Bancarotta fraudolenta per l'amministratore che incassi dalla societa'

Incassare un proprio cedito verso la societa' da parte dell'amministratore configura l'ipotesi di bancarotta fraudolenta patrimoniale e non preferenziale (Cass. 47616/14)

Bancarotta fraudolenta per l'amministratore che incassi dalla societa'

Nel caso in cui un amministratore ponga in pagamento a proprio favore un proprio credito nei confronti della societa' sarà imputabile di bancarotta fraudolenta? E nel caso positivo si dovrà considerare l'ipotesi del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale o quello di bancarotta preferenziale?

A questo quesito risponde la Corte di Cassazione con sentenza n. 47616 depositata il 18 novembre 2014. La corte riepiloga nelle motivazioni della sentenza i vari tipi di bancarotta.

Il particolare status dell'amministratore, consapevole dell'andamento economico finanziario della società deve essere preso in considerazione nell'esame della questione.

Richiamando propri precedenti, la Corte di Cassazione ricorda che “ogni atto distrattivo assume rilievo ai sensi dell'art. 216 legge fall., in caso di fallimento, indipendentemente dalla rappresentazione di quest'ultimo, il quale non costituisce l'evento del reato che, invece, coincide con la lesione dell'interesse patrimoniale della massa, posto che se la conoscenza dello stato di decozione costituisce dato significativo della consapevolezza del terzo di arrecare danno ai creditori ciò non significa che essa non possa ricavarsi da diversi fattori, quali la natura fittizia o l'entità dell'operazione che incide negativamente sul patrimonio della società”. Ma è evidente che proprio l'amministratore ha un quadro completo dello stato finanziario della propria società.

Conclude pertanto con il seguente principio di diritto:

l'imprenditore deve considerarsi sempre tenuto ad evitare l'assunzione di condotte tali da esporre a possibile pregiudizio le ragioni dei creditori, non nel senso di doversi astenere da comportamenti che abbiano in sé margini di potenziale perdita economica, ma da quelli che comportino diminuzione patrimoniale senza trovare giustificazione nella fisiologica gestione dell'impresa

 

Di seguito il testo della Sentenza Corte di Cassazione del 17 luglio – 18 novembre 2014, n. 47616:

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE V PENALE
Sentenza 17 luglio – 18 novembre 2014, n. 47616
 

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