Come si forma la parcella di un avvocato? Applichiamo i parametri forensi.

Come si calcola il compenso del legale? Vademecum che descrive le nuove modalità di calcolo dei compensi degli avvocati. Un commento al Decreto Ministeriale 55/2014 sui cc.dd. parametri forensi

Il Preventivo per evitare sorprese

 

Ormai si hanno elementi a sufficienza per poter valutare autonomamente la congruità di un compenso richiesto da un legale.

 

Un preventivo per non rischiare: una lettura attenta di quanto scritto in questo vademecum rende chiaro che esiste un ampio margine di incertezza sulla quantificazione dell'attività svolta dall'avvocato.

Abbiamo già visto che ciò è arma a doppio taglio per il legale che potrà da un lato parametrare abbondantemente le proprie richieste al cliente innalzandole con l'uso degli aumenti previsti (fino all'80% e molto di più in caso di valore indeterminabile); da altro canto, tuttavia, ogni parcella dell'avvocato subisce la spada di damocle dell'incertezza dell'esito di una procedura nella quale il cliente chieda ad un magistrato di valutarne la congruità. Si potrebbe anche argomentare su come la nuova normativa sia potenzialmente produttiva di contenzioso in abbondanza avente ad oggetto la contestazione della parcella del legale.

E' per tale motivo che l'art. 13 della Legge Professionale Forense aveva stabilito che "Il compenso spettante al professionista è pattuito di regola per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale". La regola, pertanto, dovrebbe essere quella della stipulazione di un accordo fra cliente e avvocato. Il regolamento, decreto ministeriale 55/14, commentato in queste pagine, esprime chiaramente che la sua applicabilità si limita ai casi di mancato accordo preventivo; si legge espressamente all'art. 1 che il regolamento di applica "quando all'atto dell'incarico o successivamente il compenso non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale degli stessi".

 

La possibilità di stipulare un accordo lascia alle parti una libertà estrema. Il comma 3 dell'art. 13 della Legge Prof. Forense (Legge 31 dicembre 2012, n. 247) ci dice che "La pattuizione dei compensi è libera: è ammessa la pattuizione a tempo, in misura forfetaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all'assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l'intera attività, a percentuale sul valore dell'affare o su quanto si prevede possa giovarsene, non soltanto a livello strettamente patrimoniale, il destinatario della prestazione".

 

Ma se sembra di nuotare troppo in mare aperto, un accordo potrà sempre richiamare i nuovi parametri di calcolo, le tabelle, che abbiamo sin qui visto, indicando nella media tariffaria di un determinato scaglione il prezzo pattuito. In tal modo si eviterà l'alea dell'appllicazione degli incrementi o diminuzioni e lo stesso avvocato potrà stare tranquillo sulla non contestazione giudiziale della parcella che, in tal modo, risulterà blindata.

Non vi è motivo, pertanto, nel continuare a seguire il vecchio schema che vuole che il costo dell'avvocato si scopra soltanto alla fine.