La richiesta minacciosa del parcheggiatore abusivo configura estorsione

Fare il parcheggiatore abusivo costituisce reato? Le conseguenze della minaccia di danneggiare l'automobile per ottenere il pagamento del parcheggio. Cassazione penale Sentenza n. 30365/2018

La richiesta minacciosa del parcheggiatore abusivo configura estorsione

1. La massima

La condotta del parcheggiatore abusivo che minaccia di un male ingiusto l'automobilista per costringerlo a dargli denaro non dovuto configura il reato di estorsione e non di violenza privata, in quanto la richiesta è volta al conseguimento di un ingiusto profitto (assente nella diversa e sussidiaria fattispecie di violenza privata), non rilevando in termini di inidoneità della minaccia la circostanza che l'automobilista non abbia ceduto alla richiesta scegliendo piuttosto di denunciare il fatto all'autorità, quindi impedendo la consumazione del reato che si manifesta nella sua forma tentata.

 

1. Il fatto e la quaestio iuris

La Corte di Appello confermava la condanna di un parcheggiatore abusivo per il delitto di tentata estorsione «perché con minaccia di un male ingiusto compiva atti idonei diretti in modo non equivoco, a costringere [la persona offesa] a dargli denaro non dovuto per un ingiusto profitto. In particolare, dopo aver chiesto a [la persona offesa] di dargli dei soldi non dovuti per il parcheggio davanti all’Ospedale..., dicendogli con tono minaccioso e prepotente “devi darmi 2 Euro per il parcheggio” ed avendo [la persona offesa] detto che non glieli avrebbe dati in quanto era un parcheggiatore abusivo, lo minacciava dicendogli “se non mi dai i soldi che ti ho chiesto ti rompo la macchina».

L'imputato proponeva ricorso per cassazione sostenendo l’errata qualificazione giuridica del fatto, da sussumere piuttosto nella diverse fattispecie della violenza privata, quindi l'inidoneità della minaccia ad intimorire l'automobilista da cui l’insussistenza del reato.

 

2. Il decisum

La Sezione II ha offerto uno schema sulla qualificazione giuridica della condotta del parcheggiatore abusivo che prospetta un male ingiusto al fine di ricevere una somma di denaro quale prezzo per poter parcheggiare l'automobile.

In particolare:

- una simile condotta configura il delitto di estorsione e non quello di violenza privata, reato con natura sussidiaria rispetto all’estorsione, differenziandosene per l’assenza dell’ingiusto profitto invece presente nella condotta presa in esame;

- la minaccia sussiste, essendo del tutto irrilevante che la persona offesa non si sia sentita intimidita, anzi ritenendo opportuno denunciare il fatto1.

 

Dott. Andrea Diamante
Cultore della materia in diritto processuale penale
presso l’Università degli Studi di Enna “Kore”

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1 Ex plurimis Cass. 644/2014

 

 

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Di seguito il testo di
Corte di Cassazione, Sezione II penale, Sentenza n. 30365 del 5/07/2018

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