Come si forma la parcella di un avvocato? Applichiamo i parametri forensi.

Come si calcola il compenso del legale? Vademecum che descrive le nuove modalità di calcolo dei compensi degli avvocati. Un commento al Decreto Ministeriale 55/2014 sui cc.dd. parametri forensi

Aumenti e Diminuzioni

 

Aumenti o diminuzioni percentuali: alla lettura della tabella appena riportata si comprende che quanto visto sopra pur non essendo semplice era pur sempre una semplificazione. Alle considerazioni su svolte deve aggiungersi la possibilità prevista dalla normativa di aumentare o diminuire gli importi assegnati con tabella, che devono essere considerati “importi medi”.

Il comma 1 dell'art. 4 del D.M. 54/2014 prevede, infatti, che “Il giudice tiene conto dei valori medi di cui alle tabelle allegate, che, in applicazione dei parametri generali, possono essere aumentati di regola sino all'80 per cento, ovvero possono essere diminuiti in ogni caso non oltre il 50 per cento. Per la fase istruttoria l'aumento e' di regola fino al 100 per cento e la diminuzione in ogni caso non oltre il 70 per cento”.

Per fare un esempio, lo studio della controversia della tabella su indicata e pari ad € 875,00 nello scaglione fra 5.200,00 e 26.000,00 può diventare 437,50 se diminuito nel massimo valore o € 1.575,00 se aumentato al massimo.

Quali le regole da seguire per determinare questi aumenti o diminuzioni?

Ai fini della liquidazione del compenso devono essere tenuti in considerazione questi parametri (art. 4 D.M. n° 55 del 10 marzo 2014):

a) caratteristiche del caso;

b) l'urgenza e il pregio dell'attività prestata;

c) l'importanza, la natura, la difficolta' ed il valore dell'affare

d) le condizioni soggettive del cliente;

e) i risultati conseguiti, il numero delle questioni giuridiche e di fatto trattate e/o la loro complessità.

La norma si sente in dovere di specificare solamente uno di questi criteri laddove chiarisce che “in ordine alla difficoltà dell'affare si tiene particolare conto dei contrasti giurisprudenziali, e della quantità e del contenuto della corrispondenza che risulta essere stato necessario intrattenere con il cliente e con altri soggetti”.

La regola per determinare l'aumento o la diminuzione viene replicata nelle varie tabelle divenendo regola generale. Regola, tuttavia, che lascia un ampio spazio di indeterminatezza e che diventa problematica da gestire come una tipica arma a doppio taglio. Se da un lato, infatti, potrà sembrare al legale di avere libertà di manovra nell'aumentare o diminuire le proprie parcelle, tuttavia, la stessa ampia libertà di manovra ce l'avrà il magistrato al quale la parcella sia sottoposta perché impugnata, ad esempio, dal proprio cliente.

Parametri interpretativi possibili per stabilire la portata della dizione “caratteristiche del caso” o “condizioni soggettive del cliente” non ve ne sono e andranno ben specificate e motivate nel momento in cui si decida di alterare la media tariffaria.

Più concreta sarebbe stata la parametrazione dell'aumento o diminuzione in funzione dell'intensità dell'opera svolta, di quanti atti siano stati scritti, quanti testimoni sentiti, se vi sia stato un supplemento di perizia o nessuna perizia affatto, quante udienze svolte. Oppure, in aggiunta, se il valore si avvicini verso il limite superiore dello scaglione o verso il valore più basso.

Di questi criteri, che ho provato ad abbozzare, non si fa cenno nel decreto e non resta che tentare di interpretare con il buon senso.

 

Aumento in considerazione della qualità del file .pdf

Con D.M. 37 del 2018 è stata introdotta una singolare misura di aumento, avente il fine di agevolare il lavoro del magistrato e che, comportando maggiore impegno nella redazione, questa viene premiata con un incremento percentuale del compenso pari al 30%. Il nuovo comma 1-bis dell'articolo 4 recita:

1-bis. Il compenso determinato tenuto conto dei parametri generali di cui al comma 1 e' di regola ulteriormente aumentato del 30 per cento quando gli atti depositati con modalita' telematiche sono redatti con tecniche informatiche idonee ad agevolarne la consultazione o la fruizione e, in particolare, quando esse consentono la ricerca testuale all'interno dell'atto e dei documenti allegati, nonche' la navigazione all'interno dell'atto

Si fa riferimento, pertanto, ad atti redatti in un file e depositati con modalità telematiche che siano redatti secondo modalità informatiche tali da permettere la ricerca ipertestuale all'interno dell'atto, come potrebbe essere un rimando da una parte all'altra del testo oppure con la creazione di un indice, e anche all'interno degli allegati.

Quindi:

  1. ricerca testuale all'interno dell'atto;
  2. ricerca testuale all'interno dei documenti/allegati;
  3. link testuali di navigazione all'interno dell'atto.

Poichè la norma non fa riferimento ad una possibilità di aumento né che questo aumento sia gradualizzabile a dicrezione del giudicante, ci si potrebbe chiedere quando scatti il diritto all'aumento e se questo sia addebitabile a controparte. Tutti gli atti dovranno avere tale caratteristica? O potrebbe essere anche solamente i più importanti?

Oppure se l'aumento possa essere effettuato solamente per la fase ove gli atti vengano redatti con le modalità su indicate.

Vedremo come la giurisprudenza applicherà la novità.