Successioni: sulle modalità di impugnazione del testamento

Per l'impugnazione del testamento si procede né con il disconoscimento della firma né con querela di falso. Onere della prova. Cassazione Sentenza n. 1995/16

Successioni: sulle modalità di impugnazione del testamento

La Corte di Cassazione civile, con Sentenza n. 1995 del 02 febbraio 2016 ha modo di confermare un principio cristallizzato dalle Sezioni Unite nel 2015 in materia di onere della prova nella impugnazione del testamento.

Nel caso di specie dopo la pubblicazione di un primo testamento a favore di Caio, Tizio dichiarava di aver rinvenuto un secondo testamento che lo istituiva erede. Tizio citava in giudizio il primo destinatario dell'asse ereditario (Caio) per chiedere dichiararsi la sua qualità di erede testamentario e di conseguenza condannarsi Caio a consegnargli l'asse ereditario.

Caio resisteva asserendo la falsità del secondo testamento e chiedendo la verificazione della scrittura privata a seguito della quale il CTU grafologo dichiarava di non potersi esprimere non essendosi rinvenuto l'originale del secondo testamento. La domanda di Tizio veniva respinta.

Era stata prodotta la "fotocopia della scheda testamentaria autenticata dal notaio" quindi trattavasi di copia autentica e non di banale fotocopia. Tuttavia il disconoscimento imponeva di dover procedere alla verifica e questa si può fare solamente sull'originale (vedasi ad es. "Sulla invalidita' della perizia grafologica su copia fotostatica"). L'originale, va detto, era posto sotto sequestro penale e non era rinvenibile indipendentemente da qualsiasi colpa dell'attore

La Suprema Corte, nell'esaminare il caso richiama il precedente delle SS.UU. (vedi "Le Sezioni Unite su onere della prova nella contestazione del testamento olografo") e affermano "Le Sezioni Unite hanno in tale pronuncia ritenuto inadeguato, al fine si superare l'efficacia probatoria di un testamento olografo, sia il ricorso al disconoscimento che la proposizione di querela di falso, prescegliendo, all'uopo, la terza via predicativa della necessità di proporre, appunto, un'azione di accertamento negativo della falsità della scheda testamentaria".

Si ricorda che le SS.UU. avevano esresso il principio, fatto proprio anche dalla sentenza in commento, secondo il quale "la parte che contesti l'autenticità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e l'onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo, grava sulla parte stessa".

 

Di seguito il testo di:
Corte di Cassazione civile Sentenza n. 1995 del 02/02/2016:

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