Guida al Contributo Unificato

Guida al Contributo Unificato nel processo civile e penale normativa, giurisprudenza e direttive ministeriali. Monografica completa sul contributo unificato del Dr. Caglioti

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Capitolo XII - Raddoppio del contributo unificato nei casi di inammissibilità o rigetto dell'impugnazione

1) Premessa

Ai sensi dell’articolo 13 punto 1-quater 1 Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115 ” Quando l'impugnazione, anche incidentale, è respinta integralmente o è dichiarata inammissibile o improcedibile, la parte che l'ha proposta è tenuta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale, a norma del comma 1-bis. Il giudice dà atto nel provvedimento della sussistenza dei presupposti di cui al periodo precedente e l'obbligo di pagamento sorge al momento deposito dello stesso”.

Per la giurisprudenza di legittimità 2 la norma risponde alla ratio di scoraggiare le impugnazioni dilatorie o pretestuose e, il raddoppio del contributo unificato, sia previsto a parziale ristoro dei costi del “vano funzionamento dell’apparato giudiziario o della vana erogazione delle limitate risorse a sua disposizione”3 .

La Suprema Corte ha, quindi, escluso l’applicabilità di tale istituto in tutte quelle ipotesi in cui non vi è “l’esigenza di scoraggiare impugnazioni dilatorie o pretestuose, che costituiscono la ratio dell’introduzione della condanna al raddoppio del contributo unificato”, ad esempio: sopravvenuta cessazione della materia del contendere [ Cassazione Sez. II 28 agosto 2017 n. 20439)], rigetto dell’impugnazione in cassazione [Cassazione Civ. Sez. VI, 22 marzo 2017 n. 7368], opposizione allo stato passivo del fallimento [Cassazione Civ. Sez. VI, 5 ottobre 2017 n. 23281] .

Per quel che riguarda il presente lavoro ci occuperemo delle problematiche relative al (eventuale) pagamento dell’ulteriore importo in oggetto nei procedimenti giurisdizionali in cui è parte una Pubblica Amministrazione o parte ricorrente è ammessa al patrocinio a spese dello Stato 4 o la procedura è esente dal pagamento del contributo unificato 5.

Di facile soluzione la prima delle ipotesi prospettate, più problematico l’aspetto relativo all’applicazione dell’istituto in parola nei casi in cui parte ricorrente è ammessa al patrocinio a spese dello Stato o nelle procedure esenti.

 

2) Procedimenti giurisdizionali in cui è parte la Pubblica Amministrazione

Nei procedimenti giurisdizionali in cui l’impugnazione, anche incidentale, è proposta da Pubblica Amministrazione per la Corte di Cassazione 6è principio generale dell’assetto tributario che lo Stato e le altre Amministrazioni parificate non sono tenute a versare imposte e tasse che gravano sul processo per la evidente ragione che lo Stato verrebbe ad essere al tempo stesso debitore e creditore di se stesso con la conseguenza che l’obbligo non sorge”.

Concludendo, i giudici di legittimità, che “nel provvedimento giurisdizionale non deve darsi atto della sussistenza dei presupposti di cui al primo periodo dell’articolo 13, comma 1 quater , DPR n. 115/02, introdotto dal comma 17 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2012 n. 228, per i casi di impugnazione respinta integralmente o dichiarata inammissibile o improcedibile” .

il Ministero della Giustizia, con indirizzo del 6 luglio 2015 7 si è allineato alla giurisprudenza della Cassazione statuendo, inoltre, che se “tuttavia il magistrato dovesse irrogare il pagamento in esame , l’ufficio non potrà attivare la procedura di riscossione..”.

 

3) Procedimenti giurisdizionali in cui la parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato .

Nei procedimenti in cui l’impugnazione, anche incidentale, è proposta da parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato per la giurisprudenza della Corte di Cassazione 8“l'ammissione della ricorrente al gratuito patrocinio determina l'insussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato previsto dall'art. 1 quater dell' art. 13 del D.P.R. n. 115 del 2002 inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17.”

Inoltre, sempre per i giudici di legittimità, 9nel caso di ammissione dell’appellante al patrocinio a spese dello Stato, il rigetto dell’impugnazione preclude l’applicazione del contributo unificato a titolo sanzionatorio, poiché la parte ammessa a tale beneficio non è tenuta a monte al pagamento del contributo unificato, stante la prenotazione a debito di cui gode, e di conseguenza neppure all’importo di cui al contributo aggiuntivo”

Anche per la dottrina 10 “nel caso di ammissione dell’appellante al patrocinio a spese dello Stato, il rigetto dell’impugnazione preclude l’applicazione del contributo unificato a titolo sanzionatorio”.

 

4) Procedimenti giurisdizionali in esenzione dal pagamento del contributo unificato .

Nel caso in cui il procedimento giurisdizionale è in esenzione dal pagamento del contributo unificato la Corte di Cassazione 11 ha esteso “conseguentemente” l’esenzione “ al suo raddoppio, come disposto dal D.PR. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, per sanzionare la proposizione di una impugnazione inammissibile o improcedibile o integralmente infondata” .

Nelle procedure in esenzione, a parere dello scrivente, è, tra l’altro, la difficoltà a quantificare il contributo unificato che di fatto ne impedisce il recupero.

Si pensi ad esempio alle cause riguardanti i minori 12 che godono dell’esenzione dal contributo unificato ex art. 10 decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115, quale sarebbe il contributo “....pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale...”?

Quanto detto per i procedimenti relativi ai minori vale ( varrebbe) per tutti procedimenti in esenzione: a) processo già esente, secondo previsione legislativa e senza limiti di competenza o di valore, dall'imposta di bollo o da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, nonché il processo di rettificazione di stato civile, il processo in materia tavolare, il processo di cui all'articolo 3, della legge 24 marzo 2001, n. 89. (art. 10, punto 1, t. u. spese di giustizia ); b) procedure agrarie (art. 3 legge 25 aprile 1957 n. 283) oggetto tra l’altro della richiamata, in premessa di paragrafo, sentenza della Corte di Cassazione, ; c) processi di cui al libro IV( dei procedimenti speciali), titolo II( dei procedimenti in materia di famiglia e di stato delle persone), capi II (dell’interdizione,dell’inabilitazione e dell’amministrazione di sostegno), III (dichiarazione di assenza o di morte presunta), IV( disposizioni relative ai minori,agli interdetti e agli inabilitati) e V ( dei rapporti patrimoniali tra i coniugi) del codice di procedura civile (art. 10, punto 3 t. u. spese di giustizia ); d) procedimenti relativi al libro I, titolo XII ( delle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia) esenti da contributo unificato ai sensi dell’articolo 46 bis disp. att. codice civile

 

 

5) Esenzione e/o parte ammessa al patrocinio quali le soluzioni

Orbene come devono comportarsi le cancellerie giudiziarie nel caso in cui il giudice in un procedimento in esenzione o con parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato condanni ugualmente parte ricorrente al pagamento del contributo in esame ?

Per il Ministero della Giustizia “ gli uffici giudiziari dovranno dare sempre esecuzione al provvedimento del magistrato che, nel definire il procedimento di impugnazione, ritenga di dovere irrogare il pagamento in esame”13 .

Relativamente alle procedure in esenzione abbiamo evidenziato come è proprio la difficoltà a quantificare il contributo unificato che di fatto ne impedisce il recupero.

Riguardo, invece, l’ipotesi di, eventuale, condanna di parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, a parere dello scrivente14 la soluzione del problema è data dalla natura dell’istituto e dalla sua collocazione 15 nell’architettura del testo unico spese dello Stato.

A quanto sopra si aggiunge il significato da dare alla espressione “gli uffici giudiziari dovranno dare sempre esecuzione al provvedimento del magistrato” usata dal Ministero della Giustizia nella, richiamata, nota dell’8 luglio 2015.

Nei procedimenti con parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, ogni spesa, anticipata o prenotata a debito 16, va annotata 17 nei registri previsti dall’articolo 161 D.P.R. n. 115 del 30 maggio 2002, e individuati da Decreto Ministeriale18 e nel foglio notizie 19.

Se nel provvedimento con il quale si rigetta o si dichiara inammissibile l’impugnazione il magistrato contestualmente revoca, espressamente, anche l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nulla quaestio.

La cancelleria, in questo caso, provvederà a recuperare il contributo unificato ex articolo 13 1-quater Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115 contestualmente al recupero delle altre spese anticipate e/o prenotate.

Se invece nel detto provvedimento di rigetto e/o inammissibilità non vi è revoca del patrocinio a spese dello Stato e il magistrato da atto “... senza ulteriori valutazioni decisionali - della sussistenza dei presupposti (rigetto integrale o inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione) per il versamento...”, la cancelleria dovrà dare “esecuzione al provvedimento del magistrato”.

Nessuna azione di recupero “può essere esperita nei confronti della parte ammessa al patrocinio soccombente” 20 è questo uno dei principi basilari del patrocinio a spese dello Stato.

Come conciliare il sopra richiamato principio con le disposizioni ministeriali?

Alla definizione della causa “..i funzionari addetti alla tenuta del foglio notizie che dovranno curare l’annotazione delle spese ed espletare il successivo controllo ai fini del recupero, provvedendo alla relativa chiusura ed attestando in calce ad essa la presenza o assenza di spese da recuperare. La sottoscrizione del foglio notizie costituisce assunzione di responsabilità...” 21

La cancelleria darà esecuzione al provvedimento del magistrato limitando, quindi, le attività alla mera annotazione dell’importo nel foglio notizie e nel registro modello 2/A/SG.

Dopo di ché il foglio notizie, perdurando le condizioni che hanno dato origine all’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, verrà chiuso con la dicitura non vi è titolo per il recupero, considerato che il recupero nei confronti della parte ammessa al patrocinio è, esclusivamente prevista, nelle ipotesi di revoca del patrocinio o nelle ipotesi normativamente previste di rivalsa.

 

6) Raddoppio del contributo unificato nell’appello penale

Il problema dell’applicazione dell’istituto in oggetto non ci risulta sia stato oggetto di interventi giurisprudenziali e/o ministeriali.

Certo altre sono le finalità del processo penale rispetto a quelle del processo civile e difficilmente può essere, nel processo penale visto gli interessi in gioco, accettata la tesi giustificativa dell’applicazione dell’istituto in commento a “sanzione” atta a scoraggiare le impugnazioni dilatorie o pretestuose e, il raddoppio del contributo unificato, sia previsto a parziale ristoro dei costi del “vano funzionamento dell’apparato giudiziario o della vana erogazione delle limitate risorse a sua disposizione”22.

Osta inoltre il fatto che il contributo unificato, nel processo penale, viene quantificato all’atto della condanna, non generica, da parte del magistrato.

Il problema, almeno in teoria, si pone specie riguardo alle ipotesi di cui agli articoli 573 [impugnazione per i soli interessi civili], 574 [impugnazione dell’imputato per gli interessi civili], 575 [impugnazione del responsabile civile o della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria], 576 [impugnazione della parte civile e del querelante] in cui sono in gioco interessi non prettamente penalistici.

Problema che andrebbe, per lo meno, affrontato nelle sedi deputate onde evitare l’ennesima disparità tra azione civile nel processo penale ed analoga azione nel processo penale.

 

7) Ipotesi in cui non si applica il raddoppio del contributo unificato

Per giurisprudenza della Corte di Cassazione l’istituto in esame non trova applicazione:

  1. Rigetto dell’impugnazione in cassazione (Cassazione Civ. Sez. VI, 22 marzo 2017 n. 7368)

  2. Cessazione della materia del contendere ( Cassazione Sez. II 28 agosto 2017 n. 20439)

  3. Opposizione allo stato passivo del fallimentopur configurandosi, a seguito delle modifiche apportate agli artt. 98 e ss, RD 267/42, come un giudizio a carattere impugnatorio, costituisce a tutti gli effetti un giudizio di primo grado avente ad oggetto il riesame a cognizione piena della decisione adottata sulla base di una cognizione sommaria in sede di verifica, con la conseguenza che non si pone, rispetto ad esso, l’esigenza di scoraggiare impugnazioni dilatorie o pretestuose, che costituiscono la ratio dell’introduzione della condanna al raddoppio del contributo unificato (Cassazione Civ. Sez. VI, 5 ottobre 2017 n. 23281)

 

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1 Comma introdotto dall’articolo 1, legge 24 dicembre 2012, n. 228 a decorrere dal 31 gennaio 2013.

2 Corte di cassazione ordinanza 2 luglio 2015, n. 13636, e sentenza 15 settembre 2014, n. 19464

3 Corte di cassazione, sesta sezione civile, sentenza 27 marzo 2015, n. 6280, ordinanza 13 maggio 2014, n. 10306, Corte di cassazione, terza sezione civile, sentenza 14 marzo 2014, n. 5955; vedasi anche N.M. Condemi “il regime del raddoppio del contributo unificato : fattispecie processuali a confronto ( commento alla sentenza della Corte Costituzionale n 120 del 2016) in Judicium – il processo civile in Italia e in Europa- .

4 Articolo 74 Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115

5 Articolo 10 Decreto Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115

6 Corte di Cassazione Sezioni Unite sentenza n. 9938 dell’8 maggio 2014

7 Circolare ministero giustizia DAG.08/97/2015.0100201.U

8 Cassazione sezione lavoro sentenza n 18532/2014 del 01/06/2014 pubblicata il 2 settembre 2014

9 Cass. Civ. 8 febbraio 2014, n. 3860, Cass. civ. 22 marzo 2017, n. 7368, Cass. civ.12 aprile 2017, n. 9538

10 C. Trapuzzano corso organizzato dalla Scuola Superiore della Magistratura “ tutto quello che c’è da sapere in tema di spese di lite” Scandicci (FI) 11-13 settembre 23-25 ottobre 2017

11 Cassazione, Sez. III, 31 marzo 2016 n. 6227

12 Ai sensi della circolare 31 luglio 2002 n 5, Min. Giust. Dip, Aff. Giustizia stante l’ampia dizione della legge, art. 10 comma 2, deve ritenersi l’esenzione per tutti i procedimenti comunque relativi alla prole intesa come persone minori di età indipendentemente dal diverso giudice competente compresi i procedimenti di competenza del giudice tutelare conf. DAG.08/07/2015.01000549.U

13 Circolare Ministero Giustizia DAG.08/07/2015.0100201.U .

14 Tesi sostenuta, dallo scrivente nella qualità di relatore, nel corso organizzato dalla Scuola Superiore della Magistratura “ tutto quello che c’è da sapere in tema di spese di lite” Scandicci (FI) 11-13 settembre 23-25 ottobre 2017

15 “Collocazione sistematica all’interno del testo unico sulle spese di giustizia, DPR 30 maggio 2002 n 115 e, precisamente, all’art. 13..” “DAG.08/07/2015.0100201.U

16 Articolo 131 DPR 115/02

17 Ai sensi dell’articolo 160 testo unico spese di giustizia “i pagamenti dell’erario,le prenotazioni a debito, i crediti da recuperare e le successive vicende devono essere annotati “

18 Decreto Ministeriale 28 maggio 2003 - Registri, previsti dall'articolo 161 del D.P.R. n. 115 del 30 maggio 2002

19 Ai sensi dell'art. 280, 1° comma, Testo Unico spese di giustizia, “ in ogni fascicolo processuale civile, penale e fallimentare deve essere allegato un foglio delle notizie ai fini del recupero del credito, dove andranno annotate tutte la spese anticipate e quelle prenotate”

20 Circolare ministeriale giustizia DAG.08/02/2011.0016318.U

21 Circolare Min. Giust. n 9 del 26 giugno 2003 e nota Min. Giust 3 febbraio 2004 n 116/1/10062

22 Corte di cassazione, sesta sezione civile, sentenza 27 marzo 2015, n. 6280, ordinanza 13 maggio 2014, n. 10306, Corte di cassazione, terza sezione civile, sentenza 14 marzo 2014, n. 5955; vedasi anche N.M. Condemi “il regime del raddoppio del contributo unificato : fattispecie processuali a confronto ( commento alla sentenza della Corte Costituzionale n 120 del 2016) in Judicium – il processo civile in Italia e in Europa- .