Nell'espropriazione forzata presso terzi il pignoramento è strutturato come una fattispecie a formazione progressiva nella quale la notificazione dell'atto al debitore segna l'inizio del processo esecutivo e la dichiarazione positiva del terzo esaminata all'udienza (oppure l'accertamento endoesecutivo compiuto nei suoi confronti) ha funzione di perfezionamento; ne consegue che la mancata o inesistente notifica dell'atto al debitore, quindi non affetta da mera nullità, determina l'inesistenza del pignoramento, difettando radicalmente l'atto iniziale del processo, ai sensi dell'art. 491 c.p.c., né potendo ritenersi sanato tale vulnus dalla proposizione dell'opposizione agli atti esecutivi o, più in generale, dalla conoscenza che, della procedura esecutiva cui ciononostante sia stato dato seguito, il debitore abbia acquisito aliunde”.

 

---------------------------------------

Di seguito il testo di

Corte di Cassazione Civile Sezione III , n. 32804 depositata il 27/11/2023

 

FATTI DI CAUSA

La lettura del provvedimento è riservata agli Utenti Registrati.
Se sei registrato esegui la procedura di Login, altrimenti procedi subito alla Registrazione. Non costa nulla!

Commenta per primo

Vuoi Lasciare Un Commento?

Possono inserire commenti solo gli Utenti Registrati