Il contratto preliminare di compravendita immobiliare non può essere risolto per mutuo consenso

La risoluzione del contratto di compravendita immobiliare deve risultare da documento e non per facta concludentia. Sempre necessaria la forma scritta ad substantiam. Cassazione Civile Sentenza n. 4714/2022

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Il contratto preliminare di compravendita immobiliare non può essere risolto per mutuo consenso

Secondo Corte di Cassazione Civile, Sentenza n. 4714 depositata in data 14 febbraio 2022 il contratto preliminare riguardante beni immobili, pur avendo efficacia obbligatoria, vincola le parti alla conclusione del contratto definitivo ed ha efficacia mediata in relazione al trasferimento di diritti reali immobiliari.

La risoluzione del contratto preliminare necessita quindi dei rispetto dei requisiti della forma scritta dì cui all'art.1359 c.c., come espressamente richiesta dail'art.1351 c.c.

 

Aggiunge che qualora le parti abbiano allegato in giudizio di non avere interesse alla permanenza degli effetti del contratto, la risoluzione consensuale può essere oggetto di accertamento d'ufficio da parte del giudice anche in sede di legittimità, ove non vi sia necessità di effettuare indagini di fatto.

La risoluzione consensuale del contratto non costituisce oggetto di eccezione in senso proprio ma una mera difesa.

 

 

In relazione ai fatti di causa la Suprema Corte ha affermato i seguenti principi di diritto:

"Il trasferimento, la costituzione o l'estinzione dì diritti reali immobiliari è soggetta al requisito della forma scritta ad substantiam non soltanto quando il contratto da risolvere sia definitivo, ma anche quando si tratti di contratto preliminare in quanto anche il contratto preliminare incide, in via mediata, su diritti reali immobiliari con la conseguenza che anche il contratto solutorio, sciogliendo le parti dagli obblighi assunti con il contratto definitivo, impedisce il verificarsi degli effetti previsti dal contratto definitivo".

 

"La volontà negoziale estintiva di un contratto avente forma scritta ad substantiam deve risultare non per facta concludentia ma da un documento che non lasci dubbi sulla volontà di entrambe le parti di sciogliere il contratto sì da rivelare il completo disinteresse delle parti all'attuazione del contratto e il mutuo consenso alla cessazione dello stesso".

 

 

Corte di Cassazione Civile Sez. II, Sentenza n. 4714 dep. 14/02/2022

 

FATTI DI CAUSA

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